Prestazioni accessorie soci SRL: funzionamento e fiscalità 

di Soluzione Tasse
15 Dic, 2023
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    Le prestazioni accessorie srl sono uno strumento di pianificazione fiscale utile per “remunerare” il socio. Per garantire una corretta autogestione del denaro erogato ai soci ed evitare conflitti con l’Agenzia delle Entrate è fondamentale sapere come funzionano, come utilizzarle correttamente e quale sia la loro disciplina fiscale e contributiva.

    Cosa sono le prestazioni accessorie?

    Le prestazioni accessorie consistono in attività personali dei soci effettuate in favore della società. In altre parole, il socio si impegna ad adempiere a un obbligo sociale a favore della srl dietro il pagamento di un compenso. 

    Le prestazioni, infatti, possono rappresentare un vantaggio per il socio che vuole prelevare denaro dalla srl senza che quest’ultimo:

    • attendi la costosa operazione di distribuzione degli utili;
    • sia assunto come dipendente;
    • utilizzi le complicate prestazioni d’opera.

    Leggi anche: Come pagare i soci della srl: le strategie da utilizzare

    Le prestazioni accessorie sono vantaggiose nel momento in cui abbiamo necessità di remunerare mensilmente un socio ma non vogliamo renderlo amministratore. 

    Funzionamento delle prestazioni accessorie

    Il funzionamento delle prestazioni è il seguente:

    • Mario Rossi socio di Alfa SRL effettua la prestazione accessoria;
    • Alfa SRL riceve la prestazione accessoria;
    • Alfa SRL eroga il corrispettivo verso il socio Mario Rossi;
    • Mario Rossi riceve il corrispettivo per la prestazione effettuata.

    L’istituto delle prestazioni accessorie, regolato dall’articolo 2345 del Codice Civile può essere una valida soluzione per risolvere il problema della remunerazione del socio che non vuole attendere la distribuzione degli utili. 

    Infatti, uno dei limiti della srl, è proprio quello imposto dall’articolo 2433 del Codice Civile. Il predetto articolo stabilisce che non possono essere pagati dividendi, se non quando gli utili risultano realmente conseguiti e dopo aver seguito un attendo iter procedurale.

    Pagare i soci della Srl, quindi, diventa uno dei problemi maggiormente riscontrati nelle società. A volte si ricorre alla costosa distribuzione degli utili. Altre, invece, vengono previsti compensi amministratori anche se il socio non è veramente un amministratore della società.

    Leggi anche: STP e compenso ai soci: i vantaggi delle prestazioni accessorie

    Le prestazioni diventano essenziali anche quando emerge la necessità di erogare al socio degli acconti sugli utili da distribuire in un secondo momento. 

    Se inseriti in una strategia di strategia di pianificazione fiscale possono essere molto efficaci. Tuttavia, per è fondamentale conoscere la disciplina fiscale delle prestazioni per evitare conflitti con l’Agenzia delle Entrate.

    Fiscalità delle prestazioni accessorie

    La disciplina fiscale delle prestazioni accessorie – visto il ruolo che le stesse ricoprono all’interno di una gestione aziendale – è di fondamentale importanza. Infatti, è cruciale per garantire una gestione adeguata delle retribuzioni dei soci.

    Il compenso della prestazione è soggetto a tassazione ordinaria, ovvero la stessa disciplina fiscale prevista per i redditi di lavoro dipendente o assimilati. Nello specifico, il socio dovrà scontare sul compenso erogato l’Irpef (con aliquota progressiva dal 23 al 43%). 

    La tassazione ordinaria non vale per tutte le prestazioni: in base alla natura giuridica possono anche scontare la ritenuta del 26%. Pertanto, prima di scegliere la prestazione da applicare al socio, devi sapere quale sia la tassazione in modo tale da non pesare né sulle casse aziendali che su quelle del socio.

    Leggi anche: Distribuzione utili srl: come evitare di pagare la ritenuta del 26% e metterli al sicuro

    Le prestazioni, infine, non devono far riferimento ad attività di arte e professioni. Se così fosse, il compenso verrebbe classificato come reddito di lavoro autonomo professionale.

    Il costo della prestazione, inoltre, è deducibile ai fini Ires e Irap. Ciò significa che riducono la base imponibile sulla quale viene calcolata l’imposta sul reddito delle società. 

    E per quanto riguarda la contribuzione Inps?

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    Contribuzione prestazioni accessorie

    La gestione previdenziale delle prestazioni accessorie necessita di molta attenzione, perché le interpretazioni possono essere tante e i potenziali errori anche.

    Le prestazioni, stando alle interpretazioni delle circolare n. 45 del 2018, non rientrano nella gestione separata dell’Inps. 

    Nello specifico, la circolare afferma che le prestazioni accessorie, consentono al socio di essere remunerato senza versare contributi separati Inps quando il reddito viene attribuito alla gestione artigiani o commercianti o se il socio è iscritto a una cassa previdenziale autonoma.

    Leggi anche: Doppia contribuzione Inps SRL: è possibile evitarla?

    L’esclusione dalla gestione separata Inps è possibile solo a determinate condizioni: se il reddito è già sottoposto ad altra contribuzione attratto dalla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti INPS o di altre casse previdenziali autonome dei soci.

    Tuttavia, la contribuzione Inps dipende anche dalla natura giuridica della prestazione: vi possono essere alcuni che non scontano alcuna contribuzione. In base alla prestazione può esserci una tassazione ordinaria o la ritenuta del 26% (quindi tassati come reddito di capitale).

    Prestazioni accessorie: strumento utile ma limitato?

    Uno strumento, dunque, che può avere un ruolo cruciale nella gestione aziendale. Uno strumento che, però, deve essere gestito bene per evitare conflitti di interessi tra i vari soci. Pertanto, devono essere stabiliti in modo chiaro le modalità attraverso le quali viene stabilito il valore della prestazione per assicurare un compenso adeguato ed escludendo ogni pericolo di abuso.

    Ma non finisce qua. 

    Tuttavia, è fondamentale, anche, comprendere i rischi associati a un uso improprio delle prestazioni accessorie. Infatti, è importante che le prestazioni accessorie siano dichiarate regolarmente; diventa essenziale, quindi, assicurarsi di avere una documentazione per dimostrare il corretto utilizzo e la corretta gestione fiscale delle stesse.

    Attenzione all’utilizzo delle prestazioni accessorie

    Per evitare spiacevoli inconvenienti e sorprese dal punto di vista fiscale, è essenziale porre la giusta attenzione a determinati aspetti cruciali e formulare le giuste domande.

    • Dove vanno inserite le prestazioni accessorie?

    La previsione delle prestazioni accessorie nell’atto costitutivo è il primo passo. Ma non basta, perché bisogna prevedere la possibilità di istituire tali prestazioni al di fuori di questo documento per una gestione ancora più efficiente.

    La chiara definizione di queste prestazioni, sia nell’atto costitutivo che al di fuori di esso, è fondamentale per consolidare questo strumento essenziale nella gestione della srl e nei rapporti con i soci.

    Leggi anche: STP e compenso ai soci: i vantaggi delle prestazioni accessorie

    • Le prestazioni sono personali?

    Le attività personali dei soci effettuate svolte attraverso prestazioni accessorie devono essere nominative e non sono trasferibili, salvo che l’amministratore non ne dia consenso al trasferimento.

    • Solo i soci le possono utilizzare?

    L’utilizzo delle prestazioni è riservato solo ai soci. Per cui sono esclusi gli amministratori, o qualsiasi altro soggetto estraneo all’azienda.

    • Quanto valgono?

    Il valore della prestazione deve essere attribuito a quello di mercato. In alternativa si può ipotizzare anche valutare la prestazione in base al fatturato della srl.

    • La prestazione può essere simbolica?

    La prestazione deve essere collegata all’oggetto sociale della srl per avere maggiore sicurezza che questa non venga contestata dall’Agenzia delle Entrate. Deve essere autentica e non solo simbolica evitando di utilizzarla solo come costo per ridurre l’imponibile fiscale. 

    3 vantaggi con un unico strumento

    Riassumendo il tutto, le prestazioni accessorie:

    • rappresento un costo deducibile per la srl;
    • riducono l’imponibile fiscale Ires;
    • consentono ai soci di poter beneficiare di una “remunerazione” che, in base alla natura giuridica, può evitare anche il versamento dei contributi previdenziali alla gestione separata Inps ma solo a determinate condizioni.

    Un utile strumento, dunque, che può essere usato sia nelle srl che nelle stp (società tra professionisti). A patto, però, di conoscere dettagliatamente la disciplina fiscale che a volte può cambiare oppure subire interpretazioni diverse dall’Agenzia delle Entrate o dalla Corte di Cassazione.

    Anche perché, se la contribuzione dipende dalla natura della prestazione, nemmeno l’Inps può essere visto come un limite della prestazione.

    L’unico limite può essere l’utilizzo errato all’interno di una strategia di pianificazione fiscale finalizzata alla riduzione delle imposte a debito. Tuttavia, con l’aiuto di professionisti nel risparmio fiscale, anche questo limite può essere superabile.

    Pertanto, l’affiancamento da parte di un professionista esperto rappresenta la soluzione migliore per utilizzare correttamente le prestazioni accessorie e, magari, altri strumenti di pianificazione fiscale molto utili a:

    • ridurre il peso delle tasse;
    • prelevare i soldi dalla srl (che, come sappiamo, senza distribuzione degli utili non è possibile).

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