Centrale Rischi banca d’Italia: cos’è e perché è importante per richiedere i finanziamenti?

Maggio 5, 2020 | in

Oggi più che mai il termine Centrale Rischi della Banca d’Italia, rimbomba assiduamente tra le orecchie di molti imprenditori intenti a decifrare le opportunità e i rischi del Decreto Liquidità. Stiamo parlando del cosiddetto biglietto da visita da spendere nei confronti del sistema creditizio.

 

L’analisi della tua Centrale Rischi è la cosa più importante da fare prima di richiedere finanziamenti alle banche.

 

Centrale Rischi della Banca d’Italia: sai cos’è?

 

La Centrale Rischi rappresenta il database gestito dalla Banca d’Italia dove vengono custodite le informazioni finanziarie su persone fisiche e persone giuridiche che possono essere le società oppure la tradizionale partita Iva.

 

Si tratta di un documento che risulta fondamentale per tenere sotto controllo la situazione creditizia per accedere ai finanziamenti

 

La Centrale dei Rischi serve ad offrire alle banche e agli Intermediari finanziari informazioni precise sul tuo merito creditizio che rappresenta l’affidabilità economica e finanziaria per ottenere un finanziamento a buone condizioni.

 

Insomma, serve verificare se sei o meno un cattivo pagatore.

 

Il merito creditizio “pulito” è fondamentale per ottenere un prestito. In particolare oggi visti i finanziamenti introdotti dalla Stato per fronteggiare questa emergenza economica. 

 

Se i rapporti bancari di un’azienda sono segnalati come deteriorati gli istituti di credito non concederanno mai un finanziamento. Per questo motivo è necessario verificare la propria Centrale Rischi, altrimenti risulta quasi impossibile che tu possa ricorrere ai finanziamenti introdotti per fronteggiare l’emergenza.

 

Centrale Rischi: chi e come viene segnalato?

 

Nella Centrale dei Rischi sono segnalati tutti i soggetti che hanno accesso al credito. Sono segnalati anche coloro che sono in regola con i pagamenti.

 

Chi non paga puntualmente viene segnalato negativamente alla Centrale Rischi e, in base al ritardo dei pagamenti, andiamo le banche andranno a comprendere il tuo grado di affidabilità:

 

– per periodi inferiori a 90 giorni, in questi casi di norma gli sconfinamenti sono modesti, e non nascondono un merito creditizio in deterioramento, ma solo difficoltà temporanea.

 

– per periodi superiori a 90 giorni o addirittura a 180 giorni, in questi casi è evidente che il soggetto si trova in una situazione finanziaria che inizia a deteriorarsi e non è più in grado di far fronte ai propri impegni economici bancari.

 

Un soggetto viene segnalato in sofferenza quando si trova in una situazione di grave e non transitoria difficoltà economica che lo rende incapace di adempiere alle proprie obbligazioni.

 

La segnalazione per essere valida e legale deve seguire due determinati requisiti:

 

– requisito formale, la Banca deve aver inviato il preavviso di segnalazione con strumento recettizio;

 

– requisito sostanziale, la Banca deve aver effettuato una preventiva istruttoria di valutazione patrimoniale complessiva del soggetto considerato in sofferenza e deve dare prova di aver fatto questa istruttoria prima di averla effettuata.

 

Di frequente tale istruttoria non è compiuta e la segnalazione è illegale. Come non è sufficiente il mancato pagamento e/o il mero inadempimento, perchè da solo considerato non è presupposto di insolvenza. 

 

Se un soggetto ha sconfinato da tempo o non ha pagato più rate di un prestito, ciò non basta per segnalarlo. Se ciò avviene la segnalazione è illegittima.

 

Oggi bisogna conoscere ed analizzare la propria Centrale Rischi altrimenti non ricorrere ai finanziamenti e, veder fallire la tua impresa, è un attimo.

 

Quando la segnalazione è illegale puoi: non solo chiedere la cancellazione ma anche il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali. Ma per fare questo è necessario conoscere i rimedi giusti e legali.

 

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