Credito d’imposta: cos’è e perché è importante utilizzarlo?

Agosto 5, 2020 | in
credito d'imposta

Curare solo gli aspetti produttivi e commerciali non è sufficiente per l’imprenditore del ventunesimo secolo. Oggi, l’imprenditore, deve avere massima dimestichezza nel maneggiare gli aspetti fiscali, e tutti i suoi strumenti.

 

Uno su tutti, il credito d’imposta: un’agevolazione nata per incentivare le imprese ad investire e, nello stesso, abbattere il carico fiscale che si abbatte sui loro utili. 

 

Credito d’imposta: che cos’è?

 

La credenza che lo Stato non aiuta le imprese, è ormai passata ed è tipica degli imprenditori che sanno solo lamentarsi. Lo Stato, anche se, ovviamente, potrebbe fare di più, è sempre lì a sostenerle.

 

Più che lamentarsi e badare solo alle attività produttive e commerciali, l’imprenditore di oggi e del futuro, ha il dovere morale di massima autonomia e dimestichezza nel muoversi tra gli alvei del sistema tributario italiano.

 

Gli incentivi e le agevolazioni rivolte alle imprese ci sono e, il credito d’imposta, è uno di questi. Mai come in questo periodo di profonda crisi, causato dall’emergenza economica, questo strumento è divenuto un argomento di portata giornaliera.

 

Il credito d’imposta è un’agevolazione fiscale, o meglio, un credito che, un contribuente (che sia persona fisica o impresa), vanta nei confronti dello Stato italiano (rappresentato non soltanto dall’Erario ma qualsiasi ente pubblico – Inps o Inail – che abbiano il poter di applicazione della pretesa impositiva).

 

Nella pratica, l’impresa è titolare di una somma di denaro con la possibilità di sfruttarla in vari modi. Insomma, il credito d’imposta lo possiamo definire come quel sconto che, il Fisco italiano, ci applica sulle tasse da versare. 

 

Può essere utilizzato per ridurre le imposte a debito (stando alle disposizioni normative, esso può essere utilizzato per compensare qualsiasi imposta).

 

Attenzione – Mai confonderlo con il finanziamento: pur essendo sempre una somma di denaro, può essere utilizzato solo per pagare le tasse. Oggi, però, vista la crisi attuale, viene concesso anche la possibilità di effettuare la cessione del credito per reperire subito liquidità necessaria per l’attività aziendale.

 

Quando nasce il credito d’imposta?

 

Il credito d’imposta si crea in due diverse situazione. Ad esempio, nasce quando all’impresa, per errore di calcolo, gli vengono addebitate più tasse rispetto a quelle dovute che devono essere restituite. In questo caso nasce un credito da utilizzare in compensazione.

 

Oggi, invece, il credito nei confronti dell’Erario o ente impositivo, nasce anche grazie ai numerosi incentivi messi a disposizione dallo Stato per spingere gli investimenti delle imprese. 

 

In pratica cosa fa lo Stato? Incentiva l’impresa ad investire perché una parte dell’investimento viene pagata direttamente dallo Stato sotto forma di credito riconosciuto all’impresa per pagare le imposte a debito. La restante parte, viene pagata direttamente dall’impresa.

 

Ad esempio, se il credito è del 60%, l’impresa è tenuta a pagare solo il restante 40%. Quel 60% viene sempre pagato dall’impresa e solo poi gli viene restituito sotto forma di credito da utilizzare in due diversi modi.

 

Tra i vari crediti d’imposta per incentivare gli investimenti, troviamo:

 

Credito d’imposta formazione 4.0: innova l’azienda a spese dello Stato;

 

Bonus pubblicità 2020: Maggiore visibilità, più fatturato e meno tasse;

 

Beni strumentali: acquistali grazie al nuovo credito d’imposta

 

Internazionalizzazione delle imprese: ecco il credito per partecipare alle fiere;

 

vari crediti d’imposta contenuti nel  Decreto Rilancio.

 

Ottenere il credito d’imposta ecco 2 modalità

 

Il credito d’imposta può essere utilizzato in due diverse modalità

Relativamente alla tipologia di credito, ogni imprenditore, può utilizzarlo indicandolo direttamente nella dichiarazione dei redditi. Il credito non concorre:

 

– alla formazione del reddito (ai fine Ires o Irpef);

 

– alla formazione della base imponibile Irap.

 

Il credito – utilizzabile esclusivamente in compensazione – può essere utilizzato anche attraverso il modello F24 indicando con l’apposito codice tributo indicato dall’Agenzia delle Entrate. A proposito, attento a come compili il modello F24 potresti incorrere in sanzioni automatiche.

 

Indipendentemente da come viene utilizzato, la sua funzione è sempre quella di andare a compensare, e a pagare, le eventuali imposte a debito risultanti durante l’anno.

 

I crediti d’imposta facenti parte del Piano Nazionale Industria 4.0 – stando alle disposizioni della Legge di Bilancio 2020 – non applicano il limite di utilizzo:

 

– annuale di 250.000 euro per l’utilizzo dei crediti (art. 1, comma 53, della L. 24 dicembre 2007, n. 244);

 

– massimo di 700.000 euro di compensabilità di crediti di imposta e contributi (art. 34 della L. 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni).

 

Credito d’imposta: perché è devi utilizzarlo?

 

Senza far riferimento ai crediti sopra citati, per far capire il funzionamento del credito, facciamo un esempio di calcolo (che sarebbe la parte più complicata ma che rende tutto più semplice).

 

Supponiamo che il credito d’imposta riconosciuto dallo Stato sia del 30% per spese fino a 700.000 euro. 

 

Di questi 700.000, solo 540.000 euro rientrano tra la spese ammissibili e agevolabili mediante credito. Ciò significa che, il credito d’imposta che l’azienda Alfa ottiene è pari a 162.000 euro (ovvero il 30% di 540.000) e lo potrà utilizzare come sconto sulle tasse da pagare.

 

Quindi, se da dichiarazione dei redditi, viene fuori un’imposta a debito pari a 200.000 euro, l’azienda Alfa, dovrà versare solo 38.000 euro (il restante è compensato tramite credito).

 

Il credito d’imposta è uno strumento molto importante che, ogni imprenditore, dovrebbe conoscere e applicare alla propria impresa. Prima di fare un investimento, infatti, è necessario informarsi e identificare eventuali agevolazioni fiscali, quali crediti d’imposta possono rispondere alle esigenze dell’impresa e degli investimenti che intende effettuare.

 

Ad esempio, se devi comprare un macchinario, devi verificare se c’è un incentivo all’acquisto di beni strumentali e non recarsi subito dal fornitore. Prima ti informi e poi vai a comprare e sfrutti l’eventuale agevolazione.

 

Non farlo sarebbe un errore alla quale ogni imprenditore deve cercare di sottrarsi perché le tasse sono già elevate e non sfruttare gli strumenti che consentono di ridurle e, nello stesso investire per ingrandire il business ti costerebbe molto di più.

 

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