La tassazione del compenso dell’amministratore è uno degli elementi chiave nella gestione fiscale di una SRL. Pianificare in modo strategico questa voce di costo permette di abbattere il carico tributario complessivo e, contestualmente, di massimizzare la liquidità personale dell’imprenditore.
Su ogni euro di compenso, l’amministratore di una SRL paga IRPEF, addizionali e contributi INPS: tra tasse e contributi, il carico può superare il 50% del lordo deliberato. Capire come viene tassato – e dove si può intervenire – è ciò che distingue un compenso ben calibrato da un salasso.
Continua a leggere, in questa guida ti spieghiamo in modo chiaro come funziona la tassazione del compenso dell’amministratore, quanto puoi dedurre come azienda e, soprattutto, cosa puoi fare per ridurre legalmente il carico fiscale. Se vuoi sapere cos’è il compenso, come si delibera e come si calcola in modo congruo, vedi la guida principale sul compenso amministratore.
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Qual è la tassazione del compenso amministratore?
Come funziona la tassazione del compenso amministratore SRL
La tassazione del compenso amministratore si articola su tre livelli distinti:
- IRPEF e addizionali regionali/comunali;
- contributi INPS (Gestione Separata o aliquota ridotta);
- deducibilità IRES per la società.
Tassazione IRPEF compenso amministratore: aliquote e scaglioni 2026
L’articolo 50 del TUIR stabilisce i compensi erogati all’amministratore sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente.
Cosa significa in concreto?
L’amministratore sul compenso paga l’IRPEF per scaglioni:
- 23% per redditi fino a 28.000 euro;
- 33% per redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro;
- 43% per redditi superiori a 50.000 euro.
A queste aliquote si aggiungono le addizionali regionali (mediamente tra l’1,23% e il 3,33%) e le addizionali comunali (fino allo 0,9% nei comuni maggiori).
Il principio di cassa: pianifica la tassazione
Il compenso viene tassato nell’anno in cui viene effettivamente incassato. Con un’eccezione importante: i compensi pagati entro il 12 gennaio dell’anno successivo sono considerati percepiti nell’anno precedente.
| Scenario | Effetto fiscale per l’amministratore |
| Compenso 2024 pagato entro il 12/01/2025 | Tassato nel 2024 (Modello Redditi 2025) |
| Compenso 2024 pagato dopo il 12/01/2025 | Tassato nel 2025 (Modello Redditi 2026) |
Questo meccanismo, detto principio di cassa allargato, consente di gestire il momento della tassazione e ottimizzare il carico fiscale dell’amministratore, con un minimo di pianificazione.
Contribuzione INPS compenso amministratore: gestione separata e aliquote
Oltre alla tassazione IRPEF, sul compenso amministratore va considerato anche il versamento dei contributi previdenziali. La contribuzione INPS del compenso dipende dalla posizione personale dell’amministratore:
- aliquota circa al 35,03% (Gestione Separata INPS): si applica se l’amministratore non ha altre coperture previdenziali obbligatorie. In questo caso, deve iscriversi alla Gestione Separata e versare l’intero contributo, 2/3 a carico della società e 1/3 a carico dell’amministratore;
- aliquota al 24%: si applica se l’amministratore ha già un’altra posizione previdenziale attiva (ad esempio come Commerciante).
Attenzione: l’aliquota del 35,03% della Gestione Separata, sommata all’IRPEF al 43%, genera un cuneo fiscale-contributivo che può superare il 60-65% del compenso lordo.
Deducibilità IRES del compenso amministratore SRL: quanto “scarica” la società
Per la società, il compenso corrisposto all’amministratore è un costo deducibile dal reddito d’impresa ai fini IRES (aliquota: 24%). Ogni 100€ di compenso dedotto riduce l’imponibile IRES di 100€, con un risparmio d’imposta di 24€.
Attenzione: non è deducibile ai fini IRAP, poiché si qualifica come costo per compensi a soggetti assimilati ai lavoratori dipendenti.
Requisiti per la deducibilità
La deducibilità è condizionata a specifici requisiti:
- previsto dallo statuto o deliberato dall’assemblea dei soci;
- effettivamente corrisposto e documentato (tramite bonifico tracciato);
- risulta da una delibera formale con importo e periodicità specificati;
- inerente all’attività svolta dalla società.
Esempio pratico di deducibilità compenso
Anche per l’azienda, la deducibilità del compenso dell’amministratore segue il principio di cassa, con una regola precisa legata alla data del pagamento. Ecco come funziona in concreto.
| Scenario | Effetto per la SRL |
| Compenso 2024 pagato entro il 12/01/2025 | Deducibile nel bilancio 2024 (Mod. Redditi 2025) |
| Compenso 2024 pagato dopo il 12/01/2025 | Deducibile nel bilancio 2025 (Mod. Redditi 2026) |
Questa distinzione, se non gestita con attenzione, può portare a errori nella deduzione e quindi a rilievi in fase di controllo.
Tassazione compenso amministratore: quanto costa davvero
Tralasciando un po’ la teoria, vediamo quanto costa realmente un compenso deliberato di 80.000 € lordi.
Quanto spende la SRL
Quegli 80.000 € sono ciò che spetta a te. Ma sopra quella cifra, la società deve versare all’INPS la sua quota di contributi (2/3 del 35,03%).
| Importo | |
|---|---|
| Compenso lordo deliberato | 80.000 € |
| Contributi INPS a carico società (in aggiunta) | + 18.683 € |
| Costo effettivo per l’azienda | 98.683 € |
Tuttavia, tutto il costo (compenso + contributi società) è deducibile ai fini IRES. La società risparmia il 24% in imposte, cioè circa 23.684 €.
Costo reale per la società: circa 75.000 €.
Cosa arriva a te amministratore
Dal tuo lordo di 80.000 € vengono tolti i contributi INPS a tua carico (1/3 del 35,03%), l’IRPEF e le addizionali.
| Importo | |
|---|---|
| Compenso lordo | 80.000 € |
| Contributi INPS (tua quota) | – 9.341 € |
| IRPEF | – 22.583 € |
| Addizionali regionali e comunali | – 1.413 € |
| Netto in tasca | 46.663 € |
Risultato?
La società spende quasi 99.000 € (prima delle imposte).
Tu ne incassi 46.663 €.
Allo Fisco vanno 53.000 €.
Gestire il compenso in modo corretto fa la differenza
Come vedi dall’esempio, la tassazione del compenso dell’amministratore è tutt’altro che leggera. Per questo va gestita correttamente, anche attraverso l’utilizzo di altri strumenti per “pagare” l’amministratore.
Welfare amministratore per evitare l’effetto boomerang
Abbiamo ad esempio il welfare aziendale per amministratori, che consente di affiancare al compenso tradizionale forme di retribuzione esenti da imposte e contributi, come:
- buoni acquisto (fino a 2.000€/anno per dipendenti con figli);
- polizze sanitarie integrative;
- rimborsi per spese di istruzione dei figli;
- previdenza complementare;
- rimborsi per abbonamenti a trasporti pubblici.
Tutte spese che faresti con il normale stipendio. Solo che ogni euro erogato in welfare vale molto di più di un euro di compenso lordo: l’amministratore lo incassa senza tassazione, la società lo deduce integralmente.
Questi sono solo alcuni degli strumenti che, con la giusta pianificazione fiscale, puoi utilizzare per ridurre il carico fiscale della tua SRL. Se vuoi continuare ad approfondire questi temi, iscriviti gratuitamente a Tax Insight.
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FAQ tassazione compenso: le risposte alle tue domande
Il compenso dell’amministratore è classificato come reddito assimilato a quello da lavoro dipendente. Questo significa che è soggetto all’IRPEF, con aliquote progressive in base agli scaglioni di reddito. Le aliquote variano dal 23% al 43%, a seconda dell’ammontare del reddito imponibile.
L’aliquota è del 35,03% se l’amministratore non ha altre coperture previdenziali obbligatorie e deve iscriversi alla Gestione Separata. Se invece ha già una posizione previdenziale attiva l’aliquota scende al 24%.
Il carico fiscale sul compenso dell’amministratore, tra IRPEF, addizionali e contributi INPS, può superare il 50%. Tuttavia, esistono soluzioni legali come il welfare per amministratori, che permette di integrare il compenso con forme di retribuzione esenti da imposte e contributi, riducendo così la tassazione.
I compensi pagati entro il 12 gennaio dell’anno successivo sono considerati percepiti nell’anno precedente. Consente di pianificare il momento della tassazione: un compenso maturato nel 2024 e pagato entro il 12/01/2025 viene tassato nel 2024.
No. Il compenso dell’amministratore non è deducibile dall’IRAP, in quanto classificato come costo per compensi a soggetti assimilati ai lavoratori dipendenti. È deducibile ai soli fini IRES.
Sommando IRPEF al 43%, addizionali e contributi INPS al 35,03%, il cuneo fiscale complessivo può superare il 60-65% del lordo. Per ogni 100€ lordi, l’amministratore può portare a casa meno di 35€ netti.
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