Decreto agosto: misure e aiuti a favore delle imprese

Agosto 26, 2020 | in

Aiuti alle imprese del settore turistico, maggior tempo per pagare le tasse, prolungamento della cassa integrazione ordinaria e misure significative per le imprese delle aree svantaggiate del Paese, con particolare riguardo agli sgravi fiscali.

 

Queste, in sintesi, le principali misure stabilite dal Decreto agosto per rafforzare gli aiuti a favore delle imprese al fine di fronteggiare le conseguenze causate dall’emergenza Covid-19.

 

Turismo e ristorazione: 2 contributi a fondo perduto

 

Il settore turismo, tra tutti, insieme a quello della ristorazione, è quello che ha subito e subirà le maggiori conseguenze causate dall’emergenza Covid-19. Per tale motivo, il Decreto agosto, ha previsto un contributo a fondo perduto per le attività economiche e commerciali dei centri storici.

 

Il contributo è riconosciuto solo a condizione che, il fatturato e corrispettivi di giugno 2020, abbiano subito una riduzione di oltre il 33% rispetto al mese di giugno 2019. Se persiste questa condizione si avrà diritto ad un importo pari al:

 

– 15% della riduzione di fatturato per soggetti con ricavi o compensi non superiori

a 400.000 euro;

 

– 10% della riduzione di fatturato per soggetti con ricavi o compensi superiori a

400.000 euro e fino a 1 milione;

 

– 5% della riduzione di fatturato per soggetti con ricavi o compensi superiore a 1

milione.

 

Viene comunque previsto un importo minimo di 1.000 euro per persone fisiche e 2.000 per altri soggetti.

 

Sempre per il settore turismo viene previsto l’esonero del pagamento della seconda rata IMU per gli immobili:

 

– adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché degli stabilimenti termali;

 

– rientranti nella categoria D/2 a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività (agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere, case vacanze, B&B, residence e campeggi);

 

– rientranti nella categoria D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimento di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;

 

– rientranti nella categoria D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche i gestori delle attività;

 

– destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.

 

Per il settore della ristorazione, in particolare con codice ATECO 56.10.11, 56.29.10 e 56.29.20, viene previsto un contributo a fondo perduto per acquisto di prodotti di filiere agricole e alimentari da materia prima italiana

 

Il contributo spetta solo se, il fatturato e/o i corrispettivi da marzo a giugno 2020 sono inferiori del 25% rispetto a quelli da marzo a giugno 2019. Non è richiesta alcuna riduzione del fatturato per le attività avviate a partire dall’1 gennaio 2019.

 

Il contributo è erogato in 2 diverse tranche:

 

– 90% al momento dell’accettazione della domanda (presentata entro 30 giorni dalla dalla pubblicazione del Decreto), a fronte della presentazione dei documenti fiscali;

 

– 10% è corrisposto a seguito della presentazione delle quietanze di pagamento effettuate attraverso la modalità tracciabile.

 

Il contributo minimo è di 2.500 euro.

 

Tasse: più tempo per versarle

 

I versamenti già sospesi dai decreti precedenti, possono essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 settembre. Alternativamente, si possono versare, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione seguendo le seguenti modalità:

 

– 50% in 4 rate mensili di pari importo a partire dal 16 settembre 2020;

 

– 50% in 24 rate mensili di pari importo a partire dal 16 gennaio 2021.

 

Per i contribuenti ISA e forfettari, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019, versano il secondo acconto delle imposte sui redditi e IRAP il 20 aprile invece del 30 novembre 2020. 

 

Prorogati, dal 31 agosto al 15 ottobre 2020, i versamenti da cartelle di pagamento e dagli avvisi esecutivi sulle entrate tributarie per i quali era prevista la sospensione.

 

Cassa integrazione maggiorata e sgravi fiscali

 

Importanti agevolazioni fiscali sono previste per il settore lavoro, per le imprese delle aree del Sud Italia e prolungamento della cassa integrazione per alcuni settori specifici. 

 

Tra le varie misure troviamo:

 

– lo sgravio del 30 % sui contributi pensionistici per le aziende situate nelle aree svantaggiate per stimolare crescita e occupazione. La disposizione si applica per il periodo 1 ottobre – 31 dicembre 2020 con esclusione del lavoro agricolo e dei contratti di lavoro domestico;

 

– esonero contributivo per l’assunzione mediante contratti a tempo determinato o contratto di lavoro stagionale nel settore turismo e stabilimenti termali, sino ad un massimo di tre mesi;

 

– esonero contributivo per un periodo massimo di sei mesi nel limite massimo di 8.060 euro per l’assunzione mediante contratti a tempo indeterminato. Sono esclusi i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti presso la medesima impresa, il settore agricolo, contratti di apprendistato e lavoro domestico;

 

– esonero contributivo per le aziende che non richiedono la cassa integrazione. L’esonero è previsto per un periodo massimo di 4 mesi, da beneficiare entro il 31 dicembre 2020, nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020 riparametrato e applicato su base mensile;

 

– possibilità di richiedere cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga per la durata massima di nove settimane, incrementate di ulteriori nove settimane. Il periodo di 18 settimane deve essere compreso tra il 13 luglio e il 31 dicembre 2020.

 

Altre misure per le imprese

 

Previsto, inoltre, per le piccole e medie imprese:

 

– la proroga della moratoria su prestiti e mutui. Il termine del 30 settembre 2020 viene prolungato al 31 gennaio 2021 (31 marzo 2021 per le imprese del settore turistico);

 

– il rifinanziamento Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (7,8 miliardi di euro) per favorire l’accesso al credito mediante garanzia pubblica;

 

– credito d’imposta pari al 50% degli investimenti pubblicitari a favore di leghe e società sportive professionistiche e dilettantistiche effettuati a decorrere dall’1 luglio al 31 dicembre 2020. L’investimento non deve essere inferiore a 10.000 euro e deve essere in favore di società con ricavi almeno di 200.000 euro fino ad un massimo di 15 milioni nel 2019;

 

– aumento da 258,23 a 516,46 euro del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati dall’azienda (welfare aziendale) ai lavoratori dipendenti che non concorre alla formazione del reddito.

 

Basteranno tutte queste misure a salvare le imprese? 

Questa è la domanda che tutti gli imprenditori come te, in questo momento, si stanno ponendo. Perché si, è vero che ci sono una serie di sgravi fiscali e più tempo per pagare le tasse, ma queste imposte poi non si vanno a sommare alle altre future?

 

Si, si sommano aumentando in maniera consistente l’importo da versare (già alto di suo).

 

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