IRAP: definizione e come si calcola l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive

di Soluzione Tasse
17 Mag, 2024
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    IRAP, abbreviativo di Imposta Regionale sulle Attività Produttive, rappresenta un’imposta di matrice locale esercitata in ciascun ente locale dislocato sul territorio italiano. Introdotta dall’ 1 gennaio 1998, l’IRAP è definita come l’imposta sul “valore della produzione netta” che viene versata direttamente alla Regione dove viene esercitata l’attività.

    Si tratta di una tassa che deve essere corrisposta al Fisco solo e soltanto da chi è in possesso di una attività di impresa, e non da altre tipologie di contribuenti. La sua istituzione ha accorpato ed allo stesso tempo rimpiazzato l’istituzione di altre imposte in materia, dalle tasse di concessione comunali all’Iciap (Imposta comunale per l’esercizio di imprese e di arti e professioni), dal contributo al Sistema Sanitario Nazionale alla tassa riguardante la partita IVA, dall’Ilor (Imposta locale sui redditi) fino ad arrivare ad altre tasse secondarie.

    Autonomia IRAP regionale

    Ogni Regione ha la facoltà di:

    • variare la propria aliquota, sempre restando nei limiti stabiliti dalla normativa in materia;
    • differenziare l’aliquota per settore di attività e tipologia di soggetti passivi.

    Viene consentito alla Regioni, inoltre, di poter diminuire tale imposta fino al punto di azzerarla.

    Il gettito finanziario derivante dal versamento dell’Irap viene interamente devoluto agli enti regionali, che ne utilizzano i proventi per coprire i molteplici e dispendiosi servizi sanitari locali.

    Presupposti dell’IRAP

    Il presupposto dell’Irap  è l’esercizio abituale, all’interno della regione di appartenenza, di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

    L’introduzione di tale imposta è stata fatta per perseguire i seguenti obiettivi:

    • avviamento del decentramento fiscale e quindi introduzione di un importante margine di autonomia alle Regioni;
    • diminuzione del costo del lavoro dovuto all’eliminazione dei contributi assistenziali;
    • semplificazione del sistema fiscale dovuta all’abrogazione di una serie di imposte e tasse di entità minore.

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    Soggetti passivi dell’Irap

    I soggetti passivi dell’imposta sono:

    • società di capitali; (SRL, SPA etc)
    • enti aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di una attività commerciale
      amministrazioni pubbliche (Stato, Regioni, Province, Comuni, ecc.);
    • enti non commerciali residenti;
    • società ed enti non residenti di qualsiasi tipo;
    • società in nome collettivo e società in accomandita semplice;
    • persone fisiche esercenti attività commerciali o di lavoro autonomo, tranne quelli rientranti nel regime dei minimi;
    • produttori agricoli, qualora questi non siano esonerati.

    Soggetti passivi esclusi dall’IRAP

    In buona sostanza, in merito all’applicazione dell’IRAP per tali soggetti, possiamo dire che sono da tenere in considerazione:

    • sia la Legge di Stabilità 2016
    • che il D.Lgs. n. 446/1997.

    Pertanto, vi sussistono ancora soggetti passivi che svolgono attività agricola che sono assoggettati all’imposta e soggetti che non sono assoggettati all’imposta.

    Andando più nel dettaglio, possiamo distinguere i soggetti esclusi, quali:

    • tutti i soggetti che esercitano attività di cui all’articolo 32 del TUIR, ovvero coloro per i quali il reddito agrario deriva dal reddito medio ordinario derivante dai terreni che vengono utilizzati per l’attività agricola (attività di sevicoltura oppure attività di allevamento di animali con mangimi ottenibili, per un quarto, dal terreno in questione);
    • cooperative agricole e relativi consorzi operanti nell’attività della piccola pesca;
    • cooperative e relativi consorzi che forniscono servizi inerente il settore della sevicoltura.

    Come di calcola l’IRAP?

    Per effettuare un calcolo corretto dell’Irap sono necessarie le informazioni concernenti il bilancio dell’azienda interessata. La sua base imponibile deriva dalla differenza che intercorrente tra il valore della produzione e i costi sostenuti nella produzione. Il tutto al netto delle perdite sui crediti, dei compensi per il lavoratore autonomo e sul personale. Si applica, pertanto, sulla produzione netta.

    Facciamo un esempio pratico e, tenendo presente che l’aliquota IRAP è stata fissata al 3,90%, con la possibilità per ogni regione di aumentarla o diminuirla fino a 0,92 punti percentuali, se la tua attività si svolge in Lombardia e hai un guadagno netto di 30.000€, il tuo imponibile IRAP si calcolerà così:

    IRAP= 30.000€ x 3,90% = 1.170€.

    Quali sono le aliquote IRAP?

    L’aliquota IRAP ha valore che è stato fissato al 3,90%. Tuttavia, codesto valore può essere soggetto a variazioni decretate a discrezione dell’ente regionale, le quali non possono a loro volta superare la misura del punto percentuale.

    La base imponibile non prevede deducibilità dei costi del lavoro. Una zavorra, questa, che grava in maniera decisiva sulla competitività delle aziende italiane.

    L’aliquota Irap viene applicata alla produzione netta. Le percentuali delle aliquote sono le seguenti:

    • 3,9 aliquota ordinaria;
    • 4,20% aliquota per le imprese concessionarie;
    • 4,65% aliquota per le banche e le società finanziarie;
    • 5,9 aliquota per le imprese di assicurazione;
    • 8,5 aliquota per le amministrazioni e gli enti pubblici.

    IRAP: quando si paga e come si versa?

    Per quanto riguarda i termini di versamento, il pagamento del saldo Irap 2023 e del primo acconto 2024 (40%) dovrà essere effettuato entro il 1 luglio 2024 o con una maggiorazione dello 0,4% entro il 31 luglio 2024. Il secondo acconto Irap (pari al 60%), invece, dovrà essere versato entro il 30 novembre 2024. I versamenti devono essere fatti mediante modello F24.

    FAQ IRAP: tutte le risposte alle domande più frequenti

    Che cos’è l IRAP e chi la paga?

    I.R.A.P è l’acronimo di Imposta Regionale sulle Attività Produttive. L’IRAP entra nelle casse regionali, con l’obiettivo di finanziare il fondo sanitario nazionale. Sino al 31/12/2021, qualsiasi persona, ente e società che avesse generato reddito di impresa era soggetto al suo versamento. Dal 2023, sono esclusi i liberi professionisti e le ditte individuali.

    Chi è soggetto a IRAP?

    Le persone fisiche che esercitano attività commerciali e percepiscono redditi d’impresa (articolo 55 del Tuir), così come le persone fisiche che esercitano arti e professioni e percepiscono redditi di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del Tuir), sono tenute a presentare la dichiarazione Irap.

    Quale è l’aliquota IRAP?

    L’aliquota ordinaria dell’IRAP è del 3,9% del valore della produzione netta. Tuttavia, esistono aliquote specifiche per diversi settori e, ogni regione o provincia autonoma, può variare l’aliquota fino a un massimo di 0,92 punti percentuali, portando quindi l’aliquota ordinaria fino a un massimo del 4,82%, anche differenziandola per settori o categorie di contribuenti.

    Come si calcola l’imponibile IRAP?

    Considerando che l’aliquota IRAP è stata fissata al 3,90%, con la possibilità per ogni regione di aumentarla o diminuirla fino a 0,92 punti percentuali, se la tua attività si svolge in Lombardia e hai un guadagno netto di 30.000€, il tuo imponibile IRAP si calcolerà così: IRAP= 30.000€ x 3,90% = 1.170€.

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