Holding statiche e dinamiche: differenze e impatto IVA

di Redazione Soluzione Tasse
4 Lug, 2024
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    Le holding sono società che detengono partecipazioni in altre società, con l’obiettivo di controllarle e gestirle. Tuttavia, non tutte le holding sono uguali. Si distinguono principalmente in due categorie: holding statiche e dinamiche. In base alla qualifica che gli viene attribuita la società può diventare un soggetto economico ai fini Iva. In questo articolo vediamo in cosa differiscono tra loro le due holding, quando questa società è un soggetto economico Iva e quando può detrarre la predetta imposta.

    Definizione e caratteristiche delle holding statiche

    La holding viene definita statica quando la sua attività consiste solo ed esclusivamente nella detenzione di partecipazioni di altre società. La sua funzione è quella di beneficiare dei vantaggi fiscali derivanti dalla distribuzione dei dividendi da parte della società operativa.

    La holding statica, come tale, non effettua attività commerciale. Pertanto non può essere qualificata come soggetto Iva. 

    Di diverso avviso, invece, è la holding dinamica.

    Definizione e caratteristiche delle holding dinamiche

    La holding viene definita dinamica quando oltre a detenere e gestire le partecipazioni, esercita anche attività di direzione e presta servizi alle società controllate. 

    La holding dinamica, come tale,  esercita attività commerciale. Pertanto può essere qualificata come soggetto Iva.

    Dunque, anche la holding in base all’attività,  può essere definita un soggetto Iva e, in alcuni casi, detrarre anche la predetta imposta.

    Holding statiche o dinamiche: qual è l’impatto sull’IVA?

    Nel caso delle società di famiglia, vige incertezza sull’applicazione dell’Iva e sulla possibilità di detrarre l’imposta pagata sugli acquisti secondo l’articolo 19 del Decreto del Presidente della Repubblica 633/1972

    Il tema è particolarmente controverso, per cui molte volte anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è intervenuta per fornire ulteriori chiarimenti. Secondo le varie sentenze della Corte, la holding di famiglia viene considerata un soggetto economico ai fini Iva solo se svolge attività economica.

    La holding di famiglia diventa soggetto economico ai fini Iva nel momento in cui effettua attività nei confronti delle società partecipate. In quel caso, la holding assume la qualifica di dinamica, così da fornire attività di indirizzo economico nella gestione delle attività partecipate.

    Infatti, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea precisa che la sola detenzione di partecipazioni sociali non preclude attività economica e quindi non è necessario avere una partita Iva. Caso contrario quando la holding influenzi direttamente le attività e la gestione delle partecipate. 

    Esempio impatto IVA

    Per rendere ancora più chiara l’idea, facciamo un esempio.

    Supponiamo che vi sia:

    • la holding di famiglia Alfa 
    • e le sue società partecipate X, Y, Z. 

    Supponiamo poi che la holding Alfa effettui dei servizi amministrativi nei confronti delle società partecipate. La Alfa assume la qualifica di soggetto Iva poiché svolge una vera attività economica nei confronti delle società X, Y e Z.

    Un caso, può essere quello della holding che, per incentivare i servizi erogati alle sue controllate, vorrebbe acquisire tutte le auto utilizzate dal gruppo e poi darle in uso alle società controllate. In questo caso, la holding fungerebbe da soggetto economico Iva poiché spetterebbe a lei la deducibilità dei costi e la detraibilità dell’imposta. 

    Dunque, anche la holding di famiglia può essere statica o dinamica. Ma per essere dinamica non basta svolgere attività economiche soltanto.

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    Holding dinamica: è sufficiente l’attività economica?

    La holding per essere definita di dinamica, e quindi soggetto economico Iva, deve disporre veramente di una struttura che gli permette di poter acquisiti ed erogare servizi. La mancanza di una struttura idonea non è sinonimo di dinamicità.

    Quanto detto dalla Corte Europea, trova pure fondamente nella Direttiva Comunitaria n. 112/2006. Secondo l’articolo 9 paragrafo 1 della Direttiva, chiunque svolga un’attività economica viene considerato un soggetto passivo. Questa considerazione non tiene conto dell’obiettivo, dei risultati, del luogo o del modo in cui viene svolta l’attività.

    In altre parole, viene considerato soggetto che esercita attività economica colui che sfrutta un bene materiale o immateriale per guadagnare.

    Dunque, la semplice gestione della partecipazioni non è sufficiente per considerare le holding dinamiche come soggetto economico Iva. Devono manifestarsi altre condizioni generali.

    La storia non cambia se invece facciamo riferimento alla normativa nazionale. Tuttavia, in merito alla detraibilità, devono concretizzarsi determinati avvenimenti affinché una holding possa detrarre l’Iva.

    Detraibilità dell’Iva: quando è ammessa?

    La normativa nazionale afferma che ci sono attività che non possono essere considerate in alcun modo commerciali.

    Stabilito che si viene definito soggetto Iva in base al tipo di attività svolta, occorre ora verificare quando la holding può detrarre questa imposta e quando invece no.

    La detraibilità dell’Iva è ammessa quando gli acquisti siano strettamente collegati alle attività di prestazione di servizi e cessione di beni. Quindi vi deve esserci una certa connessione tra operazione attive e passive.

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