Dichiarazione d’intento: cos’è e a cosa serve

di Redazione Soluzione Tasse
8 Apr, 2024
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    La dichiarazione d’intento è una comunicazione che l’esportatore abituale deve fare per beneficiare dell’esenzione dell’Iva. Permette di acquistare beni e servizi senza applicazione dell’imposta, a patto che vengano utilizzati per le proprie esportazioni. In questo articolo esploreremo tutto ciò che c’è da sapere su questo documento fondamentale per gli esportatori abituali.

    Cos’è la dichiarazione d’intento

    Il sistema fiscale italiano è abbastanza spinoso e burocraticamente complesso: sono tanti gli adempimenti da dover soddisfare per essere in regola con il Fisco.

    La dichiarazione d’intento rappresenta uno dei tanti ma, a differenza di molti altri, può risultare molto vantaggiosa per l’impresa. La dichiarazione non è altro che un documento attraverso il quale, l’impresa che esporta abitualmente all’estero, dichiara di essere in possesso dei requisiti per acquistare beni senza assolvere l’Iva al fornitore.

    In altre parole, parliamo di una comunicazione formale con cui l’esportatore abituale dichiara all’Agenzia delle Entrate l’intenzione di esportare i beni e servizi acquistati. In questo modo, non deve applicare l’Iva sugli acquisti, ottenendo un notevole vantaggio economico.

    La dichiarazione deve essere presentata dai cosiddetti esportatori abituali. Si tratta di quelle imprese che, nell’anno precedente, hanno effettuato cessioni all’estero (esportazioni, operazioni assimilate alle esportazioni e cessioni intracomunitarie) per un volume superiore al 10% del volume d’affari.

    Attraverso questa comunicazione, questi operatori, possono beneficiare di due vantaggi: 

    • acquistare beni e servizi senza dover pagare l’Iva (nei limiti delle operazioni attive registrate nel periodo di riferimento); 
    • avere maggiore fluidità della gestione finanziaria: l’impresa non deve attendere il rimborso dell’Iva sugli acquisti effettuati, con un conseguente miglioramento del flusso di cassa.

    Due benefici molto importanti nella gestione di un’azienda.

    Qual è il modulo per la dichiarazione

    La dichiarazione d’intenti deve essere effettuata utilizzando un preciso modulo fornito direttamente dall’Agenzia delle Entrata. Il modulo è suddiviso in due parti.

    Nella prima parte, il frontespizio, devono essere indicati i seguenti dati:

    • dati anagrafici dell’esportatore abituale;
    • dati relativi ai beni e servizi che si presumono di esportare;
    • Paesi di destinazione dei beni e servizi.

    Nella seconda parte, il quadro A, vanno riportati i dati delle operazioni che concorrono alla formazione del plafond (massimo delle cessioni all’esportazione e operazioni assimilate fatte dal soggetto nell’anno precedente). Questo valore determina la possibilità di richiedere l’esenzione dall’Iva su acquisti e importazioni di beni e servizi entro tale limite.

    La presentazione della comunicazione può essere fatta in qualsiasi momento o prima dell’effettuazione delle operazioni per le quali si intende richiedere la non imponibilità Iva. Tuttavia, per beneficiare della non imponibilità dell’Iva dal primo giorno fiscale dell’anno, è preferibile presentarla entro il 22 dicembre dell’anno precedente. 

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    Quali sono le ultime novità sul tema

    Negli anni, la dichiarazione d’intento si è evoluta. Le ultime novità, a partire dal 2020, introdotte dal Decreto Crescita sono le seguenti:

    • l’esportatore abituale non ha più l’obbligo di consegnare la lettera d’intento ai propri fornitori. Per usufruire dell’esenzione Iva è sufficiente il solo invio all’Agenzia delle Entrate (che rilascia apposita ricevuta);
    • la dichiarazione può riguardare più operazioni. L’esportatore con una singola dichiarazione può indicare tutti gli acquisti che intende effettuare presso un determinato fornitore in un dato periodo di tempo, e per i quali intende applicare il regime di non imponibilità Iva;
    • niente più dichiarazione in duplice copia. Cade l’obbligo di effettuare due dichiarazioni, di numerarle progressivamente sia dal dichiarante che dal fornitore e annotare in un apposito registro;
    • fatture anche in attesa del ricevimento della ricevuta dell’Agenzia. Possibilità di emettere fatture in regime di non imponibilità Iva sugli acquisti fin dal momento della presentazione della dichiarazione d’intento.

    Le novità introdotte hanno l’obiettivo di semplificare gli adempimenti per gli esportatori abituali in regola, ma allo stesso tempo di rafforzare i controlli e la tutela del Fisco.

    Tra le varie novità segnaliamo, inoltre, quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2021: non può essere riconosciuta la possibilità di utilizzare la dichiarazione d’intento nel caso in cui venga disconosciuto lo status di esportatore abituale

    Dichiarazione d’intento e sanzioni

    Come succede per le fatture false, ad esempio, l’errata dichiarazione o la mancata presentazione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. 

    È sanzionato il cedente o prestatore che ha effettuato cessione senza aver prima inviato per via telematica la dichiarazione. La sanzione prevista varia dal 100 al 200% dell’imposta.

    Una dichiarazione di vantaggio economico

    Dunque, l’agevolazione, è prevista solo per gli esportatori abituali. Il soggetto che effettua sporadicamente un’esportazione non può beneficiare dell’esenzione dell’Iva.

    Un adempimento, tra l’alta molto vantaggioso: situazione insolita per la complessità fiscale alla quale siamo abituati. Anche il Fisco, quindi, si dimostra clemente nei confronti delle imprese.

    Clemenza che, purtroppo, non riesce a manifestare quando il tema riguarda la tassazione delle imprese. Qua mantiene una certa ostilità ormai da anni.

    Per fortuna, però, esiste una soluzione per evitare questa ostilità e abbattere la tassazione senza dover entrare in conflitto con il Fisco. 

    Hai mai sentito parlare di pianificazione fiscale?

    La pianificazione fiscale è un processo strategico che ha come obiettivo quello di ottimizzare il carico fiscale e contributivo di un’impresa, nel rispetto delle normative vigenti.

    Sostanzialmente, si tratta di individuare tecniche, strumenti e strategie legali messi a disposizione dal nostro sistema tributario per ridurre le imposte da pagare, senza incorrere in sanzioni o evasione fiscale.

    La pianificazione fiscale non è un’attività illegale o immorale, ma un diritto del contribuente, non sfruttato da tutti. Per questo deve sempre essere effettuata in modo onesto e trasparente, avvalendosi della consulenza di professionisti abilitati.

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