Pianificazione fiscale aggressiva: come evitarla riducendo ugualmente le tasse

Marzo 31, 2021 | in
Pianificazione fiscale aggressiva

La pianificazione fiscale aggressiva consiste nella riduzione delle imposte a debito attraverso operazioni che, anche se possono sembrare lecite, si contrastano con lo scopo delle norme.

 

Se le imposte a debito sono un problema, evitarle tramite pratiche scorrette può costare davvero caro. Evita conseguenze negative e utilizza la giusta strategia per abbattere il peso del Fisco.

 

Pianificazione fiscale aggressiva e internazionalizzazione: un fenomeno sempre in crescita

 

Lo sviluppo del mercato internazionale ha spinto migliaia di imprenditori ad affacciarsi verso mercati che vanno oltre quello casalingo (italiano per intenderci). La voglia di aumentare i fatturati, infatti, ha visto incrementare sempre più il fenomeno dell’internazionalizzazione d’impresa.

 

Ma il vero motivo non è questo. Ciò che spinge l’imprenditore a internazionalizzarsi riguarda la continua ricerca di condizioni economiche favorevoli in altri Paesi, rispetto a quello italiano, per ridurre i propri costi e pagare meno tasse (componente determinante per il bilancio aziendale).

 

Leggi anche: Internazionalizzazione d’impresa: come andare all’estero senza incorrere in rischi e annullando l’impatto del Fisco

 

Molti Stati, per accrescere l’arrivo di capitali stranieri, infatti, hanno avviato un una competizione fiscale: a vincere sarà chi riuscirà ad offrire condizioni migliori di tassazione alle imprese.

 

Proprio per questo, le imprese hanno avviato processi di internazionalizzazione per spingere l’attività economica all’estero per utilizzare strumenti utili per abbattere il carico fiscale.

 

Niente di più sbagliato, perché rappresenta un vera opportunità. Il problema è quando, invece, l’internazionalizzazione d’impresa si trasforma in pianificazione fiscale aggressiva dando vita a pratiche di evasione o di elusione fiscale internazionale.

 

Ed è questo il momento in cui che devi preoccuparti.

 

Pianificazione fiscale aggressiva: cos’è?

 

Con la crescente globalizzazione si è badato più ad accrescere l’arrivo di capitali stranieri senza porre alcun spazio alla disciplina la tematica fiscale. In altre parole, si sono creati buchi normativi che le imprese sfruttano, ingari poi delle conseguenze negative alle quali vanno incontro. 

 

La pianificazione fiscale consiste nello sfruttamento delle lacune esistenti nei vari

sistemi fiscali per abbattere le imposte a debito il più possibile, dando luogo, a volte, anche a pericoli di doppia imposizione  o a doppie deduzioni.

 

Leggi anche: Residenza fiscale: Come difendersi dall’esterovestizione

 

Insomma, parliamo di una fenomeno, che mira ad eliminare o ridurre il livello di imposizione sul reddito, grazie al trasferimento della parte imponibile da Paesi con fiscalità più alta verso Paesi famosi per un’imposizione fiscale più bassa

 

Sfruttando, ovviamente, le numerose lacune normative dei vari Stati. 

 

Attento a…!?

 

Lo spostamento del reddito imponibile effettuato per non pagare l’imposta a debito (probabilmente alta) può dar vita a due condotte illecite che rientrano nel campo della pianificazione fiscale aggressiva.

 

Ma quali sono le due condotte?

 

Evasione fiscale: quando la pianificazione fiscale è attuata in maniera errata e per violare precise norme previste dai diversi sistemi fiscali.

 

Elusione fiscale: quando pianificazione fiscale pur non violando le norme, utilizza artifizi diversi per eludere le disposizioni normative e raggiungere un obiettivo diverso da quello stabilito dalla legge. 

 

Ciò cosa significa?

 

La corretta pianificazione fiscale deve, non soltanto esser conforme alla disciplina normativa, ma anche rispettarne lo scopo. Se riduci le tasse, seguendo la disciplina fiscale e rispetti la finalità, nessuno mai ti potrà dire di aver sbagliato.

 

3 condizioni ti dicono sei stai attuando una pianificazione fiscale aggressiva

 

La pianificazione fiscale aggressiva si basa sulla presenza di 3 condizioni:

 

  • sfruttamento delle disparità tra i diversi sistemi fiscali per ottenere un indebito vantaggio sulla tassazione;
  • difformità tra luogo di produzione e luogo di tassazione;
  • doppia non imposizione (reddito non tassato né nello Stato della fonte, né in quello di residenza).

 

Il problema della pianificazione fiscale aggressiva è che non viola nessuna norma scritta dai dettati tributari dei vari Paesi. Mina, però, gli interessi erariali degli Stati coinvolti gravando sui contribuenti che si trovano a dover pagare per gli altri.

 

2 fenomeni non evasivi se applicati bene

 

Combattere la pianificazione fiscale aggressiva è fondamentale per garantire entrate fiscali a favore delle casse dello Stato e assicurare un’equa ripartizione degli oneri ed evitare la distorsione della concorrenza tra imprese.

 

La pianificazione fiscale nazionale o internazionale, al contempo, non è evasione. Può diventare evasione quando non si utilizzano gli strumenti giusti.

 

Leggi anche: Pianificazione fiscale strategica e Evasione: qual è la differenza?

 

Pensare di andare all’estero per sfruttare le lacune esistenti nei vari sistemi fiscali, non è semplice: cadere tra le complessità normative è facile e, anche un minimo errore, potrebbe costare veramente caro.

 

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