Concordato Preventivo Biennale: conviene davvero aderire?

di Soluzione Tasse
26 Gen, 2024
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    Il Concordato Preventivo Biennale è un’innovativa strategia per le imprese che mira a pre-definire in anticipo le tasse da versare al Fisco, con l’arduo compito di ridurre drasticamente l’evasione fiscale. In questo articolo scoprirai come funziona questo strumento rivoluzionario e ti aiuteremo a capire se aderire è davvero la mossa vincente. 

    Concordato preventivo biennale: cos’è e come funziona?

    In Italia, oltre 4 milioni di contribuenti evadono circa 41,5 miliardi di tasse. 

    Dopo le diverse iniziative come sanatorie, rottamazioni e condoni fiscali, l’ultima mossa del governo Meloni per aumentare le entrate e ridurre l’evasione è l’introduzione del concordato preventivo biennale.

    L’obiettivo del Governo, infatti, è quello di recuperare più gettito possibile e invitare le imprese ad aderire spontaneamente a questa nuova iniziativa tributaria. Nello specifico, il concordato prevede di stabilire un accordo tra le parti sul quantitativo di tasse (Irpef e Ires) da pagare per due anni, senza considerare il reddito prodotto.

    In attesa del decreto attuativo, possiamo dire che il concordato, ad oggi, è così strutturato:

    • l’Agenzia delle Entrate stima il reddito imponibile dell’impresa in base ai dati in suo possesso e ai modelli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità); 
    • l’Agenzia delle Entrate propone un accordo.

    Esemplificando il tutto, l’AdE stima che la tua società ha un reddito imponibile di 80.000€ al posto, magari, dei 45.000€ che oggi dichiari. Se accetti il concordato, se la tua società nei prossimi due anni genera un reddito di 120.000€ tu pagherai le imposte solo sull’imponibile stimato dall’AdE, ovvero 80.000€.

    All’apparenza, sembrerebbe un’ottima occasione per pagare meno tasse, ma in realtà non lo è (e nel prosieguo capirai il perchè).

    Soggetti aderenti al concordato preventivo

    Il concordato preventivo è rivolto alle imprese di minori dimensioni e in particolare:

    • lavoratori autonomi;
    • società di persone (sas o snc);
    • e società di capitali (srl o spa).

    Leggi anche: Utili SRL e holding: la strategia per evitare il 26% d’imposta

    Inizialmente si era pensato di far aderire al concordato preventivo solo l’impresa che, nel tempo, ha dimostrato affidabilità nel pagamento delle tasse (per intenderci, coloro con ISA superiore a 8). Ora, invece, il Governo, con la versione definita del concordato, ha deciso di eliminare tale requisito. Da oggi, infatti, possono accedere al concordato tutte le imprese, indipendentemente dal “voto in pagella”.

    Il soggetto che vuole accedere al concordato lo deve fare entro il 15 ottobre 2024: il termine ultimo per l’invio telematico della dichiarazione dei redditi e per l’adesione al concordato.

    Soggetti non  aderenti al concordato preventivo

    Non potranno accedere al concordato, invece, i contribuenti che:

    • hanno debiti previdenziali o tributari superiori a 5.000€ (salvo coloro che hanno in oggetto una rateizzazione o un provvedimento di sospensione);
    • non hanno presentato la dichiarazione dei redditi negli ultimi tre anni di applicazione del concordato;
    • sono stati condannati – negli utili tre anni di applicazione del concordato – per reati di riciclaggio, autoriciclaggio, false comunicazioni sociali.

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    Cessazione del concordato preventivo biennale

    Il concordato preventivo ha una validità di due anni, a patto che tutto sia conforme alle disciplina stabilita. Al contrario, il patto può cessare o decadere prima se commetti delle scorrettezze. 

    Cessa

    • quando l’impresa modifica l’attività svolta nel biennio di adesione rispetto a quella esercitata nei due anni precedenti all’accordo 
    • o quando si chiude l’attività

    Decade:

    • quando vengono modificate le dichiarazione dei redditi e, di conseguenza, anche il valore della produzione e i redditi stabiliti in sede di accordo
    • oppure quando la dichiarazione presenta degli errori che superano il limite consentito del 30%.

    Dunque, nulla è per sempre; come tale, manco il concordato.

    Vantaggi e svantaggi del concordato preventivo biennale

    Come tutti gli altri strumenti innovativi messi a disposizione dello Stato, anche il concordato ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi:

    • tasse bloccate per due anni – se la tua azienda avrà entrate superiori a quanto dichiarato non sarà soggetta a tassazione sulle somme eccedenti. D’altra parte, non ci sarà alcuna riduzione anche nel caso di un reddito effettivo inferiore.  

    Ora concentrati sull’ultima parte del discorso “non ci sarà alcuna riduzione anche nel caso di un reddito effettivo inferiore” e poniti questa domanda: 

    • cosa succede in questo caso?

    Se fatturi di meno, ti trovi a pagare più imposte. Ecco la risposta.
    Oltretutto, un minimo errore ti potrebbe far decadere perdere tutto, e magari pagare vecchie e nuove tasse. Perché rischiare?

    • nessun accertamento fiscale per due anni –  se accetti la tua impresa beneficia di semplificazioni burocratiche, esenzioni da accertamenti ordinari e limiti più generosi per compensazioni e rimborsi. 

    Dunque, non subirai accertamenti, ma se ti comporti bene, paghi le tasse, ma quelle giuste senza erodere tutta la tua liquidità, perché dovresti aver paura di un accertamento fiscale?

    • errore consentito sul dichiarato fino al 30% – se commetti degli errori, come ad esempio, attività non dichiarate o inesistenti ti verrà perdonato il 30% su quanto presentato all’AdE.

    Sostanzialmente, se commetti un errore dello 0,6%, che si traduce in 30,6% sei fuori dal concordato. Perché rischiare se la possibilità di pagare il giusto quantitativo di imposte esiste?

    Conviene aderire oppure no?

    Utilizzare il concordato semplifica apparentemente  il panorama fiscale. Tuttavia, mantenere gli impegni sui redditi concordati è cruciale per evitare il decadimento. Tra l’altro, se hai reddito diverso, ad esempio minore nell’anno successivo, rischi di pagare più, senza possibilità di chiedere una modifica del concordato. 

    Ma non solo, perché pur trasformando l’approccio fiscale da punitivo a cooperativo e preventivo,  presenta molti pericoli, che si moltiplicano, soprattutto se esiste la possibilità di “congelare per sempre” la tassazione della tua impresa.

    Leggi anche: Come attuare la pianificazione fiscale con lo Schema a 4 livelli

    E tutto questo com’è possibile?

    Grazie all’utilizzo di determinate strategie di pianificazione fiscale – totalmente legali e in conformità con il sistema tributario italiano – finalizzate alla riduzione della tasse.

    Come Soluzione Tasse, grazie al nostro team di 35 professionisti, tra cui Dottori Commercialisti, Avvocati e Tributaristi, possiamo aiutarti a:

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