Partita Iva e lavoro dipendente: quando sono compatibili?

Settembre 23, 2020 | in
partita iva e lavoro dipendente

Scegliere di avere doppio reddito significa voler migliorare la propria condizione economica. Oppure coltivare semplicemente la propria passione – e perché no? Anche guadagnarci.

 

Se ti stai chiedendo “ho la partita iva posso essere assunto come dipendente?” sappi che partita Iva e lavoro dipendente non sono sempre compatibili: solo in alcune condizioni possono coesistere. Tra l’altro, bisogna fare le dovute distinzioni, ad esempio, tra dipendenti pubblici e dipendenti privati.

 

Partita Iva e lavoro dipendente privato: sono compatibili?


Nel canale ufficiale Facebook di Soluzione Tasse, ogni giorno, ci arrivano domande di ogni genere: dalle tasse alla pianificazione fiscale. Tra le tante, quella ci è pervenuta negli ultimi giorni è questa:

 

l’apertura della partita Iva, per svolgere un’attività professionale o d’impresa, e lavoro dipendente sono compatibili tra di loro?

 

Come detto, la prima cosa da fare è distinguere nettamente i dipendenti pubblici con i dipendenti privati: la normativa è diversa. La distinzione viene fatta poiché la regolamentazione è totalmente diversa, sia per quanto riguarda gli aspetti giuridici, fiscali e previdenziali. 

 

Per quanto riguarda i dipendenti privati, qualora volessero iniziare l’esercizio di attività d’impresa o professionale, non ci sono problemi significativi di compatibilità. L’unico vincolo è che non vi deve essere concorrenza tra le due attività svolte.

 

Tant’è che l’art. 2105 del codice civile pone come vincolo proprio questo: l’obbligo di fedeltà. Viene stabilito che, il dipendente, non deve avviare un’attività che sia in concorrenza con l’imprenditore che l’ha assunto. 

 

Non deve, inoltre, divulgare notizie relativi all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa o usarli per trarne profitto. Il dipendente, infatti, che viola l’obbligo di fedeltà sancito dal predetto articolo può essere licenziato per giusta causa.

 

Una cosa che ci sentiamo di consigliare, anche se non vi sussiste alcun obbligo di legge, sarebbe regola di buona convivenza, è quello di informare l’imprenditore di informarlo dell’attività che si vuole andare ad aprire. 

 

Partita Iva e lavoro dipendente pubblico: sono compatibili?

 

Se si tratta di dipendente pubblico, invece, la situazione cambia e viene resa molto più complicata. La regola alla base di tutto stabilisce che il dipendente pubblico deve lavorare esclusivamente per la Pubblica Amministrazione (PA) che l’ha assunto.

 

Questa è la regola base. Poi ci sono delle eccezioni come, ad esempio, il professore o docente scolastico che può anche svolgere la professione oppure il dipendente pubblico che ha un contratto part time (orario inferiore al 50% rispetto al tempo pieno). 

 

Violare sia la norma base o anche le eccezioni, può costare molto caro al dipendente pubblico. Infatti può essere sollevato dall’incarico per giusta causa. Tuttavia, su autorizzazione della PA, per la quale lavora, può svolgere altri tipi di incarico.

 

Per ottenere l’autorizzazione devono sussistere determinate condizioni, quali:

 

l’incarico deve essere temporaneo o occasionale;

 

l’incarico non deve essere in conflitto con gli interessi dell’amministrazione e con il principio del buon andamento della PA;

 

l’incarico deve essere compatibile per non pregiudicare il regolare svolgimento dell’operato in PA.

 

Tornando ai dipendenti part time (orario inferiore al 50% rispetto al tempo pieno) possono essere assunti per svolgere altra attività (ovviamente non nella PA) oppure esercitare attività d’impresa solo se, tale attività, non entri in conflitto con l’attività di servizio del dipendente.

 

Quelli a tempo parziale, inferiore al 50%, invece, non possono avere incarichi su disposizione della PA, né partecipare a controversie dove è coinvolta la PA. 

 

Fisco e previdenza: come devono essere gestiti?

 

Fisco. Non sussiste alcun vincolo reddituale. L’unico vincolo è procedere alla dichiarazione, mediante modello PF, di entrambi i redditi e versamenti delle relative imposte.

 

In merito al regime forfettario, non è possibile accedervi se il dipendente ha un reddito nell’anno precedente superiore a 30.000 euro.

 

Previdenza. Qua dobbiamo fare un distinguo:

 

– dipendente che esercita attività d’impresa, iscrizione alla gestione 

artigiani e commercianti (IVS). Se il lavoro dipendente rappresenta attività prevalente (tempo e reddito) in confronto all’attività d’impresa non deve necessariamente iscriversi.

 

– dipendente che esercita attività di lavoro autonomo, iscrizione Gestione separata INPS e contributi da versare commisurati al reddito prodotto. Se l’attività di lavoro autonomo riguarda l’iscrizione ad un albo professionale non è necessario iscriversi alla casa di riferimento (previa comunicazione per valutare caso per caso).

Approfondisci anche: Da dipendente a partita IVA, 5 consigli per trasformare il lavoro

La situazione non è semplice, ma nemmeno tanto complessa. Prima di scelte affrettare è consigliabile farsi affiancare da un professionista che sia in grado di stabilire non solo se puoi o non puoi avviare la tua attività imprenditoriale, ma soprattutto come. 

 

Nel nostro ordinamento ci sono varie forme giuridiche: ognuna ha le proprie caratteristiche e da qui si decidi il destino del business e la relativa tassazione. 

 

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