Incentivi assunzioni 2021: più personale e meno costo del lavoro

Febbraio 3, 2021 | in
incentivi assunzioni 2021

Dal bonus donna alla decontribuzione per il Sud fino agli incentivi under 36. Questi i principali incentivi alle assunzioni promossi dalla Legge di Bilancio 2021 per favorire il reclutamento di personale da parte delle imprese.

 

Ma se da un lato le imprese sono molto favorevoli a queste misure, dall’altro notano alcuni ostacoli di carattere burocratico che potrebbero minare i benefici degli stessi. Vediamo ora requisiti, modalità, svantaggi dei nuovi incentivi e come è possibili oltrepassare questi ostacoli per diminuire il costo del lavoro e aumentare le assunzioni. 

 

Incentivi assunzioni: fino a 6.000 per le donne over 50 

 

Quante volte hai pensato di voler assumere un nuovo dipendente? 

Beh sicuramente tante volte.
E quanto volte invece non l’hai fatto per mancanza di denaro? 

Sempre, forse.

 

A tutto questo oggi potremmo mettere un freno grazie agli incentivi alle assunzioni messe a disposizione dalla Legge di Bilancio 2021. Perché la crisi non durerà per sempre e tu devi essere bravo a cogliere le opportunità di questo periodo che siano carattere fiscale, contributivo o di mercato.

 

Il tuo business molto presto tornerà a regime e avrai bisogno di persone che lo portino avanti.

 

I nuovi incentivi sono 3 e tra questi spiccano quelli finalizzati a favorire l’assunzione di donne. L’agevolazione prevede l’esonero contributivo del 100% –  tetto massimo di 6.000 euro all’anno – se decidi di assumere donne durante il biennio 2021-2022.

 

L’incentivo è riconosciuto per:

 

– 12 mesi per assunzione a termine;

 

– fino a 18 mesi qualora il contratto è stabilizzato.

 

Si accede subito all’agevolazione? Ovvio che no! 

Per beneficiare dell’agevolazione devono essere soddisfatti 3 requisiti

Le donne devono essere:

 

– senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi se residenti in aree svantaggiate (o appartenenti ad un settore economico dove c’è disparità di occupazionale di genere superiore al 25%);

 

– disoccupate da oltre 12 mesi e con almeno 50 anni di età (indipendentemente dalla residenza);

 

– senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (indipendentemente dalla residenza).

 

Purtroppo, ci dispiace dirlo, magari si poteva fare di più, ma l’ultimo requisito potrebbe escludere, al momento, le lavoratrici che hanno perso il lavoro a causa della Pandemia. 

 

La condizione imprescindibile per il diritto all’incentivo è che l’assunzione delle donne determini un incremento occupazionale netto del numero dei dipendenti, rispetto alla media dell’anno precedente.

 

Una condizione difficile da rispettare, soprattutto in alcuni settore, dove la Pandemia ha rastrellate le imprese.

 

Incentivi assunzioni: – 30% di contributi per il Sud

 

La decontribuzione per il Sud, invece, è un incentivo all’assunzione che era stato previsto dal decreto Agosto. 

 

Lo scopo è quello di tutelare i livelli minimi occupazioni nelle aree svantaggiate del Sud Italia  (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e ridurre l’impatto degli effetti negativi causati dalla Pandemia COVID.

 

L’incentivo prevede in un taglio del 30% dei contributi Inps a carico dell’impresa dal 2021 al 2025. Negli anni 2026 e 2027, invece, il taglio scende al 20% mentre nel biennio 2028-2029 si riduce al 10%.

 

Sono esclusi dallo sgravio i premi e contributi Inail e non vie l’individuazione di un tetto massimo mensile.

 

Incentivi assunzioni: sgravio contributivo totale per i giovani

 

A questi due incentivi si aggiunge, infine, lo sgravio contributivo per l’assunzione di giovani di età inferiore a 36 anni

L’incentivo è applicabile alle:

 

– assunzioni a tempo indeterminato (anche part-time);

 

– trasformazioni dei contratti a termine stipulati tra l’1 gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2022

 

Lo sgravio dei contributi Inps a carico dell’impresa è pari al 100% (con esclusione dei premi Inail). Il limite massimo di di sgravio è pari a 6.000 euro l’anno per un determinato periodo di tempo:

 

– 48 mesi per le imprese che hanno una sede o in un’unità produttiva ubicate nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna;

 

– 36 mesi per le imprese che hanno una sede o in un’unità produttiva in tutte le altre regioni d’Italia.

 

L’agevolazione, purtroppo, non è cumulabile con la decontribuzione Sud. Insomma, o scegli l’una o scegli l’altra.

 

Anche qua, è bene specificare che le assunzioni non avvengono a caso, ovviamente. Sono necessari dei requisiti che devono essere rispettati dai potenziali assunti, ovvero: non devono essere già stati occupati a tempo indeterminato con lo stesso o altro datore di lavoro.

 

Lo sgravio contributivo spetta a condizione che l’impresa non abbia effettuato licenziamenti nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né decida di effettuarli, si individuali che collettivi, nei prossimi 9 mesi all’assunzione. 

 

In altre, parole, se assumi, non puoi licenziare altrimenti perdi tutti i benefici dell’agevolazione e ti toccherà pagare quanto prima ti era stato esonerato.

 

Conclusione: cosa conviene fare?

 

L’efficacia degli incentivi alle assunzioni, varate dalla Legge di Bilancio 2021, rischiano di finire nel dimenticatoio

E questo perché? 

Oltre ai requisiti, prima di essere operativi, necessitano di decreti attuativi che li rendono efficaci e poi, anche se in alcuni casi, sono subordinati, alla dichiarazione di compatibilità da parte della Commissione europea.

 

Gli sgravi contributivi previsti, così, rischiano di rivelarsi misure destinate ad una platea di soggetti piuttosto limitata o poco efficaci.

 

Se pensi di avere un costo del lavoro troppo alto e credi di dover assumere del personale aspettare che queste misure vengano attuate nel breve tempo, è impossibile. Sai bene la burocrazia come funziona in Italia, vero?

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