Principio di inerenza: definizione e funzionamento

di Redazione Soluzione Tasse
8 Mag, 2024
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    Il principio di inerenza è un un concetto fondamentale per determinare la contabilità e la fiscalità dell’impresa. Stabilisce che i costi sostenuti dall’impresa sono deducibili dal reddito imponibile solo se sono pertinenti all’esercizio dell’impresa. In altre parole, i costi vengono dedotti solo se partecipano attivamente e sono correlati alla produzione del reddito dell’azienda. Il sistema tributario non consente di dedurre costi non attinenti all’attività o che hanno natura personale. In questo articolo vediamo nel dettaglio come funziona il principio, come si individuano i costi inerenti, e quali sono i limiti di deducibilità, e la loro implicazione sulla pianificazione fiscale.

    Cos’è il principio di inerenza?

    Per determinare il reddito o per detrarre l’IVA di un’impresa attiva o anche di un lavoratore autonomo, risulta fondamentale conoscere il principio d’inerenza dei costi. Questo principio non ha una definizione ben precisa all’interno della normativa ma risulta basilare per i bilanci degli esercizi e per la fiscalità d’impresa.

    Il principio d’inerenza stabilisce che le spese e i vari componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, si possono dedurre solo se riguardanti l’attività e il suo sviluppo alla crescita.

    L’obiettivo del principio è quello di evitare la deduzione di costi che non rientrano tra quelli relativi all’attività d’impresa. Pensiamo, ad esempio, alle spese personali del socio. Anche se sostenuti dal socio, questi ultimi, non sono inerenti all’attività d’impresa, non generano alcun ricavo. 

    La deduzione dei costi è molto importante nella fiscalità dell’impresa: influisce direttamente sulla determinazione del reddito imponibile. Bisogna stare molto attenti quando si deduce un costo, poiché l’onere della prova dell’inerenza dei costi ricade interamente sull’impresa.

    Deve sempre sussistere un collegamento, una relazione immediata e diretta tra le spese da sostenere e l’attività svolta. Non sono assolutamente deducibili quindi, acquisti di beni o servizi relativi alla sfera personale e non inerenti in alcun modo all’Impresa.

    Pertanto, è fondamentale custodire ogni documento giustificativo riconducibile ad ogni costo e deduzione.

    Come individuare i costi inerenti

    L’inerenza del costo viene stabilita solo se esiste un collegamento diretto tra il costo sostenuto e l’attività d’impresa. Bisogna valutare se esiste questa correlazione; e per farlo, basta porsi alcune domande:

    • Necessità del costo: il costo è necessario per lo svolgimento dell’attività d’impresa?
    • Utilità del costo: il costo è utile per generare reddito d’impresa?
    • Documentazione del costo: il costo è adeguatamente documentato?

    Ecco alcuni esempi di costi inerenti:

    • spese per utenze: luce, gas, acqua, telefono, internet;
    • acquisto di beni strumentali: macchinari, attrezzature, software, arredi (deducibilità che, in base al costo, viene dilazionata negli anni);
    • manutenzione di beni strumentali: riparazioni, revisioni, controlli periodici;
    • stipendi e contributi: retribuzioni dei dipendenti e contributi previdenziali;
    • materie prime e merci: acquisto di materie prime, merci e semilavorati utilizzati per la produzione o la vendita di beni;
    • trasporti: spese per il trasporto di merci e materiali;
    • canoni di locazione: affitto di immobili utilizzati per l’attività d’impresa (capannoni, uffici, negozi).

    È importante, però, fare riferimento alle norme tributarie per individuare la corretta interpretazione del principio di inerenza e i limiti di deducibilità per ogni tipologia di attività.

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    Casi particolari e limiti

    Il principio di inerenza, nel tempo, è stato rivisto ed esteso e sono venute fuori diverse modifiche. Ad esempio sono state rese deducibili le spese di rappresentanza o le spese di pubblicità. Anche se non sono costi direttamente collegati all’attività d’impresa, sono considerati inerenti perché il loro obiettivo è quello di generare guadagni futuri e non immediati.

    La Cassazione, negli anni, ha inserito tra i costi inerenti all’impresa anche le spese effettuate per le consulenze dei commercialisti o avvocati. Pur non generando alcun ricavo, sono indispensabili per la gestione dell’azienda (a patto che ci sia un legame tra il servizio erogato durante la consulenza e l’attività realmente svolta dall’impresa).

    Non sono deducibili, invece, le spese relative alle cure mediche di un dirigente per mancanza di requisiti. Nella fattispecie: costi sostenuti per cure mediche, operazioni chirurgiche o permanenza presso strutture ospedaliere e i costi sostenuti per cure volte al miglioramento delle condizioni psicologiche di un dirigente. Non sono deducibili le sanzioni irrogate da autorità pubbliche.

    FAQ principio di inerenza: le risposte alle tue domande

    Cosa indica il principio di inerenza?

    Il principio di inerenza stabilisce che i costi sostenuti da un’impresa, per essere dedotti, devono essere inerenti all’attività d’impresa stessa. Diversamente, vengono contabilizzati ma non dedotti dal reddito imponibile.

    Quando un costo è inerente?

    Il costo viene definito inerente quando viene sostenuto per esercitare l’attività d’impresa e per produrre ricavi. Quando il costo è inerente può essere dedotto e quindi utile a ridurre il reddito imponibile.

    Cosa prevede il principio di correlazione tra costi e ricavi?

    Il principio di correlazione tra costi e ricavi stabilisce che i ricavi, appunto, sono considerati di competenza nell’esercizio in cui è avvenuta l’operazione di scambio o produzione del bene. Si considerano di competenza i costi che si riferiscono a ricavi di competenza dell’esercizio stesso.

    Cosa si intende per principio di competenza?

    Il principio di competenza stabilisce che i costi o i ricavi devono essere registrati nel momento in cui sono stati generati, indipendentemente se questi siano stati pagati o incassati.

    Implicazioni per la pianificazione fiscale

    Il principio di inerenza ha un impatto significativo sulla pianificazione fiscale d’impresa. È un principio complesso ma che chiunque faccia impresa deve conoscere per una corretta deducibilità dei costi e per ottimizzare la fiscalità della tua impresa. 

    Per ottimizzare la deducibilità dei costi, ad esempio, bisogna:

    • porre massima attenzione  alle spese di rappresentanza e alle sponsorizzazioni;
    • conservare tutti i relativi documenti che possono giustificare un costo;
    • verificare la congruità del costo in base all’attività svolta.

    Con una corretta e adeguata pianificazione fiscale e una gestione efficiente dei costi è possibile ottimizzare la deducibilità delle spese e ridurre, di conseguenza, il reddito imponibile e abbattere le tasse. 

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