Marchio registrato: come affittarlo alla SRL e prelevare utili senza INPS

Punti chiave marchio registrato

  • Il marchio registrato è un asset immateriale fondamentale per l’ottimizzazione fiscale e la protezione legale del brand.
  • La registrazione offre un’utilizzo esclusivo e previene la copia del marchio da parte di terzi.
  • Affittare il marchio personale alla SRL consente deducibilità fiscale e risparmi significativi sulle tasse.
  • La corretta registrazione richiede una ricerca di anteriorità e il rispetto di requisiti specifici come novità e liceità.
  • La durata di un marchio registrato è di 10 anni, con possibilità di rinnovo illimitato.

L’utilizzo del marchio registrato richiede un’attenta valutazione per sfruttare tutti i vantaggi. Scopri di più nel dettaglio, o chiedi una consulenza gratuita.

Quando l’azienda inizia a produrre utili importanti, sorge puntualmente il solito problema: come estrarre il denaro dalle casse della SRL senza che questo venga cannibalizzato dalla doppia tassazione (IRES + IRPEF) e, soprattutto, dai contributi previdenziali.

Molti, purtroppo ancora oggi, si limitano a utilizzare il compenso amministratore o la distribuzione dei dividendi, subendo una pressione fiscale che può superare il 50%. Esiste, però, un asset immateriale spesso sottovalutato che rientra perfettamente in una strategia di pianificazione fiscale avanzata e legale al 100%: il marchio registrato.

Se possiedi un brand e non lo hai ancora registrato, non stai solo correndo un enorme rischio legale, ma stai letteralmente ignorando tutte le possibilità di ridurre le tasse della SRL e prelevare denaro senza subire una pesante tassazione.

Continua a leggere per scoprire come funziona il marchio registrato e come può diventare un asset strategico per ridurre la tassazione della tua impresa.

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Cos’è il marchio registrato?

Molti considerano il marchio come un semplice elemento grafico o un vezzo di marketing. In realtà, per un’impresa con un fatturato solido, e un utili importante, rappresenta un vero e proprio asset immateriale, capace di generare un flusso finanziario autonomo e parallelo a quello della società.

Il Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005) come scudo societario

A livello normativo, la tutela del marchio è regolata dal D.Lgs. 30/2005 (Codice della Proprietà Industriale). La registrazione attribuisce all’impresa o alla persona fisica l’utilizzo esclusivo del segno distintivo. Questo significa poter impedire legalmente a concorrenti o terzi non autorizzati di copiare, imitare o sfruttare l’identità che hai costruito sul mercato con anni di investimenti.

Ma la vera forza risiede nella sua natura di “bene mobile”: il marchio può essere venduto, concesso in licenza o, appunto, “affittato“.

Marchio denominativo vs figurativo: quale scegliere per massimizzare il valore patrimoniale

La legge italiana riconosce diverse tipologie di segni distintivi, ma per gli obiettivi di un’azienda strutturata le categorie principali sono due:

  • marchio denominativo: è costituito esclusivamente da parole, lettere o numeri (es. il nome puro della tua azienda, indipendentemente dal font o dai colori). Protegge la “forza verbale” del brand;
  • marchio figurativo (o misto): combina elementi grafici, loghi, combinazioni di colori e testo (es. un logo iconico unito al nome).

Scegliere la corretta tipologia in fase di deposito è fondamentale: un errore in questa fase può indebolire la tutela legale e compromettere la successiva perizia commerciale necessaria per lo sfruttamento fiscale.

Perché scegliere la tipologia giusta

Ogni tipologia di segno distintivo risponde a esigenze diverse: c’è chi vuole proteggere un nome facilmente riconoscibile e chi invece punta a rafforzare la propria immagine visiva. La scelta dipende dalla strategia di branding e dal tipo di protezione desiderata.

Il pericolo nascosto del “marchio di fatto” per le aziende strutturate

Alcuni imprenditori evitano la registrazione ufficiale confidando nel cosiddetto marchio di fatto, ovvero la protezione derivante dal semplice uso continuativo del brand nel tempo.

Il rischio del marchio di fatto

Il marchio di fatto offre una tutela estremamente ridotta. In caso di controversia, l’onere della prova spetta interamente a te: dovrai dimostrare con fatture, contratti e rassegne stampa la notorietà del brand. Se un concorrente registra lo stesso nome prima di te presso l’UIBM, rischi di perdere il diritto d’uso del tuo stesso brand e di subire un blocco immediato del business.

Compreso che la protezione legale è il prerequisito fondamentale, vediamo come questo scudo giuridico si trasforma nel più efficiente veicolo di ottimizzazione fiscale per la tua SRL.

Come funziona l’affitto del marchio registrato alla SRL: la triangolazione perfetta della pianificazione fiscale

La strategia fiscale si basa su un principio lineare e pienamente conforme alle normative vigenti: la separazione tra la proprietà intellettuale e la gestione operativa.

L’imprenditore, come persona fisica, registra il marchio a proprio nome e successivamente stipula un contratto di licenza d’uso (affitto del marchio) in esclusiva o non esclusiva alla propria SRL operativa. La SRL, per poter utilizzare il brand sui propri prodotti, servizi e canali di marketing, si impegna a pagare al proprietario un corrispettivo periodico: le royalties.

Questo meccanismo genera vantaggi competitivi e fiscali sia per la SRL che per il socio imprenditore.

Deducibilità IRES/IRAP per la SRL e abbattimento dell’imponibile

Per la SRL che paga le royalties, il costo sostenuto è interamente deducibile per competenza dal reddito d’impresa. Questo significa che ogni euro versato come royalty riduce l’utile imponibile della società, abbattendo l’IRES (24%).

Tassazione delle royalties ed esenzione totale dai contributi INPS

Quanto all’imprenditore come persona fisica, i redditi derivanti dall’affitto del marchio godono di un regime di favore unico: zero contributi INPS.

Sulle somme – erogate sotto forma di royalties sul marchio – non si applica la contribuzione previdenziale. Si tratta di un risparmio netto immediato che può variare dal 24% al 33% rispetto a un normale compenso amministratore.

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Come si registra il marchio: la procedura legale e i costi per registrarlo e blindarlo all’UIBM

Perché questa strategia sia inattaccabile di fronte all’Agenzia delle Entrate, la procedura di registrazione deve essere eseguita perfettamente. Non basta compilare un modulo ma va seguito un iter stabilito.

La ricerca di anteriorità per evitare contestazioni fiscali e legali

Il primo passo operativo è la ricerca di anteriorità. Si tratta di un’analisi approfondita all’interno delle banche dati italiane (UIBM), europee (EUIPO) e internazionali (WIPO) per verificare che non esistano marchi identici o simili già depositati nella tua stessa categoria di business (Classi di Nizza).

Se non effettua la ricerca di anteriorità esponi il marchio al rischio di opposizioni legali, rigetto della domanda e, nello scenario peggiore, ad accuse di violazione della proprietà intellettuale altrui.

Requisiti di validità: novità, capacità distintiva e liceità

Per essere accolto dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, il marchio deve rispettare tre requisiti:

  1. novità: non deve essere confondibile con segni già esistenti sul mercato;
  2. capacità distintiva: deve permettere al consumatore di identificare chiaramente i tuoi prodotti/servizi rispetto a quelli della concorrenza (non può essere un nome generico, es. non puoi registrare “Scarpe” se vendi calzature);
  3. liceità: non deve essere contrario alla legge, all’ordine pubblico, al buon costume o indurre in inganno il consumatore sulla provenienza geografica o sulla qualità del bene.

Costi e tasse di registrazione UIBM: l’investimento iniziale

Per ottenere la tutela del marchio devi versare delle tasse fisse governative:

  • tasse di concessione governativa (UIBM): 101,00 € (comprensivi della prima Classe di Nizza);
  • lettera d’incarico / Diritti di segreteria: 40,00 €;
  • imposta di bollo: 16,00 €;
  • classi di Nizza aggiuntive: 34,00 € per ogni classe oltre la prima (necessarie se l’azienda opera in più settori merceologici).

Fonte dati: Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Una volta completato l’iter e superato il periodo di opposizione (3 mesi dalla pubblicazione), il marchio ha una durata di 10 anni a partire dalla data di deposito ed è rinnovabile all’infinito ogni decennio.

Come implementare la strategia del marchio registrato e delle royalties senza rischiare accertamenti dell’Agenzia delle Entrate

L’affitto del marchio alla SRL è uno strumento straordinario di pianificazione fiscale strategica. Tuttavia, proprio per la sua efficacia è costantemente sotto la lente d’ingrandimento del fisco. L’Agenzia delle Entrate contesta regolarmente le operazioni in cui il valore delle royalties è palesemente gonfiato al solo scopo di eludere le tasse (configurando l’abuso di diritto).

Per blindare l’operazione sono necessari tre elementi tassativi:

  • perizia di stima giurata: il valore della percentuale di royalty deve essere stabilito da un perito professionista attraverso metodi di calcolo economico riconosciuti (es. metodo dei tassi di royalty comparabili o dei flussi di cassa attualizzati);
  • inerenza all’attività: il marchio deve essere effettivamente utilizzato dalla SRL per produrre ricavi.

In Soluzione Tasse non ci limitiamo alla consulenza tradizionale. Sviluppiamo un protocollo completo che unisce la protezione legale del brand alla massima efficienza fiscale, calcolando il valore reale del tuo asset per garantirti un risparmio monetario compreso tra il 20% e il 70% in totale sicurezza.

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FAQ marchio registrato: le risposte alle tue domande

Come verificare se un marchio è registrato?

Per verificare se un marchio è già registrato è necessario effettuare la ricerca di anteriorità che ti permette di controllare se esiste o meno uno stesso brand sul mercato in cui opera la tua azienda.

Perché è importante registrare un marchio?

È fondamentale per ottenere la tutela legale del proprio brand, il diritto esclusivo di utilizzarlo, impedendo ad altri di copiarlo o utilizzarlo senza il tuo consenso, e beneficiare di importanti vantaggi fiscali.

Qual è la differenza tra marchio registrato e marchio non registrato?

Un marchio registrato ti garantisce tutela legale, diritto esclusivo di utilizzo e vantaggi fiscali. Al contrario, un marchio non registrato non offre alcuna protezione legale né benefici fiscali.

Qual è la durata di un marchio registrato?

La durata di un marchio registrato è di 10 anni a partire dalla data di deposito della domanda presso l’ente preposto. Tuttavia, non esiste un limite massimo di rinnovi: alla scadenza, il titolare può rinnovarlo ogni 10 anni, mantenendo così i diritti di esclusiva sull’uso del segno distintivo all’infinito.

Che vuol dire marchio registrato?

Il marchio registrato è un segno distintivo che, grazie alla registrazione, ottiene tutela legale. Permette a un’impresa di proteggere il proprio nome, logo o simbolo da utilizzi non autorizzati da parte di terzi.

Quando un marchio è registrato?

Un marchio è registrato quando l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o l’ente europeo/internazionale competente accetta la domanda e lo inserisce nei registri ufficiali.

Quali requisiti deve avere un marchio per poter essere registrato?

Per ottenere un marchio registrato, il segno deve essere distintivo, nuovo, lecito, non ingannevole e non confondibile con marchi già esistenti.

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