PMI

Diritto camerale: cos’è? Quanto si paga?

di Redazione Soluzione Tasse
20 Mar, 2024
Tempo di lettura
( parole )

Conserva ora questo articolo!

Inserisci qui sotto il tuo nome e la tua email. Riceverai subito un'email, con un link per rileggere l’articolo tutte le volte che vuoi.

    Il diritto camerale è il contributo versato della imprese alla Camera di Commercio. Può essere pagato in misura fissa o in base al fatturato: vediamo quanto deve pagare ogni impresa e quando. In questo articolo analizziamo cos’è, i soggetti tenuti al versamento e l’importo da pagare da ogni azienda.

    Diritto camerale: cos’è e chi lo versa?

    Il diritto camerale è quel tributo che ogni azienda versa alla singola Camera di Commercio iscritta o annotata nel Registro delle imprese. Così come pure tutti i soggetti iscritti al Rea (Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative).

    I soggetti tenuti al versamento del diritto annuale sono, pertanto, i seguenti:

    • imprese individuali;
    • società semplici;
    • società commerciali;
    • cooperative e società di mutuo soccorso;
    • consorzi e società consortili;
    • enti pubblici economici;
    • aziende speciali e consorzi tra enti territoriali;
    • GEIE (Gruppi economici di interesse europeo);
    • società tra avvocati.

    L’importo da versare come diritto camerale può essere versato:

    • in misura fissa
    • o commisurato al fatturato.

    Con nota n. 383421 del 20 dicembre 2023 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stabilito le misure relative al versamento del diritto camerale dovuto dalle imprese per il 2024.

    Versamento diritto camerale in misura fissa

    Le imprese tenuto al versamento del diritto camerale in misura fissa sono le ditte individuale, ma non solo. S’è versato in misura fissa l’importo è pari a:

    • 100 euro (e 20 euro per unità locali) per le imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria;
    • 44 euro (e 8,80 euro per unità locali) per le imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale. Ad esempio piccoli imprenditori, coltivatori diretti e imprenditori agricoli.

    La misura fissa può essere pagata dalle imprese anche in via transitoria. In questo caso l’importo da versare è pari a:

    • 100 euro (e 20 euro per unità locali) per le società semplici non agricole;
    • 50 euro (e 10 euro per unità locale) per società semplici agricole;
    • 100 euro (e 20 euro per unità locale) per le società tra avvocati;
    • 15 euro per i soggetti iscritti al Rea.

    È previsto, inoltre, il pagamento di 55 euro per ciascuna sede locale per le imprese situate all’estero

    Richiedi la tua prima consulenza gratuita

    Versamento diritto camerale commisurato al fatturato

    L’importo commisurato al fatturato deve essere versato dalle imprese iscritte al registro ma che sono diverse dalle imprese individuali (quindi tutte le società e le cooperative) e i consorzi con attività esterna oppure gli Enti economici pubblici e privati.

    Anche se il pagamento viene stabilito in base al fatturato conseguito, c’è sempre una soglia minima da pagare. La cifra è pari a 200 euro che poi, decurtata del 50% diventa 100 euro di diritto annuale da versare. Quindi, le imprese con un fatturato fino 100.000 euro devono versare una quota fissa di almeno 100 euro. 

    Nel caso delle imprese soggette al versamento del diritto annuale in base al fatturato (ad esempio, le imprese diverse da quelle individuali e da quelle soggette a misure specifiche fisse o transitorie), è fondamentale applicare le seguenti aliquote al fatturato del 2023:

    • 0,015% per fatturati oltre 100.000 e fino a 250.000 euro;
    • 0,013% per fatturati oltre 250.000 e fino 500.000 euro;
    • 0,010% per fatturati oltre 500.000 e fino a 1.000.000 euro
    • 0,009% per fatturati oltre 1.000.000 e fino a 10.000.000 euro;
    • 0,005% per fatturati oltre 10.000.00 e fino 35.000.000;
    • 0,004% per fatturati oltre 35.000.000 e fino a 50.000.000 euro;
    • 0,001% per fatturati oltre oltre 50.000.000 euro e diritto camerale fino a un massimo di 40.000 euro.

    Tuttavia, la commisurazione al fatturato non è sinonimo di pagamento senza limiti. Il decreto stabilire, infatti, un importo massimo da versare pari a 40.000 euro soggetto alla riduzione del 50%. Quindi, l’importo da versare non sarà mai superiore 20.000 euro.

    Come si versa il diritto camerale 2023?

    Il diritto camerale deve essere versato dall’impresa in un’unica soluzione.

    Il metodo utilizzato per il pagamento è il classico modello F24 devo va indicato:

    • codice ente locale: sigla della provincia della Camera di Commercio a cui il pagamento è indirizzato;
    • codice tributo: 3850;
    • anno a cui si riferisce il versamento;
    • importi a debito versati: importo del diritto.

    Maggiorazione del 20%: quando?

    Nota bene: quanto stabilito dalla nota dell’ex Ministero dello Sviluppo Economico, non tiene conto della possibile maggiorazione del 20% che, ogni Camera di Commercio, può applicare. Ovviamente, la maggiorazione non viene applicata a caso da ogni singola Camera, la sola delibera non basta, ma deve essere approvata dal predetto Ministero.

    FAQ diritto camerale: le risposte alle tue domande

    • Quando si paga il diritto camerale?

    Il termine di pagamento è il 30 giugno di ogni anno. La data stabilita, tra l’altro, coincide con il versamento del primo acconto relativo all’imposta sui redditi. Per le società di capitali la data di scadenza del pagamento varia a seconda della chiusura dell’esercizio e dell’approvazione del bilancio.

    • Chi non paga il diritto camerale?

    L’esenzione del pagamento del diritto annuale alla Camera di commercio è riconosciuto solo start-up innovative (e non alle PMI innovative) e agli incubatori certificati di start-up per un massimo di 5 anni.

    • Chi paga il diritto camerale in base al fatturato?

    Il pagamento in base al fatturato è riconosciuto alle società di capitali (srl, spa, sapa), le cooperative e i consorzi con attività esterna e gli enti pubblici con attività economica esclusiva o prevalente.

    • Quante volte si paga il diritto camerale?

    Il pagamento è dovuto è dovuto per anno solare da chi risulta iscritto o annotato nel Registro delle Imprese e nel R.E.A. anche solo per un giorno dell’anno di riferimento.

    Diritto camera stabile, mentre il resto?

    Dunque, il diritto camerale non aumenterà. A meno che non viene utilizzata la possibile maggiorazione.

    Mentre tutto il resto invece? Qualcuno dovrà pure pagare per questi infiniti aiuti e bonus erogati a famiglie, lavoratori e imprese. Anche perché, le promesse di riduzione della pressione fiscale, almeno fino a oggi, non si sono intraviste. E difficilmente si trasformeranno in realtà nel breve periodo.

    Per cui, l’utilizzo di strumenti di pianificazione fiscale per ridurre le imposte a debito è l’unica soluzione a vantaggio dell’imprenditore per evitare di disperdere denaro vitale per l’azienda.

    Come Soluzione Tasse, grazie al nostro di team di 35 professionisti, di cui 28 commercialisti, 6 avvocati e 1 un ex ufficiale della Guardia di Finanza, possiamo aiutarti a:

    • fare una pianificazione fiscale strategica, attraverso la quale si può arrivare a ridurre il carico fiscale dal 20 al 50%;
    • tutelare il patrimonio aziendale e la salvaguardia del passaggio generazionale per mettere la propria ricchezza al riparo dai possibili creditori (che possono essere Fornitori, Banche e soprattutto Fisco);
    • ottenere una crescita esponenziale, attraverso gli stessi strumenti che abbiamo usato per creare da zero e in soli 5 anni, un gruppo aziendale che fattura oltre 25 milioni e che abbiamo quotato alla borsa di Milano.

    Compila ora il questionario: 2 minuti del tuo tempo possono cambiare per sempre il tuo futuro fiscale, della tua impresa e della tua famiglia.

    Richiedi la tua prima consulenza gratuita

    Condivi l'articolo