500.000 imprese a rischio fallimento: chi è più in pericolo e perché?

Marzo 10, 2022 | in
500.000 imprese a rischio fallimento: chi è più in pericolo e perché?

500.000 imprese a rischio fallimento. Si tratta del 43% dei contribuenti italiani, ovvero di quelle imprese che non sono in grado di pagare le imposte sospese precedentemente a causa dell’emergenza economico sanitaria. 

 

Pertanto, o si paga, o scatteranno le azioni esecutive. Vediamo chi rischia di più e quale potrebbe essere la soluzione per evitare tutto questo in futuro.

 

Chi rischia il fallimento?

 

Il Covid, com’era preventivabile, non ha smesso di fare ancora vittime. Sono infatti 500.000 le imprese a rischio fallimento. Tutte attività che, in passato, che non sono state in grado di pagare le rate delle imposte pregresse e sospese a seguito della normativa emergenziale Covid-19.

 

Proprio in questo articolo “Crisi: la più grande benedizione per trasformare il 2021 in opportunità” dicevamo che la sospensione sarebbe stato un boomerang nel lungo termine. Nessuno ha dato peso a tutto ciò. 

 

Proprio in questo articolo, avevamo previsto che, scaduta la sospensione, il Fisco sarebbe tornato a battere cassa: sia per i pagamenti sospesi e non pagati, che per quelli attuali.

 

Ed eccoci qua. Siamo arrivati dove avevamo previsto di arrivare.

 

In questi giorni, queste imprese, che contano il 43% dei contribuenti italiani, si sono viste recapitare, o stanno ricevendo, una Pec dove l’Agenzia delle Entrate riscossione chiede il dovuto pagamento del residuo delle imposte sospese. Comprensivo di sanzioni e interessi, ovviamente perché è venuta meno la rottamazione.

 

Perché si potrebbe rischiare il fallimento?

 

Il pagamento deve essere fatto entro 5 giorni. Senza alcuna possibilità di dilazione, tra l’altro. 

 

E se scadono i 5 giorni? Questa è la domanda che tanti si pongono.

 

Scaduti i 5 giorni, ahinoi, si innescheranno a catena procedure più critiche. Basti pensare a fermi amministrativi, ipoteche o ancora di più pignoramenti. Tutte azioni che, ogni imprenditore, deve cercare di evitare.

 

Questo è quanto riferito da un articolo di Italia Oggi del 7 marzo 2022. 

 

L’Agente della riscossione non ha proprio intenzione di rinunciare ai 2.4 miliardi di debiti da recuperare, precedentemente sospesi. Soldi che, tra l’altro, metterebbero a rischio persino la tenuta del sistema economico. Dunque, le imprese sono costrette a pagare oppure subire le conseguenze di azioni esecutive che si annunciano spietate.

 

Le aziende, pertanto, si trovano nella situazione di valutare quale sia la strategia più giusta per bloccare ogni eventuale azione esecutiva. Valutare ogni azione, purché non sia il metodo della rateizzazione.

 

Quale sarebbe la soluzione al fallimento?

 

Il problema però è alla base, si arriva spesso a queste situazioni perché la pressione fiscale è elevata. A parte il periodo passato dovuto al Covid, le imprese sono state sempre costrette a subire una tassazione elevata. 

 

Tuttavia, oltre a lamentarsi che le tasse sono elevate, quanti di loro hanno agito per cambiare la vita fiscale della propria azienda? Purtroppo sono pochissimi, e questi sono i risultati. 

 

Alcuni imprenditori, tra l’altro, ricorrono a prestiti per pagare le imposte o, nella peggiore delle ipotesi, si trovano costretti a rinunciare di pagare i dipendenti. 

 

Leggi anche: Consulenza fiscale Soluzione Tasse: 6 step per cambiare il futuro aziendale

 

Se oggi, a tutto ciò, ci aggiungiamo anche la situazione internazionale attuale, tutto diventa molto complicato. Agli aumenti già previsti di luce e gas, nel corso dell’anno si sono susseguiti anche quelli delle materie prime e della benzina (che, come sappiamo, quando aumenta materia, aumenta un po’ tutto o quasi).

 

Inutile lamentarsi, perché non si risolverebbe nulla. Rimboccarsi le maniche, nonostante due anni duri (e con un terzo che non è partito per niente bene visto cosa sta succedendo in Ucraina) è doveroso per non finire nel latrisco.

 

In questi casi è necessario trovare la soluzione per evitare il fallimento ora e, al contempo, pianificare per un futuro più roseo. Un futuro in cui il peso delle tasse deve essere ridotto al minimo possibile, che non faccia soffrire l’azienda e che la metta al sicuro da ogni possibile fallimento.

 

Leggi anche: Pianificazione fiscale strategica e Evasione: qual è la differenza?

 

Come fare per raggiungere questo obiettivo?

 

La soluzione oggi è a portata di mano, solo che non tutti la conoscono o magari non hanno le competenze necessarie per attuarla. Nella situazione attuale diventa fondamentale pianificare la fiscalità della propria azienda.

 

Per fare questo, gli strumenti da utilizzare possono essere tanti. Tra tutti, probabilmente quello che può dare risultati più soddisfacenti, è lo strumento principe della pianificazione fiscale: la holding.

 

Leggi anche: 5 motivi perché è fondamentale aprire una società holding

 

E perché proprio la holding?

 

Per 2 semplici motivi:

 

– mette al sicuro il patrimonio, quindi se l’azienda va male, il patrimonio essendo chiuso dentro la holding non è a rischio fallimento;

– permette di beneficiare di una tassazione incredibilmente favorevole (solo l’1,2% di tasse). 

 

La holding è lo strumento più amato dai ricchi e dalle grandi multinazionali. Ma oggi, grazie a Soluzione Tasse, anche i piccoli imprenditori possono avere una holding e beneficiare dei suoi innumerevoli vantaggi (che non sono solo quelli che ti abbiamo appena detto, ma anche altri non meno importanti).

 

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