Di padre in figlio: come favorire il passaggio generazionale aziendale per pagare meno tasse?

Ottobre 7, 2020 | in
passaggio generazionale aziendale

Trasferire l’azienda agli eredi non è mai semplice, le controversie tra i vari ereditieri contendenti difficilmente mancano. Motivo per cui è necessario pianificare per tempo il passaggio generazionale aziendale e trovare lo strumento giusto per un trasferimento agevole dell’azienda dal padre a figli o nipoti e soprattutto pagando meno tasse possibili.

 

Tra i tanti, qual è quello migliore e più sostenibile?

 

Passaggio generazionale aziendale: perché pianificarlo prima

 

Amministrare il patrimonio è complicato: i contrasti tra i diversi pretendenti, soprattutto tra quelli che magari hanno diverse aspirazioni (non vogliono lavorare nell’azienda di famiglia) ma non per questo non devono avere diritto al patrimonio di famiglia.

 

Per evitare i contrasti tipici familiari è bene distinguere gli eredi tra, coloro che:

 

– vogliono partecipare attivamente all’attività imprenditoriale;

 

– non vogliono partecipare attivamente ma guardano ai soli dividendi che gli spettano di diritto.

 

Così facendo, tutti i soggetti appartenenti alla famiglia, possono avere la propria fetta di patrimonio suddivisa in parti uguali (ovviamente chi lavora all’impresa ha anche la sua entrata mensile) evitando qualsiasi malumore.

 

Il passaggio generazionale è quel processo mediante il quale l’attività viene trasferita dai fondatori ai propri figli, distribuendo ruoli e responsabilità in base alle capacità e aspirazione personali di ogni erede.

 

Se pianificato per tempo permette all’impresa di non subire conseguenze negative (come nel 90% dei casi in Italia), di rispondere alla esigenze di tutti i familiari (evitando conflitti) e, dal punto di vista fiscale, di evitare elevati costi di successione.

 

L’azienda è un patrimonio dinamico, sempre in evoluzione. Nel passaggio generazionale i principali rischi riguardano: la perdita del know-how e di tutte le relazioni, sia umane che lavorative, instaurate dall’imprenditore.

 

L’imprenditore, per evitare di correre questi rischi deve essere lungimirante e capire quando è opportuno pianificare il passaggio dell’azienda alla generazione successiva, per dare continuità all’azione dell’impresa ed evitare che modello strategico di business incecchi e non conforme con le dinamiche attuale e future di mercato.

 

Purtroppo l’imprenditore non è sempre lungimirante e considera il passaggio generazionale come un evento (erroneamente) e non come un processo. Infatti il passaggio deve essere non va imposto, ma deve essere preparato per gradi per evitare di scegliere strumenti non idonei per attuarlo.

 

Un passaggio generazionale esentasse

 

Gli aspetti fiscali del passaggio generazionale aziendale devono essere uno dei punti sul quale l’imprenditore deve soffermarsi per passare di mano l’azienda ai figli senza rischiare di pagare più tasse del dovuto. In Europa, l’Italia è il paese in cui effettuare il passaggio generazionale, quindi il patrimonio agli eredi, è più conveniente. Le imposte relative alla successione vanno dal 4% all’8%, con franchigie anche fino ad 1 milione di euro per i discendenti in linea retta (genitori-figli).

 

Negli altri paesi, le aliquote, invece, arrivano fino al 19% in Germania e 40% nel Regno Unito e Francia, fino al 40%, mentre in Spagna fino al 34%. Inoltre, le franchigie sono molto inferiori rispetto a quelle previste in Italia.

 

Nell’utilizzare uno o l’altro strumento consentiti dall’ordinamento italiano, la scelta, e ci pare anche ovvia, ricade su quello che garantisce la maggiore efficienza fiscale.

 

Trust

 

Tra i vari strumenti non va trascurata la donazione oppure il Trust

La donazione anticipa al momento del conferimento il pagamento dell’imposta di successione o donazione con aliquota che va dal 4 all’8%.

 

Il Trust è un istituto giuridico con cui una o più persone – “disponenti” – trasferiscono beni e diritti sotto la disponibilità del trustee, il quale assume l’obbligo di amministrarli nell’interesse di uno o più beneficiari o per un fine determinato.

 

Si tratta di uno strumento molto sofisticato.  Può essere facilmente revocato quando lo stesso soggetto risulta essere Disponente, Trustee e anche beneficiario. Il Trust, così, non sta svolgendo il proprio ruolo: non c’è un motivo né un obiettivo valido e trasparente ma solo per sfuggire ai creditori ed al fisco.

 

Leggi anche: Trust vs Holding: Quale strumento per la protezione del patrimonio?

 

Holding

 

Nel passaggio generazionale in cui la  gestione viene affidata non a tutti gli eredi, ma solo ad alcuni, molto utile è la costituzione della Holding di famiglia. La Holding può essere utilizzata anche per affrontare al meglio il problema del passaggio generazionale distribuendo ruoli e responsabilità in base alle capacità e aspirazione personali di ogni erede. 

 

Leggi anche: Perché aprire una Holding di famiglia

 

Tra l’altro, la costituzione della Holding, oltre a garantire  il passaggio generazionale in maniera neutrale, cioè senza pagare imposta, permette di non abbattere il carico fiscale anche dopo il trasferimento dei beni. Gli eredi, praticamente, beneficeranno di una tassazione benevole anche dopo la costituzione.

 

Leggi anche: Holding-trading: lo schema perfetto per pagare solo l’1,2% di tasse

 

Nota bene: Trust e Holding, oltre ad effettuare un efficiente passaggio generazionale sono due strumenti che sono utili anche dopo il trasferimento in quanto proteggono il patrimonio da qualsiasi attacco da parte dei creditori.

 

Patto di famiglia

 

Molto utilizzato di recente è anche il Patto di famiglia che consente di gestire il passaggio di mano anche in vita, con accordo tra tutti gli eredi. Con il patto di famiglia viene data la possibilità all’imprenditore di pianificare per tempo, assieme con i propri eredi, il trasferimento della gestione e della proprietà della propria azienda.

 

La pecca di questo strumento riguarda il necessario e preventivo accordo di tutti i futuri legittimari.

 

Nel nostro ordinamento viene previsto anche un altro strumento: il patto di famiglia. Ma si tratta di uno strumento caratterizzato da un problema non di poco conto per il quale questo strumento ha perso di efficacia tra il tessuto imprenditoriale.  

 

In pratica, il patto ha efficacia immediata al momento della sottoscrizione dello stesso e quindi il passaggio della titolarità delle quote dall’imprenditore agli eredi avviene subito e non in caso di morte.

 

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Un buon passaggio generazionale deve essere pianificato e strutturato preventivamente per permettere all’impresa di non subire conseguenze negative (come nel 90% dei casi in Italia), di rispondere alla esigenze di tutti i familiari ed evitare di pagare tasse inutili.

 

Insomma deve seguire quelle che sono le regole per il passaggio generazionale nelle imprese familiari.

 

Come Soluzione Tasse, aiutiamo le imprese a gestire il passaggio generazionale:

 

– identificando lo strumento più idoneo alle esigenze dell’impresa;

 

– preparando progressivamente la famiglia ad essere consapevole del patrimonio di cui è proprietaria così da identificare lo strumento di protezione più sicuro per evitare di perdere quanto costruito dall’imprenditore nel tempo. 

 

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