Impresa familiare: cos’è, vantaggi e svantaggi

di Soluzione Tasse
1 Nov, 2023
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    L’impresa familiare è una ditta individuale in cui i familiari partecipano all’attività operativa. Una forma giuridica molto semplice da gestire che può essere vantaggiosa per alcune business, svantaggiosa per altri; anche perché comporta un dispendio di denaro più alto. Scopriamo di più.

    Impresa familiare: definizione

    L’impresa familiare è disciplinata dall’articolo 230-bis Codice Civile. Si tratta di una particolare forma giuridica in cui abbiamo l’imprenditore, titolare dell’azienda, e i propri familiari, collaboratori dell’attività.

    I familiari che possono essere classificati come collaboratori sono: 

    • il coniuge;
    • i parenti entro il terzo grado (zii e nipoti, fratelli, sorelle, nipoti);
    • gli affini entro il secondo (cognati, suocero e nuora, ecc.).

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    L’obiettivo di questa tipologia di aziende è quello di tutelare i familiari che vi lavorano all’interno per evitare che vi si verificano fenomeni di sfruttamento tra di loro. 

    In alcuni casi, per aumentare la tutela, vengono stipulati particolari contratti attraverso i quali viene stabilito quale familiare fa parte dell’operatività dell’impresa e chi invece ne rimane fuori.

    Costituzione dell’impresa familiare

    La costituzione dell’impresa familiare avviene tramite l’apertura di una ditta individuale. Per chi ne avesse già una ditta individuale viene data la possibilità di “trasformarla” in impresa familiare. 

    Nell’atto di costituzione devono essere indicati: 

    • attività esercitata dal titolare;
    • estremi dei familiari collaboratori e il grado di parentela.

    La redazione dell’atto è seguita poi dall’iscrizione nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui ha sede legale l’imprese. Da adempiere entro 30 giorni dalla scrittura dell’atto.

    Fiscalità dell’impresa familiare

    Nell’impresa familiare tutti gli obblighi fiscali sono a carico dell’imprenditore titolare. Il reddito d’impresa viene imputato all’imprenditore e poi ai vari collaboratori in base alla propria quota di partecipazione all’azienda.

    La familiare si differenzia dalla ditta individuale perché il reddito viene così ripartito tra i vari soggetti:

    • 51% imputato all’imprenditore titolare;
    • 49% attribuito ai collaboratori in base alla quota di partecipazione (purché abbiano partecipato attivamente all’esercizio d’impresa).

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    Nella dichiarazione dei redditi:

    • l’imprenditore deve indicare le quote di partecipazione agli utili spettanti ai familiari. Inoltre deve attestare che la quantità di utili è proporzionale alla qualità e quantità del lavoro prestato nell’impresa durante il periodo di imposta;
    • ogni familiare, invece, è tenuto a indicare di aver prestato la sua attività lavorativa nell’impresa in modo continuativo e prevalente.

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    I redditi imputati ai collaboratori sono tassati per trasparenza se sussistono i seguenti requisiti:

    • collaboratori iscritti nell’atto pubblico o scrittura prima dell’inizio del periodo d’imposta (articolo 5 comma 4 del TUIR);
    • indipendentemente dall’effettiva percezione;

    E se l’impresa non è utile?

    Tutto ricade nelle mani del titolare.

    Infatti, se l’impresa registra una perdita, questa viene riconosciuta per intero all’imprenditore titolare dell’impresa familiare.

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    Vantaggi e svantaggi dell’impresa

    L’impresa familiare, come tutte le forme giuridiche, può avere vantaggi e svantaggi.

    Iniziamo dai vantaggi:

    • i costi di costituzione sono più bassi rispetto a una qualsiasi società di persone o di capitali;
    • gli adempimenti burocratici ridotti;
    • il numero minimo di partecipanti all’impresa familiare non necessario;
    • la possibilità di dividere il reddito tra i diversi collaboratori rende più agevola la tassazione. Infatti, il reddito viene assegnato in modo proporzionale tra imprenditori e collaboratori familiari per ottimizzare il carico fiscale.

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    Passiamo ora ai svantaggi:

    • l’imprenditore è pienamente responsabile delle sorti dell’attività che può rispondere con il proprio patrimonio personale. Questo succede perché tra ditta individuale e imprenditori non esiste una separazione ma sono un unico soggetto nei conti del Fisco e creditori vari. 
    • l’insolvenza può portare al fallimento del titolare dell’impresa e rimetterci anche il proprio patrimonio personale.
    • la contribuzione Inps è a carico di ogni collaboratore dell’impresa. 

    Molto spesso, proprio la contribuzione Inps, può rivelarsi veramente svantaggiosa per l’economia dell’impresa e dei singoli componenti. 

    Conviene utilizzare l’impresa familiare?

    Ma quindi, conviene utilizzare questa tipologia di impresa?

    Se consideriamo solo i costi, la burocrazia e la gestione è un’impresa che, per determinate attività può essere vantaggiosa. 

    Se allarghiamo il cerchio e iniziamo a fare ulteriori considerazioni, tassazione per trasparenza e contribuzione Inps a carico di ogni collaboratore, la situazione cambia. In questo caso, infatti, l’impresa familiare potrebbe non essere molto conveniente. 

    Tuttavia, ogni attività necessita di un’attenta valutazione per individuare quale miglior vestito giuridico gli si può cucire addosso. È la forma giuridica che stabilisce se l’impresa può avere successo e beneficiare di una tassazione agevole.

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