Contributi: definizione cosa sono e classificazione

Giugno 4, 2019 | in
contributi

Cos’è un contributo

Per contributo si intende un gesto perpetrato da un ente dell’amministrazione pubblica consistente nel prelievo di una porzione di ricchezza nei confronti di un qualsivoglia utente contribuente. Tale prelievo viene messo in atto al fine di finanziare una spesa pubblica derivante a sua volta dal soddisfacimento di bisogni non corrispondenti ad una esplicita domanda. Si tratta di un ambito nel quale non vi è tuttora nessun accordo in materia. Vi è infatti una scuola di pensiero che riconduce il contributo alle tradizionali tasse ed imposte, in quanto entrambi i termini possono essere ricondotti ad un determinato servizio. Tuttavia, a differenza delle tasse che devono essere pagate quando un servizio viene richiesto, i contributi devono essere applicati dallo specifico ente pubblico solo e soltanto nei confronti dei cittadini coinvolti nella prestazione oggetto di quest’ultimo.

 

Tipi di contributi

Sostanzialmente, due risultano essere le tipologie di contributi. La prima tipologia di contributi è sicuramente quella concernente i cosiddetti contributi fiscali. Essi vengono corrisposti al fisco in corrispondenza dell’erogazione di un determinato servizio, dietro previa ed espressamente esternata richiesta da parte del cittadino.

La seconda tipologia di contributi è rappresentata da quelli previdenziali o assistenziali, denominati in questo modo in quanto prevedono versamenti di denaro utilizzati per finanziare prestazioni pensionistiche future. Tutti i lavoratori, dipendenti o meno, hanno diritto a percepire codesto trattamento pensionistico.

 

Contributi previdenziali

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Come in precedenza accennato, i contributi previdenziali sono dei versamenti obbligatori eseguiti nei confronti degli enti pubblici deputati e che sono necessari al versamento pensionistico.

In aggiunta ai tradizionali contributi lavorativi, quelli cioè versati direttamente all’ente previdenziale, esistono anche altri tipi di contributi. Vediamo quali:

  • contributi figurativi, contributi di origine fittizia che non gravano nè sulle spalle del datore di lavoro nè tanto meno su quelle del lavoratore. Tali contributi vengono utilizzati per coprire quei periodi che per causa ad egli non attribuibile rendono inattivo il lavoratore
  • contributi di riscatto. Contrariamente alla tipologia di contributo appena menzionato, i contributi da riscatto permettono al lavoratore, previa domanda, di regolarizzare lassi temporali lavorativi non coperti da contribuzione alcuna. Differentemente dai contributi lavorativi, totalmente a carico dell’ente previdenziale preposto, quelli da riscatto risultano invece essere a carico esclusivo del lavoratore che richiede il servizio
  • contributi volontari. Ultima categoria da analizzare, consistono in contributi versati dal lavoratore al fine di ottenere un miglioramento finanziario del trattamento pensionistico finale. In definitiva, vengono aggiunti contributi ulteriori a quelli versati normalmente.

 

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