Cessione credito d’imposta: le novità del Decreto Rilancio

Giugno 3, 2020 | in
Cessione credito d’imposta: le novità del Decreto Rilancio

Cessione del credito d’imposta per affrontare l’emergenza Coronavirus per immettere immediatamente liquidità nelle casse delle imprese. Questa è una delle tante misure contenute nel Decreto Rilancio varato giorni fa.

 

Crediti i canoni locazione, adeguamento e sanificazione ambienti, botteghe e negozi possono essere ceduti a terzi, tra cui anche le banche. Vediamo ora come funziona e perché è vantaggioso effettuare la cessione del credito d’imposta.

 

Credito d’imposta: cos’è e quali sono i principali bonus del decreto?

 

Prima di andare a vedere cosa significa cedere un credito, è bene che tu sappia cosa sia un credito d’imposta. Il credito d’imposta può essere definito come uno sconto applicato sulle tasse da versare al Fisco italiano

 

Praticamente può essere usato per ridurre le imposte a debito, oppure per compensarle direttamente, richiedendolo in dichiarazione e indicandolo nel modulo F24. Stando alle disposizioni normative, esso può essere utilizzato per compensare qualsiasi imposta

 

Con il Decreto Rilancio, per aiutare le imprese a fronteggiare la crisi dovuta al Coronavirus, sono tanti i crediti d’imposta istituti, quali: 

– credito d’imposta per locazione di immobili ad uso non abitativo, sconto del 60% sul canone di locazione per i soggetti titolari di reddito d’impresa, arte e professione, i cui ricavi non superano i 5 milioni nel periodo d’imposta precedente e abbiamo subito una riduzione del fatturato superiore al 50% e versato l’importo di marzo aprile maggio del relativo affitto;

 

– credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro, sconto del 60% sulle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, dell’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti;

 

– credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, sconto del 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus nei locali aperti al pubblico.

 

E infine, inserito dai precedenti dal Decreto Cura Italia, il credito d’imposta per botteghe e negozi. Si tratta di un sconto del 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, limitatamente agli immobili rientranti nella categoria catastale C/1 ( negozi e botteghe);

 

Cessione credito d’imposta: cos’è e perché conviene?

 

Detto ciò, andiamo a vedere ora in cosa consiste la cessione del credito d’imposta. Si tratta della possibilità, per il soggetto avente diritto ai crediti d’imposta introdotti per fronteggiare il Coronavirus, di optare, per la cessione, anche parziale,  del credito ad altri soggetti.

 

Dall’entrata in vigore del presente Decreto e fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari dei crediti d’imposta possono optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

 

Quindi se rientri tra coloro che possono beneficiare di uno dei crediti appena elencati puoi decidere di:

 

utilizzarlo in compensazione;

 

cederlo. 

 

Coloro che ricevono il credito possono utilizzarlo anche in compensazione di tutti i debiti verso il Fisco. Il credito d’imposta è usufruito dal cessionario, chi lo riceve, con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente. 

 

La quota di credito non utilizzata nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

 

Una delle caratteristiche molto importanti dell’operazione di cessione del credito d’imposta è che nessuno soggetto è escluso.

 

Ma ti sei chiesto perché dovresti cedere il credito? Le imprese,in questo periodo di crisi, si trovano ad affrontare diverse difficoltà, tra cui la mancanza di reperire liquidità nonostante i numerosi interventi messe a punto dal Governo.

 

Per ovviare questo problema viene consentito di cedere il credito per monetizzare subito ed avere liquidità fresca vitale per l’attività. Credito che, come detto, lo puoi cedere totalmente o solo parzialmente tenuto conto delle tue esigenze.

 

Attenzione, il Fisco non perdona!

 

La cessione del credito non pregiudica i relativi controlli della spettanza del credito d’imposta e all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni nei confronti dei soggetti beneficiari. 

 

I soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto.

Se si decide di utilizzare il credito “acquistato” in maniera non regolare, solo per cercare di fregare il Fisco e non pagare qualche tassa, è errato: prima o poi verrai scoperto e l’Agenzia delle Entrate ti presenterà il conto (di solito molto salato).

 

Per pagare meno tasse, non devi ricorrere a raggiri e artifizi vari al limite dell’illecito, ti basta solo entrare in contatto con i professionisti giusti. Con coloro che utilizzano strumenti, nascosti tra mille sfaccettature della normativa tributaria, assolutamente legali e fiscalmente inattaccabili.

 


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