Recovery Plan: 6 missioni per la rinascita del Paese. Vinceremo la scommessa?

Aprile 28, 2021 | in

Digitalizzazione, green economy, innovazione, mobilità, istruzione e salute: questi sono i principali settori di intervento del Recovery Plan per un totale di 221,5 miliardi di investimenti e +3,6% di Pil.

 

Che cos’è e cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) di recente approvazione da parte del Parlamento?

 

Recovery Plan: resilienti per rinascere

 

La resilienza è definita come capacità di un materiale di assorbire un colpo evitando di frantumarsi. In psicologia, invece, lo utilizzano per indicare la capacità di un soggetto di affrontare e superare un periodo, un avvenimento, denso di difficoltà.

 

Ora, più che mai, il nostro Paese ha un forte bisogno di resilienza. Non a caso, è stato scelto il 25 aprile come il giorno per l’approvazione del Recovery Plan che prevede un serie di interventi per rinascere.

 

222,1 miliardi è l’ammontare degli investimenti previsti dal Recovery Plan o  Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) di cui: 191,5 miliardi sono previsti dal Recovery and Resilience Facility, gli altri 30 miliardi dal Fondo Complementare, finanziato per attuare tutte le riforme ritenute valide.

 

Una sorta di scommessa che si spera di vincere: non vi è un vero e proprio business plan. All’interno c’è tutto quello che abbiamo deciso di fare, ma non è stato, dettagliatamente scritto, la ricaduta che lo stesso avrà nel nostro paese, ad esempio i risultati.

 

Le 6 missioni nel PNRR

 

Andando nei dettagli, il Recovery Plan è diviso in 6 missioni da portare a compimento:

 

– prima missione: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;

– seconda missione: rivoluzione verde e transizione ecologica;

– terza missione: infrastrutture per una mobilità sostenibile;

– quarta missione: istruzione e ricerca;

– quinta missione: inclusione e coesione;

– sesta missione: salute.

 

Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura

 

49,2 miliardi per incentivare la trasformazione digitale del Paese, l’innovazione del sistema produttivo e gli investimenti in turismo e cultura. 

 

Tra le principali misure abbiamo:

– estensione della banda ultra-larga;

– avviamento del Piano Italia 5G;

– incentivi per l’adozione di tecnologie e competenze digitali sia nel pubblico che le privato;

– valorizzazione e miglioramento dei siti storici e delle strutture turistico-ricettive. 

 

Rivoluzione verde e transizione ecologica

 

68,6 miliardi per migliorare la sostenibilità, incentivare l’economia circolare e la gestione dei rifiuti.

 

Leggi anche: Economia circolare e pianificazione: 2 strumenti per la ripresa durante e post Covid-19

 

Tra le principali misure abbiamo:

– acquisto di mezzi a bassa emissione per il rinnovo del trasporto pubblico locale;

– incentivi per migliorare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici;

– investimenti in fonti di energia rinnovabile semplificazione delle procedure di autorizzazione nel settore;

– investimenti nelle infrastrutture idriche per ridurre le perdite nelle reti per l’acqua potabile del 15%.

 

Infrastrutture per una mobilità sostenibile

 

31,4 miliardi per un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutto l’Italia.

 

Tra le principali misure abbiamo:

– investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità;

– digitalizzazione della catena logistica;

– modernizzazione delle linee ferroviarie regionali e sul sistema portuale.

 

Istruzione e ricerca

 

31,9 miliardi per potenziare il sistema educativo, le competenze digitali, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

 

Tra le principali misure abbiamo:

– risanamento strutturale degli edifici scolastici;

– riforma dei programmi di dottorato e dei corsi di laurea.

 

Inclusione e Coesione

 

22,4 miliardi per rafforzare le politiche attive del lavoro.

 

Tra le misure abbiamo:

– sviluppo dei centri per l’impiego;

– creazione del Fondo Impresa Donna;

– investimenti nelle Zone Economiche Speciali.

 

Salute

 

18,5 miliardi per potenziare i servizi sanitari, modernizzare e digitalizzare il sistema e garantire equità di accesso alle cure. 

 

Tra le principali misure abbiamo:

– potenziamento dell’assistenza domiciliare;

– aggiornamento delle attrezzature per diagnosi e cura;

– investimenti nell’assistenza di prossimità diffusa sul territorio.

 

Resilienza, quello di cui hai bisogno ora

 

Tra i 6 punti del Recovery Plan, quello che potremmo definire centrale, riguarda la riforma del Fisco per raggiungere una equità maggiore della tassazione degli italiani e, soprattutto delle imprese.

 

L’Irpef, assieme al costo del lavoro, attualmente, rappresenta un forte ostacolo per molte imprese italiane e sugli imprenditori in generale, soprattutto nei confronti di quelli che non attuano alcun processo di pianificazione fiscale.

 

Leggi anche: Pianificazione fiscale strategica e Evasione: qual è la differenza?

 

Costo del lavoro elevatissimo – Cuneo fiscale +15% rispetto UE – che induce, erroneamente, ad evadere questa tassa. Quindi, se da un lato troviamo chi cerca di evadere, dall’altro troveremo sempre una lotta continua contro questo fenomeno. Per questo motivo, verrà presentato in Parlamento un piano di revisione per ridurre il costo del lavoro. 

 

Un altro problema che andrebbe risolto è il forte impatto, negativo ovviamente, che la burocrazia ha sulle imprese e sulle procedure amministrative. Tra l’altro, siamo tra i primi nella speciale classifica per complessità del Fisco.

 

Leggi anche: Come sopravvivere alla complessità del Fisco

 

Una sfida ardua, ma anche molto stimolante. 

 

Mai come ora, caro imprenditore, che hai sofferto più di tutti della pandemia (e stai soffrendo ancora, nonostante le modeste aperture), hai bisogno, come tutta l’Italia intera, di una grande capacità di resilienza.

 

Come Soluzione Tasse, saremo sempre a fianco degli imprenditori e dei liberi professionisti.

 

Cercheremo di capire se possiamo aiutarti a costruire una strategia di pianificazione fiscale e welfare aziendale per la tua impresa che ti consenta di:

 

– ridurre il tuo carico fiscale dal 20 al 50%;

– diminuire il costo dei dipendenti;

– aumentare la produttività della tua azienda, risparmiando liquidità;

– proteggere il patrimonio aziendale.

 

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