Determinazione compenso amministratore: attenzione all’effetto boomerang

Settembre 23, 2021 | in
Determinazione compenso amministratore

Sulla determinazione del compenso amministratore non esiste un somma minima da erogare. A volte viene stabilita in base alle mansioni che gli vengono attribuite altre volte, purtroppo, anche in maniera inadeguata.

 

Occorre però porre molta attenzione sull’utilizzo di questo strumento in un progetto di pianificazione fiscale, per evitare l’effetto boomerang che ti fa, risparmiare da un lato, ma spendere di più dall’altro.

 

Determinazione compenso amministratore: a cosa serve?

 

Le società di capitali, nella fattispecie la srl, hanno una propria personalità giuridica. Non sono persone, ma agiscono per mezzo di uno o più soggetto: l’amministratore. Quest’ultimo, per l’attività che svolge, deve essere retribuito. Una retribuzione assimilabile a quella dei lavoratori dipendenti (ne segue tutte le regole di tassazione). 

 

Questa retribuzione viene chiamata compenso amministratore.

 

Il compenso amministratore, quindi, è la somma di denaro che viene erogata all’amministratore della srl. Uno strumento di particolare importanza perché questa somma di denaro, che può essere un compenso mensile, tra l’altro, ti permette di ottenere due vantaggi: 

 

1 – abbattere la base imponibile sul quale viene calcolato quel 24% di Ires poiché per la società rappresenta un costo.

 

La determinazione del compenso amministratore deve essere stabilita da previa delibera assembleare. Altrimenti è impossibile dedurre e utilizzarlo per abbattere l’imponibile fiscale dell’impresa. 

 

Leggi di più sui requisiti che deve seguire per poter essere dedotto: Compenso amministratori: attenzione perché la somma non sempre è deducibile.

 

2 – distribuzione degli utili senza pagare la ritenuta alla fonte a titolo di imposta del 26% sull’intera base imponibile (per le persone fisiche ovviamente);

 

Ma se hai il problema della distribuzione degli utili, ovvero l’onerosità di questo processo, hai a disposizione altri strumenti per dividerli senza pagare alcuna imposta del 26%. Ne vuoi sapere di più? Leggi anche: Distribuzione utili srl: come evitare di pagare la ritenuta del 26% e metterli al sicuro

 

Perché devi stare attento all’effetto boomerang?

 

Tornando all’argomento principe di questo nostro articolo, possiamo dire che, utilizzare il compenso amministratore, o i compensi amministratori in caso di più soggetti, significa:

 

– da un lato ridurre l’Ires a carico della società;

– dall’altro aumentare Irpef ed Inps a carico dell’amministratore

 

Leggi anche: Compenso amministratori: i 3 elementi per utilizzarlo e ridurre legalmente le tasse

 

Più è alto il reddito, più è alta l’Irpef da versare. Per quanto riguarda l’Inps, varia a seconda che l’amministratore sia iscritto alla Gestione artigiani e commercianti paga solo il 24% (si fa per dire. Viceversa, se questa iscrizione non c’è, l’Inps da pagare può arrivare anche intorno al 34%.)

 

É opportuno, pertanto, che tu ponga molta attenzione alla determinazione del compenso amministratore. Infatti, è giusto che ci sia un compenso per l’organo amministrativo (per i due motivi sopra elencati), in modo da poter beneficiare anche di rimborsi e le indennità. Tuttavia, però, l’importo, dovrà essere contenuto per non rimanere vittime del cuneo fiscale.

 

Come tutti gli strumenti di pianificazione fiscale deve essere maneggiato con cura per evitare di cadere nell’elusione fiscale. Oppure essere sepolti da imposte maggiore perché l’importo è troppo elevato. Non devi esagerare ma deve essere equilibrato e, allo stesso tempo, rispondere alle tue esigenze (che il più delle volte sei tu l’amministratore).

 

Insomma, la tassazione del compenso amministratore è molto importante in fase di determinazione. Sostanzialmente, stabilire un compenso medio, dopo aver fatto i calcoli di tutte le imposte da pagare è la soluzione ideale. Questo per consentire all’impresa di dedurre una somma elevata ma, allo stesso tempo, che non infici sulla tassazione dell’amministratore ed evitare l’effetto boomerang.

 

3 aspetti da considerare…quando?

 

RImborsi, indennità e compenso sono tutti strumenti che ogni amministratore dovrebbe utilizzare e magari non lo fa, ignorando tutti i vantaggi fiscali ed economi. O, se vengono utilizzati, avviene tutto in maniera spropositato con l’obiettivo di ridurre il più possibile le imposte a debito.

 

Per utilizzare il compenso amministratore e, di conseguenza, tutti gli strumenti appena detti, occorre considerare 3 aspetti: amministrativi, fiscali e previdenziali. Tutto inizia dalla gestione amministrativa. Se la determinazione del compenso amministratore viene fatta seguendo una logica, puoi beneficiare dei vantaggi fiscali e contributivi. Al contrario, ti troverai a dover subire una tassazione elevata.

 

É opportuno, quindi, conoscere e approfondire questi 3 aspetti.

 

Se pensi di non utilizzare, o hai qualche dubbio sull’utilizzo di questo strumento, contattaci e, insieme ad un nostro consulente, verificheremo la tua situazione e, qualora sia possibile, procederemo all’applicazione dei nostri servizi di pianificazione fiscale e patrimoniale.

 

Evita ora l’effetto boomerang e riduci le imposte grazie a questo ed altri strumenti di risparmio fiscale.


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