Come ridurre i termini di accertamento attraverso la fattura elettronica

Luglio 16, 2019 | in
Come ridurre i termini di accertamento attraverso la fattura elettronica

In mezzo alla mole di disagi pervenuti in seguito all’introduzione della fattura elettronica, dovuti ai continui bug del Sistema di Interscambio, vi sono anche dei vantaggi.

Uno di questi vantaggi, ovviamente in determinati casi, è la riduzione dei termini di accertamento.

Tutti i soggetti che usufruiscono del regime opzionale di trasmissione dei dati delle fatture e al contempo effettuano tutti gli incassi e pagamenti attraverso mezzi tracciabili, possono godere della riduzione dei termini di accertamento.

Questo sia ai fini IVA che puramente reddituali, ovvero IRPEF e IRES.

 

Come beneficiare del vantaggio

 

Tale agevolazione è entrata in vigore nel 2015 e riguardava solo i pagamenti tracciati sopra la soglia dei 30 Euro. Con l’introduzione della fattura elettronica, si pensava che l’agevolazione in questione potrebbe scomparire.


Invece no! L’opzione viene prorogata, ma apportando una sostanziale modifica.

La soglia della tracciabilità dei pagamenti, infatti, viene portata a 500 Euro. Pertanto, per poter beneficiare della riduzione dei termini di accertamento è necessario che tu garantisca la tracciabilità sia degli incassi, che dei pagamenti, superiori a 500 Euro.

Il soggetto passivo IVA che è obbligato alla fatturazione elettronica, optando per la tracciabilità degli incassi e pagamenti sopra i 500 Euro, può beneficiare della sconto della riduzione, di due anni, dei termini di accertamento.

In questo caso, l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare degli accertamenti non più facendo riferimento al termine originario di 6 anni, bensì di 4 anni.

Supponiamo, per esemplificazione, che il periodo d’imposta sia l’anno in corso, quindi il 2019, l’accertamento deve essere fatto entro il 2023, e non entro il 2025, che sarebbe il termine ordinario.

 

Cosa si intende per tracciabilità degli incassi e dei pagamenti

 

Quindi, tutti gli incassi e pagamenti superiori a 500 Euro devono effettuati con bonifici, assegni bancari o circolari, carta di credito o di debito, pos, ricevute bancarie ecc.

Nota bene – Un solo pagamento o incasso sopra la soglia dei 500 Euro non tracciabile, quindi effettuato mediante il denaro contante, fa cadere il soggetto dal beneficio predetto.

Non possono usufruire della predetta agevolazione, tutti coloro che non producono un reddito d’impresa, tutti coloro che sono esonerati dalla fattura elettronica (forfettari, minimi, piccolo imprenditori agricoli e tutti operatori sanitari cui trasmissione dei dati avviene tramite il sistema TS) e i commercianti al dettaglio (bar, ristoranti), finché non verrà introdotto lo scontrino elettronico.

Alla luce di tutto ciò, resta da chiarire come comportarsi quando si tratta di una fattura superiore a 500 Euro, cui pagamento viene frazionato. Ad esempio, su una fattura da 900 Euro, pagata per tre rate da 300 Euro, si rende necessario capire, se è da considerare l’importo della fattura o il singolo pagamento.

Quindi, in conclusione, se anche tu sei titolare di un reddito da lavoro autonomo o d’impresa, potrai beneficiare della riduzione dei termini di accertamento, di due anni, effettuando gli incassi e i pagamenti sopra la soglia di 500 Euro tracciabili.

 


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