Rimborso forfettario: a chi spetta? Come funziona?

Ottobre 2, 2019 | in
Rimborso forfettario: a chi spetta? Come funziona?

Con l’evolversi del mercato e l’aumento della concorrenza è sempre più frequente che,  i dipendenti, nello svolgimento del loro incarico, sono tenuti ad effettuare delle trasferte per conto della società e, sempre per conto della stessa, sono costretti a sostenere delle spese. 

 

Il tema di oggi, come avrai capito, è il rimborso, e più in particolare il rimborso forfettario; leggendo scoprirai a chi spetta e quali sono le regola per non cadere nell’illecito fiscale ed avere conseguenze future.

 

Cos’è il rimborso forfettario?

 

Prima di andare a vedere come funziona, è necessario che tu sappia cosa sia il rimborso forfettario. Si tratta di è un compenso che viene erogato indipendentemente dalla spesa effettivamente sostenuta; viene previsto che, l’azienda, paghi una somma ai propri dipendenti, senza tener conto della spesa effettuata. 

 

Nel senso che, indipendentemente da quanto spende, tu devi erogare al dipendente una determinata somma, per questo viene definito forfettario.

 

Tale somma, però, non nasce dal nulla. Non è consentito che tu o la tua azienda, erogate somma a piacimento, perché l’indennità di trasferta viene calcolata in base al CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), che ora vederemo.

 

Attraverso questa modalità di rimborso spese, i dipendenti, non sono tenuti a compilare alcuna nota spese, né fornire un giustificativo che attesti la reale spesa sostenuta. 

 

Se scegli questo tipo di rimborso sei tenuto solamente, ai fini dell’esenzione da tassazione, a conservare i documenti relativi alle spese di viaggio e trasporto versati oltre l’indennità forfettaria. 

 

Rimborso forfettario: ecco a quanto corrisponde

 

Come detto, si parla di rimborso forfettario nel momento in cui l’azienda versa una somma al proprio dipendente per le trasferte e le spese sostenute per conto della società.

 

Queste somme hanno importi differenti, in relazione al tipo di trasferta e non concorrono alla formazione del reddito fino ai seguenti limiti:

 

– 46,48 Euro al giorno per le trasferte fuori del territorio comunale ma effettuate in Italia;

 

– 77,46 Euro al giorno per le trasferte all’estero.

 

Quindi, anche se la trasferta dovesse durare  un’intera giornata o solo pochissime ore al dipendente viene sempre riconosciuta un’indennità forfettaria fino ad 46,48 Euro al giorno, qualore la trasferta viene effettuata in Italia.  

 

Duplice vantaggio da non sottovalutare

 

Quello che devi sapere è che, per erogare i rimborsi forfettari è necessario che il soggetto sia un dipendente e, come tale abbia una busta paga, perché vengono inserite direttamente là. 

 

Detto questo, pur non essendo imponibili in capo al dipendente che li riceve, quello che è estremamente importante è che:

 

– per l’azienda, sono interamente deducibili; come tali ti vanno ad abbassare l’imponibile sul quale viene calcolata la tassazione.

 

Quindi, il vantaggio di erogare il rimborso forfettario sta proprio qua, perché, a differenza delle altre tipologie di rimborsi, non vi è alcun limite di deducibilità in capo all’azienda e non concorrono a formare reddito fino al limite detto per il dipendente.

 

Pertanto, come hai potuto notare, utilizzando in maniera ottimale la gestione dei rimborsi, la tua azienda, vedrà ridotto il carico fiscale in maniera semplice e lineare, perché totalmente deducibili. 

Soprattutto, se la tua azienda, come molte oggi, ha necessità di mandare in trasferta i propri dipendenti, saper gestire correttamente i rimborsi, ti farà risparmiare un sacco di tasse, il tutto senza cadere nell’evasione ma solo grazie a strumenti legali.

Oggi, il peso delle tasse è sempre più alto e, saper utilizzare gli strumenti per ridurre il carico fiscale non è semplice, perché la lente del Fisco è sempre in agguato. Utilizza solo strumenti fiscalmente inattaccabili: clicca qui e chiedi la tua CONSULENZA GRATUITA con un nostro consulente specializzato nel risparmio fiscale.


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