Punti chiave prestazioni accessorie SRL
- Le prestazioni accessorie permettono ai soci di una SRL di prelevare liquidità senza subire doppia imposizione fiscale.
- Queste prestazioni consistono in attività specifiche svolte dai soci, utili per la società, e devono essere chiaramente definite nello Statuto.
- I compensi per prestazioni accessorie sono deducibili dal reddito della SRL, riducendo l’imponibile fiscale e evitando costi aggiuntivi per i soci.
- È fondamentale rispettare requisiti legali, come la specifica del servizio e la congruità economica, per evitare contestazioni fiscali.
- Le prestazioni accessorie offrono vantaggi rispetto ai dividendi, consentendo un prelievo più favorevole a livello fiscale.
Ecco come funzionano le prestazioni accessorie. Scopri di più nel dettaglio, o richiedi una prima consulenza gratuita.
Le prestazioni accessorie rappresentano uno degli strumenti più efficaci per trasferire liquidità ai soci della SRL in modo trasparente ed efficiente, eliminando il peso della doppia imposizione e mantenendo la tua azienda finanziariamente snella.
In qualità di socio, come porti i soldi incassati dalla tua azienda sul tuo conto personale senza regalare metà del margine al Fisco? Distribuisci gli utili (subendo circa il 46% di tassazione)? Oppure prelevi compensi come amministratore? Senza contare che non tutti i soci operativi ricoprono la carica di amministratore.
Per prelevare denaro dalla SRL esiste una terza via, prevista direttamente dall’articolo 2345 del Codice Civile: le prestazioni accessorie. Se strutturate con rigore, ti permettono di dedurre integralmente il costo dal reddito della SRL, remunerare il socio con cadenza periodica e, in base alla natura della prestazione, azzerare l’impatto dei contributi alla Gestione Separata INPS.
Ma cosa sono esattamente le prestazioni accessorie? Come si applicano nella pratica e quali vantaggi fiscali offrono ai soci?
Continua a leggere, in questa guida vediamo cosa sono, come applicarle alla tua realtà aziendale e come blindarle per evitare qualsiasi contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Oppure, chiedi ora una consulenza gratuita.
Perché sfruttare le prestazioni accessorie per pagare i soci?
- Cosa sono le prestazioni accessorie
- Quando conviene usare le prestazioni accessorie
- Come funzionano in pratica le prestazioni accessorie
- Quali contributi si applicano sulle prestazioni accessorie: la circolare 45/2018
- Come vengono tassate le prestazioni accessorie
- Deducibilità prestazioni accessorie SRL
- Come usarle correttamente: requisiti obbligatori per attivare le prestazioni accessorie
- I segnali di rischio per l’Agenzia delle Entrate
- La tua SRL sta sfruttando questo vantaggio?
- FAQ prestazioni accessorie soci SRL: le risposte alle tue domande
Cosa sono le prestazioni accessorie
Le prestazioni accessorie consistono in attività lavorative od operative che i soci svolgono in modo continuativo a favore della SRL, affiancandole al semplice versamento del capitale sociale. Invece di limitarti a possedere le quote, ti impegni tramite lo Statuto a fornire un servizio specifico (come la gestione commerciale, la direzione tecnica o la supervisione di progetti).
Si differenziano dal:
- lavoro dipendente: con le prestazioni non c’è subordinazione;
- compenso amministratore: con le prestazioni non c’è responsabilità gestoria diretta verso terzi.
Quando conviene usare le prestazioni accessorie
Uno dei limiti della SRL è quello imposto dall’articolo 2433 del Codice Civile: non puoi prelevare dividendi se non ci sono utili realmente conseguiti e approvati a bilancio.
Con le prestazioni accessorie superi questo ostacolo in modo del tutto legale. La società, in pratica, ti sta pagando per un’attività operativa concreta e tracciabile che svolgi ogni giorno per far crescere il business. Non ti sta pagando un dividendo per il capitale che hai investito, né ti sta dando un compenso per la gestione della società (come farebbe per un amministratore).
Esempi di come trasformare il lavoro in compenso
Ecco come puoi tradurre l’operatività dei soci in prestazioni accessorie deducibili:
- socio ingegnere o tecnico: viene remunerato per la direzione dei cantieri, il coordinamento della sicurezza o la supervisione dei progetti;
- socio commerciale: incassa un compenso accessorio per la gestione diretta dei Key Account o il coordinamento della rete vendita aziendale;
- socio informatico: percepisce un compenso per lo sviluppo del software proprietario o la gestione dell’infrastruttura IT della SRL.
Come funzionano in pratica le prestazioni accessorie
Il meccanismo delle prestazioni accessorie crea un circuito finanziario estremamente efficiente tra te e la tua azienda.
Il flusso del valore
Ecco come funzionano nella pratica reale in azienda:
- svolgimento dell’attività: oltre a detenere le tue quote, svolgi un servizio specifico definito nello Statuto della SRL (esempio direzione commerciale), portando un valore operativo misurabile;
- erogazione del compenso: la SRL ti paga per l’attività svolta. A differenza del dividendo, questo denaro esce dalle casse aziendali prima che si formi l’utile tassabile.
In questo modo:
- la tua società riceve il servizio ed ero un compenso. Registra il relativo compenso come costo d’impresa deducibile riducendo l’imponibile fiscale;
- tu come socio, se sei già iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani per la tua attività d’impresa, su questo compenso paghi l’IRPEF personale, evitando di dover versare la Gestione Separata INPS.
Quali contributi si applicano sulle prestazioni accessorie: la circolare 45/2018
Un aspetto fondamentale riguarda proprio la contribuzione previdenziale. L’INPS, con la Circolare n. 45 del 2018, ha confermato che i compensi erogati per prestazioni accessorie non sono assoggettati all’obbligo di iscrizione e versamento alla Gestione Separata, a patto che il socio sia già coperto da un’altra gestione previdenziale obbligatoria legata all’attività d’impresa.
Condizioni da rispettare
L’esenzione dalla Gestione Separata, infatti, è valida solo se il reddito derivante dalla prestazione viene attratto:
- dalla Gestione Artigiani o Commercianti INPS a cui sei già iscritto,
- oppure da una Cassa di previdenza professionale autonoma a cui appartieni.
Come vengono tassate le prestazioni accessorie
Oltre all’aspetto contributivo – di primaria importanza – ciò che devi conoscere bene è anche il regime fiscale delle prestazioni accessorie (per evitare sorprese sgradevoli quando fai la tua dichiarazione personale).
Tassazione socio
Le prestazioni accessorie sono tassate come redditi di lavoro dipendente o assimilati: su queste somme applicherai l’IRPEF con le aliquote progressive a scaglioni (dal 23% al 43%).
Da socio potresti chiederti: “Se sul compenso pago l’IRPEF personale con aliquote che possono superare il 26%, dove sta il vero risparmio?”
Il calcolo non va fatto confrontando le singole aliquote, ma conteggiando il numero di passaggi fiscali:
- il dividendo subisce due prelievi: la SRL paga prima IRES (24%) ed IRAP (~3,9%) sull’utile lordo; su quello che resta pulito, tu come socio paghi un’ulteriore ritenuta secca del 26%. È la classica doppia imposizione;
- la prestazione accessoria subisce un solo prelievo: il compenso entra nel bilancio della SRL come costo deducibile ed esce prima che si formi l’utile tassabile. La società non ci paga sopra le imposte, e l’unico prelievo è quello che sostieni tu a livello personale.
A parità di budget stanziato dalla società, la somma erogata come costo deducibile garantisce un netto in tasca complessivamente superiore rispetto a quella distribuita come utile. È proprio per questo motivo che l’Agenzia delle Entrate controlla con attenzione questo strumento: per impedire che le aziende distribuiscano utili mascherandoli da compensi.
Esempio tassazione
| Analisi sintetica | ||||
| Ricchezza | Tassazione SRL | Tassazione socio | TOTALE | |
| Distribuzione utili | 50.000 € | 14.000 € IRES + IRAP | 9.360 € Imp. sost. (26%) | 23.360 € |
| Prestazioni accessorie | 50.000 € | – | 13.700 € IRPEF | 13.700 € |
Deducibilità prestazioni accessorie SRL
I compensi riconosciuti per le prestazioni accessorie sono costi interamente deducibili ai fini IRES, riducendo l’imponibile della tua SRL. Ai fini IRAP, la deducibilità segue le regole ordinarie previste per le tipologie di lavoro assimilato deliberate dall’assemblea per ciascun esercizio.
Requisiti per la deducibilità fiscale
Aaffinché l’azienda possa dedurre regolarmente questo costo, sono necessari tre elementi: la presenza della clausola statutaria, la quantificazione congrua del compenso e l’esistenza di una data certa sulla documentazione di attribuzione, che deve essere antecedente all’inizio del rapporto lavorativo o all’espletamento del mandato.
Come usarle correttamente: requisiti obbligatori per attivare le prestazioni accessorie
Le prestazioni accessorie non sono un “bancomat libero“, ma vanno utilizzate rispettando alcuni requisiti fondamentali. Se non li rispetti, l’Agenzia delle Entrate riqualificherà tutto come “lavoro nero” o “distribuzione occulta di utili”.
Ecco i requisiti da rispettare per attivare correttamente le prestazioni accessorie.
Regolamentazione statutaria (la base legale)
L’utilizzo delle prestazioni accessorie deve essere previsto specificamente nell’Atto Costitutivo (Statuto) della società.
- Il rischio: senza la clausola statutaria, i compensi erogati sono nulli e vengono ripresi a tassazione come utili occulti (indeducibili).
Determinatezza (niente “tuttofare”)
L’oggetto della prestazione deve essere descritto dettagliatamente. Non sono ammesse descrizioni vaghe come “consulenza generica” o “supporto alla gestione”.
- La regola: bisogna specificare cosa viene fatto, come e con quali risultati attesi (es. “Direzione Tecnica di Cantiere” o “Sviluppo Rete Vendita Nord Italia”). Deve essere chiaro che si tratta di un’attività diversa e aggiuntiva rispetto ai doveri di socio.
Congruità economica (valore di mercato)
Il compenso deve essere congruo e rispettare il valore reale di mercato per quel tipo di professionalità.
- Il parametro: bisogna verificare il valore di mercato dell’attività del settore di appartenenza e adattare la prestazione a quel “prezzo”, rendendo il costo difendibile in caso di accertamento.
Personalità (e autonomia)
La prestazione deve essere svolta personalmente dal socio e, soprattutto, senza vincolo di subordinazione.
- La distinzione: il deve operare come un professionista autonomo che porta un risultato, non come un dipendente.
I segnali di rischio per l’Agenzia delle Entrate
Ecco le irregolarità operative che fanno scattare i controlli del Fisco e le relative conseguenze per la tua SRL.
| Situazione a rischio | Conseguenza fiscale per l’azienda e per te |
| Clausola assente nello Statuto | Compenso nullo, riqualificato come utile occulto e totale indeducibilità del costo. |
| Descrizione generica della prestazione | Riqualificazione delle somme come distribuzione occulta di utili aziendali. |
| Compenso sproporzionato rispetto al mercato | Contestazione per abuso del diritto e elusione fiscale. |
| Assenza di documenti sull’effettività | Presunzione di prestazione fittizia con recupero delle imposte IRES non versate. |
| Pagamenti non tracciati | Assenza di prova del bonifico, disconoscimento del costo e rischio di doppia tassazione. |
| Socio sottoposto a subordinazione di fatto | Riqualificazione come rapporto di lavoro dipendente con recupero dei contributi omessi e sanzioni. |
La tua SRL sta sfruttando questo vantaggio?
Le prestazioni accessorie rappresentano lo strumento ideale per remunerare il lavoro operativo dei soci all’interno della SRL, consentendoti di incassare liquidità in modo periodico e costante senza doverti sottomettere ai costi e ai tempi della distribuzione degli utili.
Tuttavia, come hai potuto constatare, la materia richiede una pianificazione sartoriale: basta un errore di forma nello Statuto per trasformare un’opportunità di risparmio in un contenzioso fiscale.
Sei sicuro che la tua SRL stia estraendo liquidità nel modo più efficiente possibile? Spesso è sufficiente una revisione mirata dello Statuto per smettere di disperdere risorse preziose ad ogni scadenza fiscale.
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FAQ prestazioni accessorie soci SRL: le risposte alle tue domande
Le prestazioni accessorie sono delle attività svolte dai soci nei confronti della SRL dietro il pagamento di un compenso. Rappresenta, così, una valida strategia per remunerare i soci della società.
La remunerazione dei soci della SRL può avvenire in diversi modi, tutti legali, quali: distribuzione degli utili, rimborsi (chilometrico, forfettario o analitico), buoni pasto, royalties sul Marchio aziendale e prestazioni accessorie.
L’amministratore della SRL, per l’attività che svolge, riceve una somma di denaro (previa delibera dell’assemblea dei soci) denominata compenso amministratore. Uno strumento molto vantaggioso, perché permette di ridurre l’imponibile sul quale viene calcolato quel 24% di IRES poiché per la società rappresenta un costo.
Il socio della SRL sugli utili distribuiti paga il 26% di imposta sostitutiva, che si aggiunge all’IRES e IRAP già pagati dalla società. A questa va poi aggiunta l’INPS.
Verifica soprattutto la congruità (che il compenso non sia esagerato per abbattere l’utile) e l’effettività (che la prestazione sia stata realmente svolta). Per cui, è fondamentale conservare tutte le “pezze d’appoggio” come prova per il lavoro svolto.
Per pagare i soci di una SRL con prestazioni accessorie, il socio svolge una prestazione definita nell’atto costitutivo o nello statuto, la società riceve il servizio o lavoro, e poi eroga un compenso proporzionato e documentato, evitando la distribuzione diretta degli utili.
Le prestazioni accessorie in una SRL sono attività o servizi che i soci si impegnano a svolgere per la società, oltre ai conferimenti in denaro, come lavoro professionale, consulenze, gestione operativa o altre attività concordate nello statuto o nell’atto costitutivo, con compenso determinato e proporzionato al valore della prestazione.
Sono redditi assimilati al lavoro dipendente (articolo 50 TUIR). Subiscono le ritenute IRPEF in busta paga (come un dipendente), ma non hanno TFR, 13esima o ferie.
Perché evitano la doppia imposizione: il compenso deducibile esce dal reddito prima che si formi l’utile e sopporta un solo prelievo (IRPEF sul socio), mentre il dividendo sconta IRES + IRAP e poi il 26%.
Non alla Gestione Separata, se il socio è già coperto da altra previdenza obbligatoria per l’attività d’impresa (circ. INPS 45/2018). Dipende dalla natura della prestazione.
Clausola statutaria specifica, oggetto determinato, compenso congruo al mercato, personalità/autonomia della prestazione e atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.
Leggi anche:
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- Differenza STP SRL: quale conviene ai professionisti?
Fonti e riferimenti
- Articolo 2433 - Distribuzione degli utili ai soci. Documentazione Economica e Finanziaria a cura del CeRDEF · fonte consultata il 29 Settembre 2026
- Articolo 2345 - Prestazioni accessorie Gazzetta Ufficiale · fonte consultata il 29 Settembre 2016
- Articolo 109 - Norme generali sui componenti del reddito d'impresa Documentazione Economica e Finanziaria a cura del CeRDEF · fonte consultata il 29 Settembre 2026
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