Riforma fiscale e tassazione mensile: vantaggio o bluff per le imprese?

Settembre 2, 2020 | in
Tassazione mensile

Azzeramento del sistema degli acconti e introduzione della tassazione mensile per le partite Iva. Questo è uno degli obiettivi della riforma fiscale che dovrebbe prendere vita dal 2021. 

 

A chi conviene davvero questa riforma? Può sembrare un cambiamento puramente formale ma, chi fa impresa, sa che non è così: forse sono gli unici a dover pagare il prezzo più alto di questo grande bluff (come sempre del resto!).

 

Saldo e acconto tasse: Con la riforma fiscale dal 2021 arriva la tassazione mensile

 

Il meccanismo del versamento delle imposte in vigore attualmente prevede, saldi per l’anno di imposta (ad esempio 2020) e acconti per l’anno successivo (anno 2021). Si tratta di una parte di denaro che viene versata facendo una previsione di quello che si può guadagnare l’anno prossimo, quindi difficilmente è l’importo è esatto.

 

Quello della tassazione con saldo e acconto è un sistema che crea dei problemi per quelle attività che, tra un anno e l’altro, prevedono e alternano entrate significative con uscite anche importanti. Tutto questo, per chi detiene poca liquidità, determina una differenza pesante da gestire facilmente.

 

Per tale motivo, Ernesto Maria Ruffini – direttore dell’Agenzia delle Entrate – propone la  cash flow tax o tassazione mensile. Ad oggi è una proposta, ma potrebbe esse già discussa, già ad ottobre, nella prossima Legge di Bilancio. L’obiettivo è quello di eliminare il confusionale sistema di saldi e acconti e garantire un’entrata sicura e mensile nelle casse dell’Erario.

 

In pratica, infatti, con la prevista riforma fiscale – che prevede l’introduzione della tassazione mensile – le tasse verranno versate mensilmente attraverso prelievi automatici  e, l’importo da versare, sarebbe calcolato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

 

Le rate, più che mensili, potrebbero essere eventualmente bimestrali o trimestrali: questo è tutto da decidere ancora. L’obiettivo, però, rimane chiaro: rendere i pagamenti più semplici e soprattutto calcolati in base a quanto effettivamente si è guadagnato nell’anno in corso.

 

Tassazione mensile: a chi conviene davvero?

 

Potrebbe essere una soluzione ideale, ma in un periodo in cui si soffre dell’emergenza liquidità non lo è proprio. Anche perché non si tratta di una semplificazione ma solo di una mera complicazione di un sistema fiscale già bistrattato dalle varie normative vigenti.

 

Per l’impresa, probabilmente, i pagamenti sarebbero più fluidi ed efficienti: è necessario solo verificare che il calcolo sia giusto e versare l’importo. Ma, come sappiamo, non tutte le attività hanno un flusso di lavoro costante: a volte hai incassi altissimi, in altri periodi invece incassi zero.

 

Proprio gli incassi del periodo precedente devono essere utilizzati per coprire i costi fissi nei periodi di zero guadagno. Pensa, se oltre a coprire i costi fissi, sei costretto a trovare anche il denaro per versare la rata mensile all’Erario. Le aziende potrebbe andare al collasso.

 

A guadagnarci è Fisco italiano, non è l’impresa come ci vogliono far credere, che potrebbe far leva su un flusso costante di entrate, evitando picchi di massimo o di minimo, come avviene al momento. 

 

Se il Fisco inizia da febbraio 2021 ad incassare l’importo relativo a gennaio 2021, il denaro esce prima dalle casse delle imprese per entrare prima in quelle dell’Erario.

 

Ciò che vogliono far sembrare sia la semplificazione del secolo, non è altro che una grande bluff per le imprese italiane a vantaggio solo le casse dello Stato.

 

Le imprese chiedono aiuto, non ostacoli (che non mancano)!

 

Le imprese, con la tassazione mensile, si troverebbe a perdere liquidità vitale per portare avanti l’azienda. Ma se le imprese stanno già senza liquidità a causa della crisi economica e sanitaria, come fanno a versare subito? 

 

Invece di aiutare il tessuto produttivo del paese, cerca sempre di ostacolarlo. Sembra che non ci si renda conto che, se le imprese sono il motore del Paese e, se falliscono, fallisce il sistema.

 

Sin da subito il grido d’allarme tra i professionisti e gli imprenditori non è mancato: il rischio di creare più caos all’interno del sistema fiscale oggi peggiorando le cose, è alle porte.

 

Il pericolo è quello di essere costretti a realizzare mensilmente un bilancio mensile per stabilire quanto siamo obbligati a versare al Fisco italiano. Si rischia di passare da 2 operazioni (acconti e saldi) a 12 calcoli annui. 

 

Ma anche se fosse trimestrale, le cose non cambierebbero, perché verrebbe ancora una volta ingarbugliato il sistema fiscale delle aziende italiane (che tanto stanno soffrendo in questo periodo).

 

Non solo: qualcuno ha preso in considerazione che questo nuovo sistema genera un aumento a catena dei costi e degli adempimenti per le imprese? Probabilmente no!

 

Ovviamente si tratterebbe solo di fare l’abitudine: le tasse le devi pagare ugualmente (che sia prima o dopo). Il problema è che, il Governo, vuole fare cassa attraverso questa falsa riforma fiscale.

 

Più che semplificare, il rischio di complicare l’attuale sistema è molto alto. Ad oggi, stando così le cose, i vantaggi sono solo per lo Stato che vuole fare cassa dopo aver erogato miliardi per contrastare l’emergenza economica/sanitaria.

 

Se a ciò, ci aggiungiamo anche il peso delle tasse, di anno in anno sempre più alto, il rischio di collassare il sistema produttivo italiano è alle porte. Tra l’altro, chi pagherà il prezzo più alto degli aiuti erogati dal Governo durante questo periodo di crisi?

Le imprese. Si sempre loro, che diranno addio ai loro guadagni per pagare le tasse, mensili o annuali che siano. Non far si che sia la tua impresa a dover il prezzo più alto: chiedi adesso la tua consulenza gratuita con un nostro consulente esperto in risparmio fiscale e protezione del patrimonio.


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