Dichiarazione integrativa: come regolarizzare gli errori

di Redazione Soluzione Tasse
23 Apr, 2024
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    La dichiarazione integrativa permette di correggere errori o omissioni presenti nella dichiarazione dei redditi o dell’Iva già inviata. È uno strumento per regolarizzare la propria posizione debitoria prima che l’Agenzia delle Entrate intraprenda ulteriori azioni per recuperare il debito. Infatti, con questa nuova comunicazione viene determinato un debito o un credito fiscale diverso rispetto a quello dichiarato precedentemente. Per essere valida, e per evitare sanzioni e interessi, deve essere presentata correttamente e tempestivamente. Scopriamo di più.

    Cos’è la dichiarazione integrativa

    L’invio di un’email può essere spesso oggetto di errori. Per recuperare all’errore si rinvia una nuova mail con oggetto “errata corrige”. Se sbaglio la dichiarazione dei redditi cosa succede? Posso recuperare all’errore?

    Se presenti la dichiarazione dei redditi o dell’Iva entro la scadenza, ma poi scopri un errore che incide sul calcolo dell’imposta (Irpef, Ires, Irap), puoi correggerlo inviando una nuova comunicazione, chiamata dichiarazione integrativa.

    La dichiarazione integrativa è una dichiarazione inviata per correggere un errore o un’omissione della precedente comunicazione. In altre parole, viene inviato un nuovo Modello Redditi identico a quello già compilato, sostituendo le parti errate con quelle corrette.

    Può essere presentata, generalmente, quando si verificano 3 situazioni: 

    • errore di compilazione: se hai commesso un errore nel compilare la tua dichiarazione, come ad esempio aver indicato un importo errato.
    • omissione di dati: se hai dimenticato di includere alcune informazioni nella tua dichiarazione, come ad esempio un reddito o una detrazione.
    • nuove informazioni: se hai acquisito nuove informazioni dopo aver presentato la tua dichiarazione, come ad esempio una ricevuta fiscale che avevi smarrito.

    Se non presenti la dichiarazione integrativa per correggere errori od omissioni, l’Agenzia delle Entrate potrebbe avviare un accertamento fiscale, con possibili sanzioni e interessi.

    Quando si può presentare

    La dichiarazione dei redditi integrativa per correggere errori e omissioni va presentata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ordinaria.

    Va presentata telematicamente attraverso le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate o con l’ausilio di un intermediario autorizzato (scelta consigliata per evitare nuovi errori).

    Tuttavia, anche nel rispetto dei termini, la dichiarazione per correggere gli errori non è sempre possibile inviarla. Infatti, nel caso in cui hai già ricevuto un avviso di accertamento, non puoi correggere le omissioni in maniera spontanea. L’AdE, in questo caso, si è accorta prima di te.

    Dichiarazione integrativa: come si compila

    La dichiarazione integrativa, come detto, è una comunicazione identica a quella inviata precedente. Pertanto, viene utilizzato lo stesso modello di denuncia dei redditi.

    Per essere differenziata dalla comunicazione originaria, sul frontespizio (prima pagina del documento di denuncia dei redditi o dell’Iva) deve essere barrata la casella “Dichiarazione integrativa”.

    È inoltre necessario indicare il codice tributo relativo al tipo di errore o omissione che si vuole correggere:

    • codice 1: per correggere errori o omissioni;
    • codice 2: in caso di modifica della dichiarazione già presentata. 

    È importante conservare la ricevuta di invio della dichiarazione integrativa come prova dell’avvenuta presentazione.

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    Dichiarazione integrativa a favore

    La dichiarazione integrativa, in base al tipo di errore commesso, si divide in due categorie:

    • favore del contribuente; 
    • sfavore del contribuente.

    La dichiarazione integrativa a favore viene presentata nel momento in cui ti sei accorto che, alcuni errori, hanno scaturito un:

    • reddito maggiore di quello effettivo;
    • credito minore rispetto a quello effettivamente spettante;
    • debito maggiore rispetto a quello realmente da pagare.

    Con l’invio delle dichiarazioni puoi integrare alcuni dati e inviare una comunicazione a tuo favore, evitando di pagare troppe tasse o ricevere minor credito.

    Si pensi, ad esempio, alla scoretta contabilizzazione di alcuni operazioni (ad esempio dei costi) che potrebbero ridurre l’imponibile fiscale e, quindi, generare un debito minore da pagare.

    Dichiarazione integrativa a sfavore

    La dichiarazione a sfavore, invece, va inviata quando l’errore o l’omissione della precedente comunicazione ha generato un:

    • reddito minore di quello effettivo;
    • credito maggiore rispetto a quello effettivamente spettante;
    • debito minore rispetto a quello realmente da pagare.

    Ad esempio, supponiamo che sia stato inviato un Modello Redditi privo di redditi derivanti da locazione. Con l’invio originario, le imposte da pagare sono più basse. In seguito all’integrazione, invece, questi redditi, confluendo con gli altri, aumenteranno l’imposta da pagare. 

    L’integrativa a sfavore può essere inviata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ordinaria.

    Meno errori e imposte con una gestione oculata

    Dunque, ogni errore può essere risolto e, s’è scoperto per tempo, può evitarti accertamenti fiscali. Una gestione oculata dell’azienda, affiancata dall’ausilio di un professionista esperto, può aiutarti a evitare questi errori e, allo stesso tempo, ridurre al minimo l’imponibile fiscale della tua azienda.

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