Decreto ristori: le principali misure per le imprese

Novembre 3, 2020 | in
Decreto ristori

Ristori a fondo perduto entro il 15 novembre per pub, bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri, discoteche. Sospensione del versamento dei contributi di novembre per le attività chiuse e cancellazione della seconda rata dell’IMU per tutte le attività chiuse o limitate nell’orario dall’ultimo Dpcm. Nuovo credito d’imposta per i canoni di locazione commerciali.

 

Queste le principali misure e agevolazioni per le imprese in arrivo dal decreto Ristori.

 

Decreto ristori: rimborsi sul conto corrente in 7 giorni

 

Dopo aver superato, non con poca fatica, il lockdown primaverile, la seconda ondata torna a stremare le imprese più piccole e sofferenti. Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri (e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) il decreto Ristori, intende aiutare le categorie più colpite dall’ultimo Dpcm per il contenimento della pandemia adottato dal governo domenica 25 ottobre.

 

Si tratta di un un ristoro a fondo perduto, che va dal 150% al 400%, per bar, pasticcerie, palestre, piscine, ma anche alberghi, discoteche e le sale gioco che comunque non supererà i 150.000 euro.

 

Più specificatamente, sono quattro le fasce di aiuto individuate nel decreto Ristori:

 

– ristori del 400% alle discoteche (mai più aperte da agosto);

 

– ristori per 200% per le attività costrette a chiudere completamente (cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi, scommesse o bingo, centri termali, centri benessere e fiere);

 

– ristori per 150% per i ristoranti non particolarmente danneggiati dalla chiusura serale;

 

– ristori al 100% per gli esercizi e le attività con chiusura alle ore 18 (pasticcerie o gelaterie).

 

Per vedere nel dettaglio settori produttivi che hanno diritto al contributo puoi controllare l’elenco all’Allegato 1 del decreto Ristori.

 

A quale condizione spetta il contributo?

 

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del  fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

 

Spetta senza condizione alle attività che hanno attivato la partita IVA a  partire dall’1 gennaio 2019.

 

Viene erogato a tutte le attività coinvolte dalle nuove restrizioni anche con un volume di affari o di corrispettivi superiore a 5 milioni di euro.

 

Nota bene – A chi ha già ricevuto il contributo in estate, stabilito dal decreto Rilancio, verrà effettuato l’accredito, del nuovo aiuto, direttamente sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente. Chi non ha chiesto il contributo previsto dal decreto Rilancio dovrà fare apposita domanda.

 

Sono esclusi dal ristoro coloro che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre o che hanno cessato l’attività prima di questa data. 

 

Sospensione dei contributi: per chi? 

 

Esonero contributivo ai datori di lavoro (escluso il settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021. 

 

L’esonero è stabilito in base alla perdita di fatturato:

 

– 50% dei contributi previdenziali per chi ha subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;

– 100% dei contributi previdenziali per chi ha subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

 

Cassa integrazione: altre 6 settimane aggiuntive

 

Introdotte sei settimane aggiuntive di cassa integrazione da utilizzare entro la fine di gennaio. Possono usufruire della Cassa integrazione, tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021, le imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. 

 

Viene prevista un’aliquota contributiva addizionale differente tenuto conto riduzione di fatturato. Invece è gratuita per le imprese:

 

– che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%;

– che hanno avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019;

– interessate dalle restrizioni.

 

Sempre fino al 31 gennaio viene prorogato il blocco dei licenziamenti introdotto all’inizio della pandemia. Salco nuove modifiche, da febbraio si potrà, ahinoi, licenziare. Non lo potrà fare chi in quel momento starà usando la cassa integrazione.

 

IMU: per quest’anno eliminata

 

Estesa la cancellazione della seconda rata IMU per il 2020, relativa agli immobili o alle pertinenze utilizzate per esercitare l’attività, per tutte quelle categorie soggette alla chiusura o limitate nell’orario dall’ultimo Dpcm. 

 

Le attività sono indicate nella tabella di cui all’Allegato 1 del decreto Ristori a condizione  che, i proprietari degli stessi, siano anche gestori delle attività esercitate.

 

Affitti: ulteriore proroga del credito

 

Viene prorogato l’utilizzo del credito d’imposta sugli affitti per altri tre mesi: di ottobre, novembre e dicembre. Un sostegno in più per imprese e commercianti che obbligati a sostenere la spesa mensile della rata di affitto.

 

Rispetto alla precedente edizione dovrebbe essere eliminato ogni requisito di accesso in funzione del volume dei ricavi. Tuttavia, l’estensione è limitata alle sole imprese che svolgono le attività soggette a restrizioni stabilite dall’ultimo Dpcm.

 

Per le imprese con ricavi superiore a 5 milioni di euro viene riconosciuto a condizione di aver subito un calo del fatturato del 50%.

 

Altre novità per sport, spettacolo e agricoltura 

 

Indennizzo di 800 euro per i lavoratori dello sport e 1.000 euro per i stagionali del turismo e i lavoratori dello spettacolo.

 

Per supportare le Asd e Ssd che hanno cessato o ridotto le loro attività a seguito della sospensione delle attività sportive viene previsto un apposito fondo.

 

Contributo a fondo perduto a favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che svolgono attività di fornitura di prodotti nell’ambito dei settori economici soggetti alle restrizioni dell’ultimo Dpcm. 

 

Il contributo a fondo perduto viene riconosciuto a chi ha avviato l’attività dopo l’1 gennaio 2019 e a chi ha subito un calo del fatturato superiore al 25% nel novembre 2020 rispetto al novembre 2019.

 

Queste le principali misure a favore delle imprese maggiormente colpite da questo mini lockdown e della crisi globale. 

 

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