Esterometro: Chi e quando deve comunicare telematicamente i dati delle operazioni transfrontaliere?

Ottobre 11, 2018 | in

Dall’1 gennaio 2019 entrerà in vigore la fatturazione elettronica. Pertanto, i titolari di partita IVA che effettuano operazioni commerciali B2B o B2C, dovranno emettere la fattura in formato elettronico. Ad essere obbligati sono tutti i soggetti passivi, eccetto i forfettari e tutti i soggetti residenti in Italia che effettuano operazioni commerciali con soggetti non residenti nel territorio italiano.

 

Con l’introduzione della fatturazione elettronica, di conseguenza, sarà eliminato lo spesometro, in quanto l’Agenzia delle Entrate, attraverso il Sistema di Interscambio, sarà in grado di acquisire in materia del tutto autonoma tutti i dati sia delle fatture emesse che di quelle ricevute.

 

E, proprio per le operazioni effettuate con l’estero si è ritenuto necessario istituire, da gennaio 2019, il c.d. esterometro.

 

Comunicazione telematica dei dati chi deve farla?

 

Pertanto, viene previsto che, per tutte le operazioni effettuate nei confronti di soggetti non residenti nel territorio italiano, i soggetti passivi, secondo le disposizioni dell’articolo 1, comma 3 bis del D.Lgs. n. 127/2015, dovranno comunicare telematicamente i dati delle operazioni transfrontaliere all’Agenzia delle Entrate, sia delle fatture emesse che ricevute da soggetti che non sono stabiliti nel territorio italiano.

 

La comunicazione telematica dei dati per tutte le operazioni transfrontaliere, per le quali è già è stata emessa una bolletta doganale oppure per quelle operazioni comprovate da fattura elettronica, la presente comunicazione non deve essere effettuata.

 

Quando vanno comunicati i dati delle operazioni transfrontaliere?

 

I dati devono essere trasmessi telematicamente entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso, ossia relativo alla data di ricezione del documento che dimostri l’effettiva operazione.

 

Quindi, se la fattura viene emessa  il 10 aprile, la comunicazione dei dati dovrà essere effettuata entro il 31 maggio successivo. Per quanto concerne le fatture passive, se questa viene ricevuta il 10 aprile, ma viene registrata nel mese di ottobre, la relativa comunicazione dovrà essere effettuata entro il 30 novembre.

 

In buona sostanza, se un soggetto titolare di un’impresa effettua un’operazione commerciale nei confronti di un soggetto non residente in Italia, ad esempio stabilito in Belgio, dovrà emettere la  fattura in formato cartaceo e poi comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate.

 

Per tutte queste operazioni, i soggetti passivi residenti, stando alle disposizioni del provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018, avranno l’obbligo di trasmettere:

 

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario/committente;
  • la data del documento comprovante l’operazione;
  • la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

 

Fatturazione elettronica anche per le operazioni intracomunitarie

 

Lo stesso provvedimento stabilisce che, per le operazioni con soggetti non residenti nel territorio italiano, è possibile emettere, facoltativamente, la fattura anche in formato elettronico.

 

Nel caso di specie si dovrà compilare solo il campo “codice destinatario” mediante l’utilizzo di un codice convenzionale, ossia: “XXXXXXX”. All’interno del campo codice fiscale si andrà ad inserire la partita IVA comunitaria.

 

Per le operazioni con soggetti extra UE, il campo codice fiscale dovrà essere compilato inserendo questo codice: “OO 99999999999”.

Riguardo a tale argomento, lo sai che il codice destinatario della fattura elettronica è sempre obbligatorio? Approfondisci qui.

 

In taluni casi, il predetto soggetto è esonerato dalla presente comunicazione.


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