Scaglioni IRPEF 2024: le nuove aliquote

di Soluzione Tasse
4 Dic, 2023
Tempo di lettura
( parole )

Conserva ora questo articolo!

Inserisci qui sotto il tuo nome e la tua email. Riceverai subito un'email, con un link per rileggere l’articolo tutte le volte che vuoi.

    Le aliquote Irpef 2024 subiranno ulteriori cambiamenti rispetto a quelli già avviati con la Legge di Bilancio 2023. Gli scaglioni Irpef 2024, infatti, si riducono da a tre (invece di quattro). In questo articolo vediamo quali sono, per quanto tempo resteranno in vigore e quali imprenditori possono beneficiare di queste nuove aliquote.

    I nuovi scaglioni Irpef  2024

    L’Irpef negli ultimi anni ha subito una serie di cambiamenti al fine di favorire i  redditi più bassi e semplificare il calcolo della tassazione. Modifiche iniziare a partire dalla Legge di Bilancio 2022 e continuate ora dall’ultima Riforma Fiscale 2023.

    Con la recente Riforma Fiscale, infatti, dal 2024, le aliquote Irpef passano dalle 4 attuali a 3, semplificando maggiormente il calcolo della tassazione a carico dei contribuenti, degli amministratori e degli imprenditori. 

    La riduzione delle aliquote è frutto dell’unione dei primi due scaglioni in vigore fino al 2023, ovvero:

    • 23% sui redditi fino a 15.000 euro;
    • 25% sui redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro.

    Le nuove aliquote Irpef, da questa modifica, saranno così distribuite:

    • 23% sui redditi fino a 28.000 euro;
    • 35% sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro;
    • 43% sui redditi superiori a 50.000 euro.

    Un gran vantaggio, soprattutto per i ceti a basso reddito.

    Richiedi la tua prima consulenza gratuita

    Detrazioni fiscali 2024

    La Riforma, oltre a ritoccare gli scaglioni Irpef, ha modificato anche l’attuale sistema delle detrazioni fiscali.

    Nello specifico, è prevista una riduzione di 260 euro della detrazione per alcune spese sostenuti dai contribuenti con un reddito superiore a 50.000 euro. La nuova detrazione, però, non è prevista per spese sanitarie.

    Leggi anche: Deduzioni e detrazioni: come guadagnare 14.775 in più l’anno?

    Validità dei nuovi scaglioni Irpef

    Le nuove aliquote saranno in vigore dal 2024. Infatti, è di fondamentale importanza sapere che, le modifiche apportate dalla Riforma Fiscale, non sono una misura strutturale, bensì temporanea. Di conseguenza, i redditi soggetti a Irpef subiranno la nuova tassazione solo per il 2024.

    Dal 2025, salvo conferme o nuove modifiche, gli scaglioni torneranno a quelli attualmente in vigore. 

    Scaglioni Irpef attuali in vigore nel 2023

    Per il 2023, infatti, valgono le regole previste dalla Manovra del 2022. A seguito dell’ultima modifica effettuata dalla Legge 30 dicembre 2021 numero 234, le aliquote vigente per il 2023 sono suddivise in quattro scaglioni:

    • 23% sui redditi fino a 15.000 euro;
    • 25% sui redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro;
    • 35% sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro;
    • 43% sui redditi superiori a 50.000 euro.

    Come per il 2024, anche per il 2023, la Manovra del 2022 è intervenuta rimodulando il sistema delle detrazioni. In entrambi i casi, gli obiettivi, e i beneficiari, sono pressoché identici.

    Obiettivo delle nuove aliquote Irpef

    I nuovi scaglioni Irpef 2024 hanno diversi obiettivi.

    L’obiettivo primario è quello di alleviare l’impatto del vertiginoso aumento dei prezzi e delle materie prime. Nonostante l’inflazione sia diminuita, i prezzi, purtroppo, non sono tornati ai livelli pre aumenti. 

    L’altro obiettivo è quello di semplificare sensibilmente il calcolo delle imposte (finora molto complesso a causa dei diversi livelli di imposte a carico dei contribuenti). 

    Dunque, due motivi molto importanti.

    Beneficiari dei nuovi scaglioni

    Tuttavia, se per l’imprenditore in senso stretto questa revisione potrebbe portare benefici fiscali, se guardiamo il lato puramente aziendale dobbiamo fare delle distinzioni:

    • le sas e le snc beneficeranno della revisione Irpef (a pagare sono i soci);
    • le srl no (a pagare è la società che sconta Ires al 24%).

    Le prime due, sas e snc, beneficieranno, perché sono soggette a tassazione trasparente: i soci scontano Irpef in base alla quota di partecipazione alla società. 

    Le srl, invece, no. La tassazione rimarrà invariata: è la stessa srl a scontare Ires al 24%, mentre i soci saranno soggetti a subire un’imposta del 26% sugli utili distribuiti in base alla propria quota di partecipazione.

    La tassazione, però, non si limiterà solo a queste due aliquote. Infatti, senza un’attenta pianificazione fiscale, erode oltre il 60% dell’utile prodotto (se all’Ires ci aggiungiamo l’Irap, l’Inps e l’imposta sostitutiva sui dividendi).

    Uno strumento, la pianificazione fiscale, che, se utilizzato correttamente, permette di ridurre il 50% delle imposte sulla ricchezza prodotta dall’impresa aumentando la liquidità a disposizione.

    Come Soluzione Tasse, grazie al nostro team di 35 professionisti, tra cui Dottori Commercialisti, Avvocati e Tributaristi, possiamo aiutarti a:

    • attuare una pianificazione fiscale strategica per ridurre il carico fiscale dal 20% al 70%;
    • tutelare il patrimonio aziendale per mettere la propria ricchezza al riparo dai possibili creditori (che possono essere Fornitori, Banche e soprattutto Fisco);
    • ottenere una crescita esponenziale, attraverso gli stessi strumenti che abbiamo usato per creare da zero e in soli 5 anni, un gruppo aziendale che fattura oltre 25 milioni e che abbiamo quotato alla borsa di Milano.

    Compila ora il questionario: 2 minuti del tuo tempo possono cambiare per sempre il tuo futuro fiscale, della tua impresa e della tua famiglia.

    Richiedi la tua prima consulenza gratuita

    Condivi l'articolo