Credito d’imposta beni strumentali: luci e ombre sulle novità del 2021

Gennaio 27, 2021 | in
Credito d'imposta beni strumentali: luci e ombre sulle novità del 2021

Credito d’imposta investimenti in beni strumentali esteso fino al 31 dicembre 2022 con potenziamento delle aliquote agevolative, incremento delle spese ammissibili e ampliamento dell’ambito applicativo.

 

Tante novità, tante luci ma anche alcune ombre che inducono l’imprenditore a interrogarsi un attimo prima di investire. Vediamo le novità e gli elementi negativi di questo nuovo credito d’imposta.

 

Credito d’imposta beni strumentali: cosa devi fare prima di investire?

 

Fare un investimento non è mai semplice, soprattutto quando l’azienda si trova in una situazione non brillante. Prima di fare un investimento dovresti chiederti:

 

– Posso sostenere questo investimento?

 

– Perché devo farlo?

 

– Quale vantaggio può portare alla mia azienda?

 

– Ci sono delle agevolazioni fiscali per investire?

 

Ecco, proprio l’ultima domanda è quella che interessa oggi a noi, e quella che devi assolutamente porti. Lo Stato, anche se in minima parte, tende sempre a porgere una mano al mondo imprenditoriale

 

Agevolazioni di cui devi essere assolutamente a conoscenza. Nella Legge di Bilancio 2021, infatti, le misure agevolative sono molteplici. 

 

Leggi anche: Legge di bilancio 2021: la guida definitiva delle novità per le imprese

 

Tra queste abbiamo il credito d’imposta investimenti in beni strumentali finalizzato a incentivare le imprese ad investire attrezzature o software, ad esempio, per far crescere la propria attività.

 

Credito d’imposta beni strumentali: chi può beneficiare?

 

A beneficiare del credito d’imposta beni strumentali sono le imprese che investono in beni strumentali nuovi da utilizzare in strutture produttive situate in Italia. 

Ma non basta. Per usufruire del credito gli investimenti devono essere effettuati:

 

– a partire dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022;

 

– entro il 30 giugno 2023 (ma solo se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine del bene sia stato effettuato ed accettato dal venditore e versato un acconto pari almeno al 20% del costo dell’investimento).

 

Chi può utilizzare il credito? Imprese e professionisti (quest’ultimi solo alcuni investimenti) che sono residenti in Italia (incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti).

 

Chi non utilizzare il credito? Imprese in liquidazione volontaria, in fallimento o altra procedura concorsuale. Oppure soggette a sanzioni interdittive.

 

Qual è la condizione necessaria per beneficiare del credito? L’impresa deve rispettare le norme in materia di sicurezza sul lavoro e sia in regola con il versamento dei contributi Inps e Inail dei lavoratori.

 

Beni strumentali materiali e immateriali: cosa puoi acquistare?

 

Il credito d’imposta, come detto, riguarda gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi. Non tutti i beni, però, sono oggetto di agevolazione.

Sono esclusi, ad esempio, i veicoli, fabbricati e i beni materiali strumentali cui coefficiente di ammortamento è inferiore al 6,5%, o fabbricati e costruzioni in generale.

 

Per quanto riguarda la percentuale di agevolazione, non è uguale per tutti i beni: varia in relazione al tipo di bene cui fa riferimento. Infatti, spetta nella misura del 10% del costo sostenuto, se investi in:

 

– beni materiali ordinari, tetto massimo di spesa 2 milioni di euro;

 

– beni immateriali ordinari, tetto massimo di spesa 1 milione di euro.

 

Spetta nella misura del 15% per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici finalizzati ad incentivare lo smart working. 

 

Credito al 6%, invece, per gli stessi investimenti effettuati nel periodo compreso dall’1 gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, quindi entro il 30 giugno 2023.

Ma questo a condizione che, entro il 31 dicembre 2022, l’ordine sia accettato dal venditore e hai provveduto al versamento dell’acconto pari al 20% del costo totale.

 

Insomma, per farti capire meglio il beneficio del bonus, devi sapere che: sulla spesa effettuata, ti verrà restituito, in credito d’imposta, un somma che può essere pari al 6, 10 o 15% del costo totale del bene che decidi di acquistare.

 

Leggi anche: Credito d’imposta: cos’è e perché è importante utilizzarlo?

 

Percentuali tendenzialmente basse che si innalzano per l’acquisto di beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0.

 

Ad esempio:

 

Investimenti da effettuare a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, quindi entro il 30 giugno 2022, solo previo versamento dell’acconto del 20% il 31 dicembre 2021. Credito al:

 

– 50%, investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

 

– 30%, investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro.

 

– 10%, investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

 

Investimenti da effettuare a decorrere dall’1 gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, quindi entro il 30 giugno 2023, solo previo versamento dell’acconto del 20% il 31 dicembre 2022. Credito al:

 

– 40%, investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

 

– 20%, investimenti  oltre 2,5 fino a 10 milioni di euro.

 

– 10%, investimenti oltre 10 fino a 20 milioni di euro.

 

A questi si aggiunge, infine, credito d’imposta al 20% per i beni immateriali tecnologici (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) fino ad un massimo di 1 milione di euro di spesa.

 

L’agevolazione è utilizzabile solo ed esclusivamente in compensazione pari a 3 quote annuali di pari importo. Quindi non ti verrà restituito un euro, ma lo dovrai utilizzare per pagare le tasse o addirittura azzerare.

 

Invece di 3 quote, ma unica quota annuale solo per le imprese o professionisti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni euro gli investimenti effettuati nel periodo compreso tra 16 novembre 2020 e 31 dicembre 2021.

 

Ombre del credito d’imposta 2021

 

Fin qui tutto molto bello, vero! 

Purtroppo sulla modalità di utilizzo, con la nuova normativa, ci sono delle ombre

A volte sembra che il Fisco lo faccia apposta per rendere difficile anche la situazione più facile. 

 

Ad esempio, sull’utilizzo in unica soluzione del credito d’imposta non troviamo alcun riferimento nella normativa. Non si riesce a capire, infatti, a quale periodo d’imposta deve essere preso per calcolare il tetto massimo di ricavi o compensi.

 

Non vi è, ancora, alcun regime transitorio tra vecchia e nuova normativa

Per cui, poiché la nuova disciplina scatta dal 16 novembre 2020, per gli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2021, l’ordine e relativo pagamento dell’acconto dovrebbe essere effettuato entro il 15 novembre.

 

Anche qua, nessuna spiegazione precisa. 

Prenderanno mai provvedimenti per sistemare queste due ombre?

 

Sbagliare è assolutamente facile. Per cui, in attesa di capire queste due ombre e per evitare di restituire quanto beneficiato con l’agevolazione, affidati a professionisti specializzati: chiedi adesso la tua consulenza gratuita.


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