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Amministratore e dipendente SRL: i 3 requisiti Inps

di Redazione Soluzione Tasse
9 Feb, 2023
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    L’amministratore può essere contemporaneamente lavoratore dipendente della società se rispetta determinati requisiti stabiliti dall’Inps. Il mancato rispetto avrà degli effetti negativi sia sulla srl che sull’amministratore stesso. Vediamo quali sono le condizioni da osservare e cosa succede se non vengono onorati.

    Amministratore e dipendente della stessa srl è possibile: come?

    La figura dell’amministratore nelle srl italiane, che sono maggiormente su base familiare, è svolta sempre dall’imprenditore. Funge, dunque, sia da amministratore che da titolare dell’azienda stessa. 

    Oltre a essere essere anche amministratore può, contemporaneamente, essere dipendente della stessa srl. Infatti, dopo vent’anni di dubbi e indecisioni, la Giurisprudenza ha stabilito che è possibile svolgere doppio ruolo all’interno della società. 

    Leggi anche: SRL e patrimonio personale: quando rispondono soci e amministratori?

    Dello stesso avviso è anche l’Inps, la quale riconosce questa possibilità, a patto, però, che vengano rispettati tre requisiti molto importanti (ai quali non si può minimamente trasgredire). Pena è l’impossibilità di svolgere contemporaneamente l’attività di amministratore e dipendente della stessa srl.

    I 3 requisiti Inps da rispettare

    I requisiti da rispettare riguardano ambiti diversi:

    • potere deliberativo, tale potere deve essere affidato a un organo collegiale amministrativo della società oppure a un ente esterno. Svolgendo il doppio ruolo, l’amministratore-dipendente non può avere pieno potere deliberativo ma solo una minima parte;
    • vincolo di subordinazione, l’amministratore-dipendente deve dimostrare, con prove e fatti, di avere un lavoro subordinato e di attenersi alla superiorità dell’organismo sociale al quale appartiene riguardo al potere direttivo, organizzativo, disciplinare, di vigilanza e di controllo. Sostanzialmente, non può “auto-comandare” poiché pur essendo amministratore, deve rispondere al potere dell’organo sociale. Altrimenti viene meno il vincolo di subordinazione.
    • mansioni diverse da quelle amministrative, l’amministratore-dipendente deve svolgere compiti estranei a quelli che rientrano nella sfera principale dell’attività amministrativa, nonostante il suo rapporto organico che ha con la srl. Nella fattispecie, pur facendo parte dell’organo amministrativo, non deve svolgere attività che gli possano riconoscere un potere di gestione. 

    Amministratore e dipendente della stessa srl: i vantaggi

    Se rispettati questi tre requisiti, l’amministratore può essere contemporaneamente anche dipendente della stessa srl. Il corretto inquadramento delle due figure permette all’azienda, e anche all’amministratore – che di solito è l’imprenditore titolare dell’azienda – di poter utilizzare speciali strumenti di pianificazione fiscale

    Due strumenti per ridurre le tasse e aumentare la liquidità aziendale: TFM o welfare aziendale. Quindi, due strumenti, due reali vantaggi fiscali per l’amministratore e la stessa srl. Tuttavia, devono essere maneggiati con cura: ogni minimo errore può rivelarsi fatale per le sorti dell’impresa e incorrere in reati fiscali è molto semplice. 

    Attenzione: non tutti gli amministratori possono essere contemporaneamente dipendenti della stessa srl. Per saperne di più leggi anche: Amministratore srl e dipendente della stessa società: quando è possibile?

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    Le conseguenze se non vengono rispettati i requisiti

    L’errato inquadramento delle due figure è fatale per l’impresa. Ad esempio, non può più utilizzare contemporaneamente questi due allestimenti di pianificazione fiscale.

    Ma non solo.

    Se l’Inps verifica che c’è incompatibilità nell’inquadramento – amministratore e dipendente della srl – l’impresa in questione subirebbe gravi conseguenze che si ripercuoteranno su impresa e amministratore stesso.

    Un esempio?

    Se viene accertata l’incompatibilità, l’amministratore non potrà percepire la retribuzione da dipendente con la conseguente restituzione degli importi ricevuti. Mentre i contributi, ovviamente, non sarebbero dovuti con duplice rischio:

    • migliaia di euro versati per contributi non dovuti;
    • impossibilità di poter farli valere.

    E la società?

    La srl subirebbe sanzioni per aver dedotto il reddito da lavoro dipendente. Se c’è incompatibilità questa retribuzione non è dovuta, di conseguenza non ci sarebbe alcuna erogazione dello stipendio, e quindi indeducibilità dal reddito. Quindi, le imposte non pagate per la deduzione di queste somme di denaro, sarebbero poi da versare come conseguenza.

    Leggi anche: Come evitare la doppia tassazione degli utili della srl

    Per non parlare delle sanzioni da commutare all’organo amministrativo, dedito alla corretta gestione della srl.

    Come evitare conseguenze dall’errato inquadramento

    Una serie di conseguenze negative che devi assolutamente evitare. E per farlo, devi inquadrare in maniera efficiente le due figure professionali. Solo così sarà possibile svolgere il doppio ruolo e sfruttare gli strumenti di pianificazione fiscale per ridurre le imposte a debito (a vantaggio di impresa e imprenditore).

    Per questo motivo è di primaria importanza che tu sia affiancato da un pool di professionisti in grado di analizzare il tuo specifico caso e valutare oculatamente qual è la soluzione che meglio rispondano alle esigenze tue e delle tua srl. 

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