Come pagare i soci della Srl con le prestazioni accessorie

Luglio 21, 2022 | in
Prestazioni accessorie

Uno dei problemi riscontrati nelle Srl riguarda la modalità di remunerazione dei soci della società. Molto spesso, per ovviare a questo problema vengono utilizzati strumenti al limite dell’impossibile, nonostante ve ne sia uno in particolare che può risolvere questa problematica.

Andiamo a vedere cosa sono le prestazioni accessorie e come possono essere utilizzate per remunerare i soci della Srl.

 

Come pagare i soci?

 

Una delle incertezze maggiori degli imprenditori che operano attraverso la Srl, è il limite imposto dall’articolo 2433 del Codice Civile. Il predetto articolo stabilisce che non possono essere pagati dividendi, se non quando gli utili risultano realmente conseguiti e derivanti dal bilancio d’esercizio approvato.

 

Pagare i soci della Srl, quindi, diventa uno dei problemi maggiormente riscontrati nelle società. A volte si ricorre alla costosa distribuzione degli utili. Altre, invece, vengono previsti compensi amministratori anche se il socio non è veramente un amministratore della società.

 

Se andassimo per esclusione potremmo dire che:

 

  • il compenso amministratore non è possibile sceglierlo perché l’attività del socio non è riconducibile a quella amministrativa,
  • il conferimento d’opera non è consigliabile poiché più complicato da gestire,
  • la distribuzione degli utili nemmeno perché oltre  al limite dell’articolo 2433 del Codice Civile è costoso e prevede un iter da seguire.

 

E qui la domanda sorge spontanea:

 

“Quale strategia potremmo usare per remunerare il socio della Srl?”

 

Stando a quanto detto, per esclusione, dovremmo scegliere il lavoro subordinato. Quindi assumere il socio, versare i contributi Inps e pagare lo stipendio mensilmente. Una strada assolutamente percorribile, ma non sempre corretta. Dipende tutto dalla configurazione aziendale, dal tipo di attività, dal tipo di rapporto che hanno i soci con la società e dalle prerogative del socio.

 

A rigor di logica, sembrerebbe che non ci sia una soluzione che possa remunerare i soci senza ricorrere a strumenti complicati e costosi. Invece no, ad esempio quando il socio non vuole essere assunto, oppure fornire la prestazione d’opera, si potrebbe ricorrere allo strumento delle prestazioni accessorie per remunerare il socio.

 

Leggi: Determinazione compenso amministratore, attenzione all’effetto boomerang

 

Le prestazioni accessorie per remunerare i soci

 

I rapporti economici tra soci e società possono essere oggetto di verifiche da parte dell’agenzia delle Entrate che può operare rettifiche – sotto il profilo dell’antieconomicità – nei casi in cui il socio effettui delle prestazioni nei confronti della società. Il caso più frequente è quello dei compensi ritenuti troppo elevati corrisposti agli amministratori.

 

Per “blindare” i rapporti tra società e soci è possibile valutare l’introduzione delle prestazioni accessorie. L’articolo 2345 del Codice civile dispone che: “Oltre l’obbligo dei conferimenti, l’atto costitutivo può stabilire l’obbligo dei soci di eseguire prestazioni accessorie non consistenti in danaro, determinandone il contenuto, la durata, le modalità e il compenso, e stabilendo particolari sanzioni per il caso di inadempimento”.

 

L’istituto delle prestazioni accessorie, regolato dall’articolo 2345 del Codice Civile può essere una valida soluzione per risolvere il problema della remunerazione del socio.

 

Le prestazioni accessorie sono uno strumento mediante il quale i soci si vincolano ad effettuare delle prestazioni a favore della società. Sostanzialmente, nello statuto della società, oppure tramite un verbale assembleare, con il quale viene stabilito che il socio si impegna a prestare un’attività lavorativa per la società dietro il pagamento di un compenso. 

 

Permettono di regolare tutti gli obblighi dei singoli soci e vincolarli al pagamento del compenso per la prestazione effettuata in relazione alle attività effettivamente svolte. 

 

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La fiscalità delle prestazioni accessorie

 

Sotto il profilo fiscale, questo compenso subirà una tassazione ordinaria, ovvero la stessa disciplina fiscale prevista per i redditi di lavoro dipendente. Come tali, sono dei costi deducibili dal reddito d’impresa della Srl. Quanto al trattamento contributivo Inps, queste somme, non rientrano tra i versamenti della Gestione separata Inps.

 

Utilizzare le prestazione accessorie significa beneficiare, quindi, di questi  importanti vantaggi fiscali:

 

  • l’azienda deduce questi costi e riduce la base imponibile sulla quale viene calcolata l’Ires da versare;
  • il socio riceve una somma di denaro come se fosse un dipendente senza dover versare alcun contributo aggiuntivo.

 

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