Ecobonus 2020: come sfruttarlo a vantaggio dell’azienda?

Luglio 29, 2020 | in
ecobonus 2020

L’Ecobonus 2020, assieme al Sismabonus, è la nuova detrazione del 110% introdotta dal Decreto Rilancio finalizzata a riqualificare il patrimonio edilizio italiano.

 

Ma come può, l’azienda, trasformare le detrazioni fiscali destinati al reddito personale in incredibili vantaggi per ridurre le tasse e risparmiare liquidità? 

Questa è la domanda cui molti imprenditori si sono chiesti alla quale oggi daremo una risposta.

 

Ecobonus 2020: soggetti che possono beneficiare

 

Innanzitutto iniziamo col dire che, l’Ecobonus 2020 spetta ai soggetti che effettuano interventi di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico delle proprie unità immobiliari nel periodo compreso tra 1 luglio 2020 e 31 dicembre 2021.

 

La detrazione può essere fruita da:

 

– condomini;

 

– persone fisiche per gli interventi su singole unità immobiliari;

 

– istituti autonomi case popolari (IACP) per le spese sostenute dall’1 gennaio al 30 giugno 2022;

 

Onlus e associazioni sportive;

 

– cooperative di abitazione a proprietà indivisa con entrata indipendente (villette a schiera).

 

Le persone fisiche possono fruire della detrazione del 110% per gli interventi realizzati al massimo su 2 unità immobiliari (resta ferma la possibilità di beneficiare dell’agevolazione per gli interventi sulle parti comuni condominiali). 

 

Sono esclusi dalle agevolazioni gli  interventi effettuati sugli immobili di categoria catastale A1, A/8 e A/9.

 

Ecobonus: quali sono gli interventi agevolativi?

 

La detrazione del 110%, cioè lo sconto che viene applicato, può essere fruibile con ripartizione in 5 quote annuali di pari importo. Si applica su:

 

Interventi sulle superfici opache con incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda. Spesa massima per edificio: 

 

– condominio, 40.000 euro, fino a 8 unità immobiliare e 30.000 euro, più di 8 unità immobiliare.

 

– unifamiliare e unità immobiliare all’interno di edifici plurifamiliari con accesso indipendente, 50.000 euro.

 

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di:

 

caldaie a condensazione;

 

pompe di calore e sistemi ibridi;

 

impianti di microgenerazioni;

 

collettori solari.

 

La spesa massima è di 20.000 euro per l’edificio avente fino a 8 unità e 15.000 euro per l’edificio avente più di 8 unità.

 

Ma ci sono requisiti per poter beneficiare delle detrazioni? Si, infatti, è necessario:

 

– garantire il miglioramento di almeno 2 classi energetiche, o il conseguimento della classe energetica più alta possibile, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E) prima e dopo l’intervento;

 

– essere effettuati attraverso materiali isolanti che rispondano a particolari requisiti tecnici ed ambientali.

 

Confermata l’elevazione al 110% della detrazione spettante per le spese sostenute dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi antisismici. In questo caso la detrazione è possibile solo se si raggiunge la:

 

– riduzione di una o due classi di rischio sismico;

 

– riduzione di una o due classi di rischio per parti comuni di condomini o simili.

 

A questi interventi si aggiungono anche quelle per:

 

– installazione di impianti solari fotovoltaici con limite di spesa di 48.000 euro. E annessi sistemi di accumulo con limite di spesa di 1.000 euro.

 

– installazione colonnine di ricarica se eseguita insieme a interventi di riqualificazione energetica con limite spesa 3.000 euro.

 

Ecobonus 2020: come sfruttarlo a vantaggio dell’azienda?

 

Creare un virtuoso meccanismo di mercato in cui:

 

– gli italiani effettueranno lavori di riqualificazione energetica senza esborso di denaro;

 

– le imprese pagheranno meno tasse perché beneficiano del credito;

 

– le imprese lavoreranno di più grazie agli incentivi maggiori. In sostanza effettuerebbe lavori, anche di importi elevati, che probabilmente, non avrebbe fatto con il vantaggio anche per il cliente che si trova ad avere l’abitazione riqualificata energeticamente.

 

Le imprese, effettuato il lavoro di riqualificazione, avranno due strade per ottenere liquidità:

 

– utilizzare il credito d’imposta ottenuto in compensazione per 5 anni;

 

– cedere il credito.

 

Utilizzare il credito d’imposta significa usufruire di uno sconto al momento del pagamento delle tasse. Infatti viene utilizzato per compensare le imposte a debito attraverso il modello F24 o in dichiarazione dei redditi.

 

Cederlo significa riuscire a reperire subito quella liquidità necessaria per portare avanti l’azienda. Il credito, invece di utilizzarlo, il contribuente lo cede all’azienda che ha fatto i lavori – che rientrano tra le agevolazioni –  con la facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

 

Se l’imprenditore ha una impresa di costruzione, sostiene i lavori pagando tutto, e senza ricevere il credito applica lo sconto in fattura. Lo sconto in fattura consiste in un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi. 

 

L’impresa, poi, lo recupera sotto forma di credito d’imposta cui importo è pari alla detrazione spettante con la possibilità di cederlo ad altri soggetti come le banche.

 

Per beneficiare dello sconto in fattura è richiesto il visto di conformità. Documento che serve ad attestare la conformità dei dati relativi alla documentazione che confermi la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta. 

 

Dire che lo Stato non aiuta gli imprenditori, o gli italiani in generale, è errato. Ogni imprenditore, deve saper cogliere le opportunità quando, lo stesso, le mette a disposizione. Sfruttarle significa risparmiare tasse e liquidità da poter investire in azienda o metterla al sicuro per proteggerti nei momenti di crisi: chiedi adesso la tua consulenza gratuita.


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