Come viene tassato il compenso amministratore?

di Redazione Soluzione Tasse
20 Ott, 2022
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    Il compenso è riconosciuto all’amministratore che gestisce e amministra la società. Vediamo insieme quali regole si applicano sul compenso, come calcolarlo, come funziona la tassazione del compenso dell’amministratore e in particolare come garantire la corretta deducibilità da parte della società che lo eroga.

    Come e quando erogare il compenso amministratore?

    Il compenso erogato all’amministratore viene stabilito dall’assemblea dei soci. Quest’ultima, deve stabilire, come e quando deve essere erogato. Può essere, infatti, monetario ed erogato mensilmente, trimestralmente o addirittura annualmente.

    A ricevere il compenso è l’amministratore, figura che dentro l’azienda ha il compito di gestione della stessa. Se per l’amministratore è classificato come una voce positiva, cioè un guadagno, per l’azienda, il compenso, invece è un costo

    Un costo che possiamo definire buono

    Innanzitutto, se utilizzato correttamente all’interno di una strategia di pianificazione fiscale, infatti, può rappresentare un valido strumento per ridurre le imposte a debito

    Essendo una voce di costo, tende a diminuire la base imponibile sulla quale avviene il calcolo dell’Ires, che l’azienda deve versare al Fisco. In più, può rappresentare uno strumento che consente ai soci di prelevare il denaro dalla loro srl senza ricorrere alla costosa distribuzione degli utili. 

    Leggi anche: Prelevare guadagni srl: meglio il compenso amministratore o la distribuzione utili?

    È obbligatorio erogare il compenso amministratore?

    L’amministratore rappresenta e amministra la società. Vista l’importanza del ruolo, l’amministratore riceve quasi sempre un compenso. Non vi è un obbligo preciso per cui ogni amministratore debba ricevere un compenso. Può anche svolgere il proprio lavoro di gestore dell’impresa in maniera gratuita

    La giurisprudenza ammette la possibilità che vi sia l’amministratore senza compenso. Spetta sempre all’assemblea formalizzare per iscritto l’erogazione o meno del compenso. Così facendo, è possibile eliminare ogni forma di controversia.

    Il compenso non va confuso, eventualmente, con altri metodi di pagamento erogati all’amministratore della società. Pensiamo, ad esempio, alla retribuzione derivante dal lavoro dipendente. Anche perché, l’amministratore, può essere contemporaneamente anche amministratore della stessa srl.

    Leggi anche: Amministratore srl e dipendente della stessa società: quando è possibile?

    Con e senza busta paga: come erogarlo?

    L’amministratore è legato all’azienda attraverso un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.). Non è un dipendente, ma riceve, per il suo operato e per essere retribuito, una busta paga la quale contiene l’importo erogato. 

    Il rapporto tra società e amministratore, qualora quest’ultimo sia titolare di partita Iva, quindi professionista, può essere regolato anche con un contratto di prestazione di servizio. Quando si instaura questo tipo di rapporto significa che l’amministratore collabora con più società. Quindi non ha diritto ad una busta paga, ma è lo stesso che deve emettere fattura per essere remunerato. 

    Come calcolare il compenso amministratore?

    La somma da erogare come compenso amministratore, che può essere fissa o variabile, dipende dalle decisioni fatte dall’assemblea dei soci. La scelta viene fatta in base alle esigenze dell’impresa e convalidata attraverso una delibera assembleare che dovrà essere rinnovata periodicamente oppure ogni anno.

    Il compenso non per forza deve essere monetario. L’assemblea può anche stabilire di erogare una parte sotto forma di benefit corrispondente al valore del compenso. Oppure, attraverso la partecipazione alla società con la cessione di alcune quote.

    Leggi anche: Compenso amministratore e INPS: scopri se devi iscriverti solo alla gestione separata

    Se l’assemblea ha deliberato un compenso, ma in un secondo momento si accorge di non avere la forza economica per far fronte all’impegno, può, con un’altra delibera, sostenere la revoca perché non in grado di pagarlo. Una procedura da fare, altrimenti si ricorre a sanzioni di natura fiscale. E subire sanzioni da parte del Fisco non è mai ottimale. 

    Tassazione compenso amministratore: quanto si paga?

    La tassazione del compenso amministratore della srl dipende da molteplici variabili. Uno fra tutti, il tipo di contratto con il quale si è instaurato il rapporto con la società, che influisce sia sulle imposte dirette che sui contributi pensionistici da versare.

    Per essere deducibile ai fini Ires, il compenso deve essere stato deliberato seguendo alcune condizioni essenziali. Ad esempio, deve essere proporzionato al ruolo dell’amministratore e stabilito in assemblea con maggioranza dei voti. Altrimenti diventa indeducibile.

    In più, in base a tipo di rapporto, è deducibile seguendo due principi di cassa:

    • allargato, rivolto agli amministratori con busta paga, stabilisce che può essere dedotto considerando validi anche i primi 12 giorni dell’anno solare successivo;
    • puro, rivolto all’amministratore legato da un rapporto di collaborazione a partita Iva, stabilisce che il compenso è deducibile solo se pagato entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento.

    Leggi anche: Che differenza c’è tra socio ed amministratore di Srl?

    Per essere sicuri di maneggiarlo con cura, l’erogazione del compenso è meglio se viene effettuata attraverso mezzi di pagamento tracciati per avere uno storico, così da avere una pezza d’appoggio da esporre all’Agenzia dell’Entrate in caso di controlli.

    Come tutti gli strumenti di pianificazione fiscale, anche il compenso amministratore deve essere usato con criterio. Speculare su questo, come su tutti gli altri strumenti, esporrà te, e tutta l’azienda, a rischi che possono essere facilmente evitabili. Ad esempio, aver dedotto di più del dovuto, e dover poi restituire tutto all’Erario.

    Solo sotto l’assistenza di professionisti specializzati nel risparmio fiscale puoi versare meno tasse (detrazioni e deduzioni) attraverso l’uso corretto e il giusto inquadramento del rapporto con l’amministratore e di conseguenza del suo compenso.

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