Decreto Ristori e Ristori Bis: chi non paga la seconda rata IMU?

Novembre 18, 2020 | in
cancellazione sospensione seconda rata imu 2020

Il decreto Ristori e Ristori Bis introducono nuove misure per fronteggiare l’emergenza Covid a favore delle tante imprese in difficoltà o obbligati a sospendere le proprie attività. Tra i vari interventi agevolativi troviamo la cancellazione della seconda rata IMU del mese di dicembre. 

 

Chi sono i soggetti esonerati dal pagamento della seconda rata IMU? Quali sono i codici Ateco beneficiari della cancellazione della seconda rata IMU?

 

Seconda rata IMU: di cosa parliamo?

 

Tra i vari decreti già usciti e quelli in procinto di uscire – si parla di Ristori 3 – cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito al versamento della seconda rata IMU.

 

La seconda IMU – tassa sugli immobili introdotta dal Governo Monti – rappresenta il saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata, e deve essere versata entro il 16 dicembre.

 

Il 16 dicembre 2020 non tutti saranno costretti a versare la seconda rata IMU. Alcune categorie di immobili destinati ad attività commerciale, infatti, a seguito ai vari decreti, Ristori e Ristori Bis, sono esonerati dal pagamento. 

 

Si tratta di tutte le attività commerciali che sono state colpite dalle nuove misure restrittive emanate dal Dpcm di Ottobre.

 

L’esenzione prevista dal decreto Ristori Bis, è bene sottolineare, non va a sostituire quella già prevista del decreto Ristori, ma ad aggiungersi a quella.

 

Decreto Ristori: chi è esonerato dal pagamento della seconda rata IMU?

 

Con il primo intervento, quindi attraverso il decreto Ristori, viene cancellato il saldo IMU 2020 gli immobili e le relative pertinenze per tutte quelle attività imprenditoriali che sono stato costrette a chiudere o subire le restrizioni previste dal Dpcm del 24 ottobre.

 

Si tratta delle attività imprenditoriali riportare all’interno dell’Allegato 1 del decreto Ristori. Tra le le attività incluse nell’Allegato 1 troviamo quelle: di ristoranti, gelaterie, pasticcerie, bar, piscine, palestre, sale giochi e biliardi, alberghi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, organizzazione di convegni e fiere, teatri, ecc.

 

Trovi qui l’elenco dettagliato dei settori e codici Ateco che possono beneficiare dell’esenzione della seconda rata IMU 2020.

 

Attenzione – Questo provvedimento ha valore solo se il soggetto proprietario dell’immobile e gestore dell’attività coincidono.

 

Decreto Ristori Bis: chi è esonerato dal pagamento della seconda rata IMU?

 

Con il decreto Ristori bis, viene confermata l’esenzione della seconda rata IMU e viene estesa anche alle attività di cui all’Allegato 2 del decreto Ristori Bis. Si tratta delle attività ubicate nelle zone rosse e arancione e soggette a provvedimenti di chiusura per evitare il dilagare della seconda ondata dell’epidemia Covid-19 nel nostro Paese.

 

Tra le attività incluse nell’Allegato 2 troviamo quelle di: agenzie matrimoniali, centri estetici, grandi magazzini, empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari, commercio al dettaglio di natanti e accessori, ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti, di arredi sacri ed articoli religiosi, bomboniere ecc.

 

Trovi qui l’elenco dettagliato dei settori e codici Ateco che possono beneficiare dell’esenzione della seconda rata IMU 2020.

 

Come già stabilito dal decreto Ristori, anche con il Ristori Bis resta ferma la condizione necessaria: il possessore dell’immobile (soggetto a pagamento IMU) deve essere anche il gestore dell’attività.

 

Attenzione!

 

La scadenza del 16 dicembre continuerà a pesare sulle tasche degli imprenditori proprietari di immobili produttivi in cui sono esercitate attività diverse da quelle esonerate e presenti negli Allegati dei due decreti.

 

Insomma tutti gli altri, dovranno pagare, anche se la situazione è critica. Una situazione paradossale non  solo per le imprese italiane, ma di tutto il mondo. A differenza di quest’ultimi, però, noi siamo messi peggio (e non solo per il Covid-19).

 

Secondo una ricerca condotta da Confapi, infatti, soltanto il 13% delle imprese intervistate si dichiara spaventato dalla pandemia. In fin dei conti, si tratta di un fattore esogeno che non durerà per sempre.

 

Mentre il 61% sostiene di aver più paura della tasse (tutti questi aiuti, chi li pagherà?). Le tasse, il cuneo fiscale ed il costo del lavoro e la burocrazia non scompariranno come il Covid. Il problema in questo caso è endogeno e nonostante si cerchi di risolverlo – non si parla altro che di semplificazione – non è mai stato fatto.

 

Purtroppo, è il Fisco che minaccia la ripresa italiana e non il Covid. Imprese che, per riprendersi rapidamente dallo shock del Covid-19 avrebbe bisogno di riforme strutturali profonde e non di semplici aiuti e crediti d’imposta (sempre ben accetti, attenzione!).

 

Aspettare le riforme (semmai arriveranno) forse è complicato e perderesti altro tempo vitale per far ripartire la tua impresa

 

Non farti scoraggiare dal Fisco complesso chiedi adesso la tua consulenza gratuita: un nostro consulente ti contatterà per trovare, assieme a te, la strategia che meglio si adatti alla tua impresa per risparmiare tasse.

 


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