Partecipazione utili srl: proporzionale o non proporzionale?

di Redazione Soluzione Tasse
8 Set, 2022
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    Nelle società di capitali, in questo caso nella srl, i diritti dei soci sono regolati dal principio della proporzionalità sulla base al valore delle quote possedute o i conferimenti eseguiti. Tuttavia, queste disposizioni possono essere modificate e può essere stabilito un criterio differente di partecipazione agli utili della srl. Vediamo come.

    Partecipazione socio srl: proporzionale o non proporzionale?

    L’attribuzione dei diritti ai soci è regolata dal principio di proporzionalità tenuto conto delle quote di partecipazione di ognuno di essi. L’articolo 2346 del Codice Civile, infatti, afferma che ciascun socio di una spa partecipa alla società tenuto conto della quota di capitale sottoscritta, salvo diversa assegnazione prevista dallo statuto.

    La regola non vale solo per i soci delle spa, ma anche per quelli delle srl. Il secondo comma dell’articolo 2468 del Codice Civile, infatti, stabilisce che, se l’atto costitutivo della srl non prevede disposizioni diverse, le partecipazioni dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento. 

    Considerato che, “se l’atto costitutivo non prevede diversamente”, come stabilito dall’articolo predetto, è possibile modificare la previsione generale come nelle spa, anche nelle srl, modificando lo statuto. Conseguentemente, passare da un meccanismo di proporzionalità ad uno di non proporzionalità, definendo in maniera differente anche la partecipazione agli utili.

    Il meccanismo della non proporzionalità può essere applicato per:

    • l’assegnazione delle partecipazioni o delle azioni (rispetto al conferimento eseguito);
    • l’attribuzione di diritti sociali rispetto alla percentuale del capitale posseduto.

    Assegnazione non proporzionale: ci sono dei limiti?

    L’assegnazione non proporzionale si scontra però con alcuni limiti. Ciò significa che non può essere sempre applicata, ma devono essere rispettate determinate condizioni. Infatti, se si opta per l’assegnazione non proporzionale, in misura diversa rispetto al capitale conferito, la restante parte delle quote deve essere assorbita dall’altro socio

    Facendo un esempio su una srl con due soci con l’assegnazione proporzionale lo scenario si presenta nel seguente modo:

    • socio A conferisce il 15%, riceve una quota pari al 15% del capitale sociale;
    • socio B conferisce il 85%, riceve una quota pari al 85% nel capitale sociale;

    Alla luce di quanto detto sopra, è possibile invece procedere a un assegnazione non proporzionale al capitale conferito. Rifacendoci sempre all’esempio di prima, lo scenario cambierebbe e avremmo il seguente:

    • socio A che ha conferito il 15% riceva una quota di un valore nominale pari al 70% del capitale;
    • socio B che ha conferito l’85% riceve una quota che rappresenti solo il 30% del capitale.

    In questo modo, i cambiamenti non ci sarebbero soltanto dal punto di vista prettamente numerico ma anche relativamente ai diritti e altro che vedremo di seguito.

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    Assegnazione dei diritti non proporzionali: quando e come è possibile?

    Dunque, l’assegnazione delle quote può avvenire in maniera proporzionale o non proporzionale. Questa scelta può essere fatta in tre momenti distinti della vita dell’azienda. 

    L’assegnazione non proporzionale, infatti, può essere stabilita:

    • al momento della costituzione
    • oppure successivamente 
    • o ancora nel momento in cui si decide di aumentare il capitale sociale della srl.

    Se hai già costituito una srl, non vi è alcun problema, potrai sempre optare per la non proporzionalità dei diritti.

    Diritti proporzionali: perché modificare?

    Alla luce di tutto ciò, perché modificare i diritti e attribuirli in maniera non proporzionale? Le motivazioni potrebbero essere tante e molto spesso anche variegate. Una fra tutti potrebbe essere la seguente:

    • ci sono alcuni soci che, oltre all’apporto di denaro per ricevere una quota nella srl, eseguono anche altri lavori che non rispondo a quelli previsti dalla legge al momento della costituzione.

    Leggi anche: Prestazioni accessorie soci SRL: funzionamento e fiscalità

    Altre volte si utilizza questo metodo per premiare una figura che più si è distinta tra gli altri. Un esempio potrebbe essere un amministratore che si occupa di altre mansioni aumentando la propria responsabilità.

    Quali sono i diritti non proporzionali nella SRL?

    I diritti che possono essere attribuiti in maniera non proporzionale non sono tutti, ma solo alcuni di questi. Infatti, possono essere attribuiti in maniera non proporzionale il diritto di: 

    • ottenere una percentuale dell’utile indipendente dalla quota di partecipazione;
    • ricevere un importo fisso dall’utile realizzato dalla srl;
    • ottenere una quota dell’utile in prededuzione.

    Leggi anche: Distribuzione utili srl: come evitare di pagare la ritenuta del 26% e metterli al sicuro

    Sempre restando in tema di utili, vi sono alcuni limiti che possono essere posti da alcuni soci verso altri soci. Infatti, attraverso un patto parasociale, i soci, possono decidere di escludere altri soci dalla partecipazione all’utile o alle perdite. 

    Distribuire gli utili: si o no?

    Distribuire gli utili, tuttavia, non è la soluzione migliore per premiare qualcuno o per far disperdere denaro all’azienda. La distribuzione degli utili, purtroppo, è costosa. Questo succede perché al 26% di ritenuta sugli utili distribuiti si aggiunge anche la tassazione Ires che lo stesso utile ha subito precedentemente. Un doppia tassazione che non fa bene a nessuno, azienda, imprenditore e soci. 

    Ogni srl deve avere come obiettivo quello di ridurre il peso del Fisco, e distribuire gli utili si discosta da questo obiettivo. Anche perché ci sono una serie di strumenti, tutti contemplati dal nostro sistema tributario, che possono evitare di utilizzare questo metodo.

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