Patent Box: cos’è e come funziona?

Luglio 8, 2020 | in
patent box

Innovare, investire in attività di Ricerca e Sviluppo e avviare un processo di trasformazione digitale sono i fattori chiave del successo di un’azienda.

Oggi, tutto questo è possibile grazie ad incredibile incentivo fornito direttamente dallo Stato: il Patent box, regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo, diretto o indiretto, di determinati beni immateriali che adesso andremo a vedere.

 

Patent Box cos’è

Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione per tutti quei redditi la cui determinazione dipende dall’utilizzo di un software, il quale risulta essere protetto da copyright, di brevetti industriali, di disegni e modelli, ma anche di processi, informazioni derivanti dall’esperienza acquisita sul campo industriale commerciale o scientifico che siano giuridicamente tutelabili.

Tale regime è stato introdotto dalla Legge di Stabilità del 2015 e, successivamente, rivisto prima dalla Legge di Stabilità 2016 e poi dal decreto del 28 novembre 2017.

L’obiettivo è quello di attrarre maggiori investimenti nazionali ed esteri, a lungo termine, tutelando, nel mentre, la base imponibile italiana, poiché:

  • tende a favorire l’investimento in R&S;
  • stimola il mantenimento dei beni immateriali in Italia;
  • stimola la collocazione dei immateriali detenuti all’estero, in Italia.

Secondo lo studio di Accenture research, in termini di ricavi, c’è un abisso tra le aziende che adottano tecnologia digitale e tra coloro che sono ancorate alla tradizione. Lo studio, infatti, ha rilevato che, il 10% delle aziende che hanno investito e stanno continuando a investire in innovazione, hanno aumentato i propri ricavi di almeno il doppio rispetto al 25% delle aziende restie all’utilizzo delle nuove tecnologie.

 

Le aziende, nel 2020 e post Covid-19 ancor di più, non devono semplicemente ridurre i costi e aspettare che la tempesta finisca. Devono investire in innovazione e ricerca in modo tale da introdurre, ad esempio, nuove modalità di prestazioni digitali che possano  soddisfare le nuove aspettative dei clienti.

 

Purtroppo non c’è solo una sorta di diffidenza verso la digitalizzazione ma molti imprenditori non vogliono investire cospicui denari. 

 

Quanti sanno che possono digitalizzare la propria azienda e ridurre la pressione fiscale sulla propria attività, per evitare che, una buona fetta degli utili della società , finiscono direttamente nelle casse dello Stato, grazie ad strumento di pianificazione strategica come il Patent Box

 

Probabilmente  pochi. 

 

Il Patent Box, nato nel 2015, è un regime opzionale di tassazione dei redditi derivanti dall’utilizzo di brevetti industriali, opere dell’ingegno, marchi, modelli, disegni, processi, formule ed esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

 

Si tratta di una magnifica agevolazione fiscale che – tutte le imprese che possiedono proprietà intellettuali e beni immateriali – possono sfruttare per abbattere il carico fiscale.

 

L’agevolazione ha come obiettivo quello di rendere l’Italia più attrattiva per gli investimenti, sia nazionali che esteri, purché le tasse vengono pagate nel nostro paese. Infatti incentiva:

 

– la sistemazione in Italia dei beni immateriali (marchi o brevetti) detenuti al momento all’estero da imprese italiane o estere;

– la custodia dei beni immateriali in Italia per evitare che venghino portati all’estero;

– l’investimento in attività di ricerca e sviluppo.

 

Patent Box: chi può aderire

 

Possono beneficiare del Patent Box tutti i titolari di reddito d’impresa che esercitano attività di ricerca e sviluppo indipendentemente sia dal tipo di contabilità adottata dalla propria attività e dal titolo giuridico con cui avviene l’utilizzo dei beni. 

Il regime di Patent Box è rivolto si soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla dimensione quali:

  • ditte individuali;
  • società di persona;
  • società di capitali;
  • enti pubblici e privati.

Non possono aderire al Patent Box:

  • lavoratori autonomi;
  • soggetti titolari di reddito determinato forfettariamente;
  • società in amministrazione straordinaria, in liquidazione e fallite.

Questi soggetti devono svolgere attività di ricerca e sviluppo destinata alla realizzazione di beni immateriali; realizzazione che può avvenire sia all’interno dell’impresa stessa che attraverso contratti di ricerca precedentemente stipulati con università o enti di ricerca e organismi equiparati. Quindi società diverse da quelle che controllano in maniera diretta o indiretta l’impresa stessa.

L’utilizzo può avvenire, infatti, anche attraverso contratti di ricerca stipulati con università o enti di ricerca e organismi equiparati, finalizzate alla produzione di beni immateriali e proprietà intellettuali (c.d. “intangible assets” o “IPs”).

 

Nell’agevolazione rientrano i redditi derivanti dallo sfruttamento delle:

 

– opere dell’ingegno, brevetti industriali per invenzioni, marchi, disegni, modelli ed esperienze tecnico-industriali che contengono informazioni degne di tutela e giuridicamente rilevanti

 

Come se stessimo di fronte ad una cassetta dei brevetti che, per le aziende in grado di sfruttarla e proprietari di proprietà intellettuali e beni immateriali, rappresenterà una magnifica agevolazione fiscale.

 

Patent Box come funziona

 

Il regime di Patent Box 2020 deve essere esercitato all’interno della dichiarazione dei redditi. L’agevolazione, dalla durata pari a 5 periodi d’imposta, è irrevocabile ed è rinnovabile.

Consente di escludere dalla base imponibile, sulla quale verranno applicate le imposte sui redditi e Irap, una parte del reddito derivante dall’utilizzo (diretto o indiretto) dei beni immateriali.

 

Può essere esclusa dalla base imponibile una quota pari 50% dei redditi derivanti dall’utilizzo di determinati beni immateriali o dalla cessione degli stessi beni immateriali se il 90% del ricavo viene poi reinvestito nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali. 

 

Andando più nei dettagli, il regime di Patent Box ha come oggetto i redditi ricavati dall’utilizzo di:

 

  • – software protetto da copyright;
  • – brevetti industriali concessi o in corso di concessione (i brevetti per invenzione e i relativi certificati complementari di protezione, brevetti per modello d’utilità, i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti a semiconduttori);
  • – marchi di impresa, i marchi collettivi, registrati o in corso di registrazione;
  • – disegni e modelli, giuridicamente tutelabili;
  • – informazioni aziendali e di esperienze tecnico giuridicamente tutelabili;

 

Quello che molti imprenditori non sanno sul Patent Box

 

La pressione fiscale è uno dei problemi più grossi del nostro Paese. Tanti sono gli imprenditori che – impauriti dalle imposte sui redditi – utilizzano escamotage illegali o società offshore per riuscire a risparmiare qualche euro. Consci, però, di mettersi in posizione pericolosa nei confronti del Fisco.  

 

Evadere – a parte essere un reato – è una soluzione che attenua il problema nel breve periodo per poi riproporre dopo (ai controlli dell’Agenzia delle Entrate nulla sfugge). Conoscere la normativa, tutte le opportunità messe a disposizione dello Stato eadattarle alla propria realtà imprenditoriale, è la via da seguire.

 

Un buon imprenditore non può concentrarsi solo sul fatturato della propria impresa, trascurando l’aspetto fiscale e ricordarsi di questo solo quando il commercialista di turno invia il modello F24. Un buon imprenditore deve, quantomeno nel limite del possibile, conoscere la normativa fiscale.

 

É fondamentale, per chi fa impresa, conoscere tutte le opportunità necessari per imbastire una strategia fiscale che sia inattaccabile dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza. 

 

Ad esempio, non tutti sanno dell’utilizzo non solo del Patent Box ma anche delle agevolazioni Iva sugli ebook.. O meglio, probabilmente pochissimi sanno che, le azienda che hanno come core business la formazione, sugli ebook hanno la possibilità di risparmiare un sacco di denaro (-18 punti percentuali non è poco visto che è al 4% l’aliquota).

 

Quanti sanno che possono utilizzare il Marchio, non solo per distinguere la tua impresa dalle altri presenti sul mercato, ma soprattutto per ridurre le tasse e guadagnare attraverso le royalties?

 

Utilizzare le royalties significa rendere quei guadagni redditi diversi da quelli dell’impresa e beneficiare di una tassazione agevolata. Pochi sanno, infatti, che le royalties sul marchio sono parzialmente detassate (non si pagano i contributi Inps) e, di conseguenza, si abbase l’imponibile fiscale sulla quale si applicherà l’Ires al 24%. 

 

Il successo, come la riduzione delle tasse, dipendono dalle scelte che fai e dagli strumenti che utilizzi. Se stai pagando molte tasse probabilmente la colpa non è solo della tassazione elevata, ma anche del mancato utilizzo di questi strumenti.

 

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