Decreto Aiuti 2022: novità e opportunità per le imprese

Maggio 5, 2022 | in
Decreto Aiuti 2022

Credito per le imprese di autotrasporto, super bonus 110%, Fondo per le imprese in crisi e maggiorazione dei crediti investimenti 4.0: queste sono le principali misure varate dal Decreto Aiuti.

 

Andiamo a scoprire di più nei dettagli.

 

Decreto Aiuti: un credito per fronteggiare il caro carburante

 

Agli autotrasportatori, principali vittime dell’aumento del carburante, viene riconosciuto un credito d’imposta del 28% per le spese sostenute nel primo trimestre 2022 per l’acquisto di gasolio.

 

Il credito è riconosciuto a quelle imprese esercenti attività di trasporto a patto che abbiano impiegato veicoli euro 5 o superiore. Il bonus, come sempre, è utilizzabile solo ed esclusivamente in compensazione per ridurre le imposte a debito.

 

Leggi anche: Credito d’imposta: cos’è e perché è importante utilizzarlo?

 

Decreto Aiuti: proroga del 110%

 

Il Decreto Aiuti proroga finalmente il super bonus 110% per le case unifamiliari e le villette. Nello specifico è prorogato al 30 settembre 2022 il termine per l’effettuazione di almeno il 30% dell’intervento complessivo. 

 

Dunque, è riconosciuto fino al 31 dicembre 2022, per i lavori effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche, solo se entro il 30 settembre siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

 

Decreto Aiuti: 200 milioni per le aziende in crisi

 

L’incertezza dei mercati sta colpendo numerose imprese che, a causa della situazione ucraina, si trovano a dover fronteggiare una nuova crisi dopo quella sanitaria. Per aiutare queste imprese, è stato istituito un Fondo con dotazione di 200 milioni di euro.

 

Al Fondo possono accedere le imprese che presentano cumulativamente i seguenti requisiti:

 

– hanno effettuato, negli ultimi 2 anni, operazioni di vendita di beni e servizi pari almeno al 20% del fatturato con Ucraina, Federazione russa e Bielorussia;

 

– hanno subito un aumento del 30% dei prezzi delle materie prime nel trimestre in corso rispetto al costo dello stesso periodo dell’anno 2019 (imprese costituite dall’1 gennaio 2020 fanno riferimento al 2021);

– registrano un calo di fatturato di almeno il 30% nel primo trimestre di quest’anno, prima dell’entrata in vigore del decreto, rispetto all’analogo periodo del 2019.

 

L’importo riconosciuto alle imprese è pari ad una percentuale prestabilita. La percentuale di credito da erogare viene stabilita facendo la differenza tra l’ammontare dei ricavi del primo trimestre e quella relativa allo stesso periodo del 2019. Avremo così le seguenti percentuali di credito:

 

– 60% per le imprese con ricavi nel 2019 non superiori a 5 milioni di euro;

– 40% per le imprese con ricavi nel 2019 superiori a 5 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro.

 

Per le imprese costituite dal primo gennaio 2020 il periodo d’imposta di riferimento è quello relativo all’anno 2021.

 

Decreto Aiuti: più credito per gli investimenti immateriali 4.0

 

Oggi più che mai, le aziende che hanno investito in tecnologia, sono riuscite ad affrontare al meglio prima la crisi economica sanitaria, e ora questa fase di incertezza dei mercati. Per tale motivo, il Decreto Aiuti ha modificato il credito d’imposta investimenti in beni immateriali 4.0 innalzando la percentuale di agevolazione a favore delle imprese.

 

Per l’acquisto di software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, infatti, è previsto un aumento del credito dal 20% al 50%. Il bonus è riconosciuto per gli acquisti effettuati dall’1 gennaio 2022 al 31 dicembre 2022. Che arriva fino al 30 giugno 2023 se entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine è accettato dal venditore e l’impresa abbia pagato un acconto pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Decreto Aiuti: più soldi anche per la Formazione 4.0

 

L’acquisto di beni tecnologici, deve essere seguiti da un investimento anche in formazione dei dipendenti che li andranno ad usare. Molto spesso, purtroppo, le aziende fanno investimenti in strumenti tecnologie e si accorgono ad acquisto effettuato che nessun collaboratore è in grado di utilizzarlo. 

 

Queste imprese, per la riuscita dell’investimento, dovrebbero investire anche in formazione. Per tale motivo è stato istituito ed aumentato dal 50% al 70% il credito d’imposta per le spese di Formazione 4.0 per le piccole imprese. E dal 40% al 50% per le medie imprese.

 

Decreto Aiuti: via le accise

 

Vista la continua impennata dei prezzi dei carburanti, un’altra misura che viene prorogata con il Decreto Aiuti è il taglio delle accise. Viene prorogato ulteriormente di due mesi fino all’8 luglio la misura andrà a diminuire il prezzo effettivo del pieno di benzina, diesel e metano. Per quest’ultimo l’accisa arriva ad azzerarsi e l’Iva viene ridotta al 5%.

 

Leggi anche: Come abbattere i costi energetici dell’impresa (e non solo)

 

Ma chi pagherà questi 14 miliardi di aiuti?

 

Segnali positivi, in un momento in cui l’incertezza e la paura regnano sovrane. E l’inflazione non tende una mano alle imprese, sempre afflitte dal caro delle materie prime e da una pressione fiscale già di per sé alle stelle.

 

Ma davvero chi pagherà questi 14 miliardi di aiuti? 

 

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