Calcolo TFM amministratori [Errori da non fare]

di Soluzione Tasse
30 Giu, 2024
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    Il calcolo del TFM è un argomento molto spinoso. Sbagliare il metodo di calcolo può mettere a repentaglio anche la sopravvivenza della società. Molto spesso, però, si fa abusa di questo strumento. Non tutti, infatti, sanno maneggiarlo per bene, tant’è che il calcolo del TFM amministratori e la sua valutazione, è l’errore più come effettuato dall’impresa che decide di utilizzarlo. Analizziamo meglio quale sia l’errore da non fare e quali sia il parametro di calcolo da utilizzare per un TFM fiscalmente inattaccabile e che non pregiudichi la situazione finanziaria dell’azienda.

    Normative e Strategie per il Calcolo del TFM

    L’utilizzo del TFM come arma di pianificazione fiscale è ormai una strategia abbastanza consolidata. Infatti, le società adottano questo strumento per stabilire un compenso aggiuntivo e differito per i propri amministratori, simile al trattamento di fine rapporto dei dipendenti, beneficiando così dei relativi vantaggi fiscali.

    Rappresenta, infatti, una voce di spesa per l’azienda, al pari del TFR dei dipendenti, che può essere dedotto integralmente dall’azienda, riducendo la base imponibile sulla quale applicare l’Ires al 24%.

    Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica.

    Il principale ostacolo, se così lo possiamo definire, risiede nel fatto che il TFM non è normato da una disciplina specifica. Non esiste, pertanto, una norma che:

    • stabilisca il metodo di calcolo preciso per il trattamento di fine mandato (TFM);
    • garantisca la totale conformità durante eventuali controlli fiscali. 

    Per esempio, l’Agenzia delle Entrate generalmente considera adeguato un TFM calcolato con gli stessi criteri del trattamento di fine rapporto (anche se tra TFM e TFR sino molte differenze). In caso contrario, è probabile che sorgano contestazioni, nonostante i Giudici della Cassazione abbiano in alcune occasioni contraddetto tali contestazioni.

    Adottare un metodo di calcolo del TFM che si allinei ai parametri riconosciuti può quindi rappresentare una strategia efficace per evitare disaccordi e controversie durante le verifiche fiscali.

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    Errori comuni nel calcolo del TFM

    Ora, se per il TFR ci sono delle regole ben precise per il suo calcolo, per il TFM non esiste una normativa che disciplini chiaramente le modalità del suo utilizzo.

    L’assemblea ha la libertà di stabilire un valore che ritiene equo. Allo stesso tempo, i funzionari fiscali tendono a contestare gli importi che superano determinati parametri utilizzati dall’Agenzia delle Entrate per valutare l’adeguatezza del TFM.

    Tuttavia, però, non devi effettuare il calcolo del TFM amministratori proprio liberamente – insomma decidere una somma a caso o come meglio ti viene comodo. Infatti, nonostante la riconosciuta discrezionalità, devi sempre considerare dei fattori fondamentali.

    Ad esempio, prevederlo in misura fissa o in base al fatturato.

    Sai quali sono le conseguenze di prevederlo in base a questi parametri?

    Supponiamo che la tua azienda abbiamo istituito il TFM e deciso di accantonare la somma in base al fatturato. Per semplicità, supponiamo che l’azienda fattura 1 milione di euro e ha stabilito che il TFM deve essere pari al 10% del fatturato.

    Se l’utile di fine anno è pari a 10.000 euro, cosa succede?

    Rischi di mandare in perdita la società perché devi accantonare la quota di TFM pari a 10.000 euro, ovvero l’utile prodotto.

    Insomma, legarlo a parametri non coerenti (es. calcolarlo sul fatturato e non sugli utili) può essere severamente controproducente.

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    Strategie per il calcolo corretto

    Il calcolo corretto del TFM è possibile se viene stabilito sulla base di parametri variabili o in relazione agli utili prodotti dalla società. Infatti, se parametrato agli utili, il TFM non manderà mai in perdita l’azienda.

    Un esempio?

    Stabilire che il TFM sia calcolato sul 20% dell’utile prodotto.

    Considerano l’esempio precedente, nel caso di specie, l’azienda destina a TFM 2.000 euro (10.000 x 20%). Seguendo questo calcolo, il TFM non rischiare di mandare in perdita la società. Infatti, tolta la quota di 2.000 euro, l’azienda si ritrova con 8.000 euro di utile.

    Insomma, destinare una percentuale in base all’utile prodotto non pregiudica le sorti dell’azienda e aiuta l’impresa a risparmiare tasse. Ma per fare questo, è fondamentale affidarsi a professionisti esperti nell’utilizzo del TFM e nel risparmio fiscale.

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