3 soluzioni per pagare meno tasse: quali errori non devi assolutamente commettere

Febbraio 14, 2022 | in
soluzioni per pagare meno tasse

Imposte, acconti, saldi e contributi previdenziali sono come una zavorra per l’imprenditore e la sua impresa. Per fortuna ci sono una serie di soluzioni per pagare meno tasse. Tuttavia, non tutti gli imprenditori li utilizzano. Oppure se le utilizzano, lo fanno male, ignari delle conseguenze che si possono abbattere sulla propria impresa. Fra questi ci sono le royalties, rimborsi e TFM.

 

3 soluzioni usate male per pagare meno tasse

 

Nella maggior parte dei casi le soluzioni per pagare meno tasse vengono messe in pratica abusando, ignari dei danni che si possono arrecare all’impresa e alla stessa famiglia.

 

Durante le nostre consulenze notiamo infatti che le soluzioni per pagare meno tasse a volte vengono utilizzate. Al contempo, però, sono utilizzate male per avere una maggiore riduzione delle imposte a debito. 

 

Soluzione 1: royalties con percentuali fuori logica

 

Pensiamo, ad esempio, alla prima soluzione errata: utilizzo delle Royalties sui marchi con percentuali fuori ogni logica di mercato. Neanche fossimo la Apple!

Il valore delle Royalties viene commisurato al valore del marchio. Non viene scelta a caso, altrimenti si perdono tutti i benefici.

 

Il Marchio e le Royalties sono due incredibili strumenti di pianificazione fiscale che, se usati correttamente, danno benefici sia in termini di riduzione delle tasse che di aumento di liquidità. E tutto questo può avvenire sin da subito. Se usati male, non fanno altro che danneggiare la situazione già compromessa dalla pesante pressione fiscale.

 

Leggi anche: Marchio e diritto di autore: come utilizzarli per abbattere le tasse

 

Soluzione 2: rimborsi senza alcuna pezza d’appoggio

 

Altra soluzione usata male sono i rimborsi delle trasferte effettuate per nome e per conto dell’azienda. In pratica, percepiscono la somma spesa sotto forma di rimborso, però senza alcun giustificativo che ne attesta la avvenuta trasferta. O addirittura gonfiati per avere un un maggior vantaggio. 

E poi ci sono quegli imprenditori che, pur avendo attività che comportano continui spostamenti, anche quotidiani, non sfruttano eventuali indennità di trasferta o rimborsi chilometrici.

 

Leggi anche: Rimborso chilometrico: la check list per calcolarlo ed evitare controlli fiscali

 

Soluzione 3: TFM genericamente determinato e dedotto

 

La terza soluzione utilizzata in maniera errata è il TFM (Trattamento di fine mandato). In alcuni casi, infatti, su consiglio del consulente assicurativo viene dedotto dal reddito per anni. Altri, invece, deducono il TFM solo grazie ad una generica determinazione di attribuzione del trattamento all’amministratore senza che l’importo sia determinato prima dell’inizio del rapporto con atto di data certa. Infatti, non è possibile dedurlo senza una atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.

 

Leggi anche: TFM: come utilizzarlo in maniera fiscalmente inattaccabile

 

Non finisce qua: ci sono altre soluzioni utilizzate erroneamente utilizzate i costi fittizi documentati da fatture false o gonfiate o le false fatture relative ad operazioni inesistenti (come detto già).

 

E tutto questo perché succede?

 

L’utilizzo di determinati strumenti per ridurre le imposte, come possono essere quelli che hai appena letto, devono essere utilizzati in maniera fiscalmente inattaccabile per evitare di entrare ancor di più in conflitto con il Fisco. Purtroppo, a quelli che non li sanno utilizzare, si aggiungono anche questi imprenditori che non li utilizzano proprio. A volte per scarsa conoscenza propria, altre perché è il proprio consulente a non proporli.

 

Il motivo principale per cui le aziende si trovano a dover fronteggiare una pressione fiscale altissima, e non sfruttare le opportunità messe in campo dallo Stato o dall’UE (molto spesso il soldi dell’UE tornano indietro perché le aziende non le spengono), è la  mancanza di consulenza specifica da parte dei professionisti. 

 

Attenzione, non vogliamo dividere la categoria in chi ha competenza per fare una consulenza e in chi ha scarsa e non riesce ed erogare. Tutto dipende dalla mancanza di tempo materiale per studiare la normativa. La troppa burocrazia legata alla gestione della contabilità ordinaria (ogni giorno purtroppo esce fuori un nuovo adempimento) non permette loro di potersi dedicare alla consulenza specifica per trovare le migliori soluzione per ridurre le imposte e rispondere alle esigenze del cliente.

 

Il professionista, invece, dovrebbe avere il tempo per aggiornarsi e poi applicare le dedicare il proprio tempo a soddisfare le esigenze del cliente che, in linea di massima, sono due:

 

– riduzione delle tasse per avere maggiore liquidità;

– aiutare il business a crescere nel tempo attraverso strategie specifiche.

 

E lasciare il resto, contabilità e adempimenti vari, alle macchine.

 

Chi può aiutarti?

 

Come Soluzione Tasse, grazie al nostro Pool di più di 35 Commercialisti, tutti iscritti all’Albo, attraverso un’attenta analisi dell’attività, possiamo valutare quale sia la situazione attuale della tua impresa e tracciare un percorso per sfruttare al meglio ciò che il sistema tributario ci mette a disposizione per:

 

– ridurre le imposte in maniera fiscalmente inattaccabile 

– e proteggere il patrimonio aziendale.

 

Cambia per sempre il futuro fiscale della tua impresa: utilizza questi ed altri strumenti per abbattere le imposte in maniera fiscalmente inattaccabile.


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