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Rinuncia TFM: conseguenze per società e amministrare

di Redazione Soluzione Tasse
29 Giu, 2024
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    La rinuncia al TFM (Trattamento di Fine Mandato) è un atto attraverso il quale l’amministratore di società rifiuta l’indennità di fine mandato che l’azienda aveva accantonato tramite polizza assicurativa. Esiste una differenza fondamentale tra la rinuncia da parte degli amministratori soci e quella degli amministratori non soci. Oltre alle conseguenze fiscali, la rinuncia può avere effetti anche sul bilancio della società. Pertanto, prima di rinunciare, vanno valutati attentamente tutti gli aspetti civilistici, fiscali e contabili.

    Definizione di TFM (Trattamento di Fine Mandato)

    Il TFM -Trattamento di Fine Mandato – è l’indennità che viene erogata all’amministratore della società al termine del proprio mandato. Una buonuscita donata alla scadenza del contatto di collaborazione tra amministratore e società.

    L’indennità di fine mandato non è regolata da una specifica norma: tutto viene demandato all’autonomia societaria, la quale deve agire sempre secondo i principi di corretta per evitare problemi di natura fiscale.

    Tuttavia, non essendo normato, il TFM non è manco obbligatorio: è la società a stabilire se erogarlo o meno. Libertà che si ripercuota anche sullo stesso amministratore, il quale può rinunciare al TFM, anche se questo era già stato istituito precedentemente.

    La rinuncia al TFM può essere fatta dagli:

    • amministratori soci;
    • amministratori non soci di una società.

    La rinuncia ha effetti diversi a seconda della categoria di appartenenza dell’amministratore.

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    Rinuncia TFM amministratore socio

    La rinuncia al Trattamento di Fine Mandato da parte del socio amministratore, secondo l’Agenzia delle Entrate, è paragonabile all’apporto di nuove risorse al patrimonio della società. Conseguentemente, aumenta anche il costo della partecipazione posseduta dagli amministratori soci.

    La società non versa imposte sulla sopravvenienza attiva poiché non è possibile stabilire la differenza tra il valore fiscale dei crediti rinunciati e il loro valore nominale. 

    L’amministratore, pertanto, non deve nemmeno fornire alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate poiché non è possibile stabilire la differenza tra valore fiscale e valore nominale dei crediti.

    Rinuncia TFM amministratore non socio

    Se invece a rinunciare al TFM è l’amministratore non socio la situazione cambia. Infatti possono nascere due situazioni:

    • se la società ha dedotto negli anni le quote del TFM accantonate, sarà costretta a tassare queste cifre come se fossero delle sopravvenienze attive;
    • se non ha dedotto alcuna quota non è soggetta a tassazione.

    Quindi, tutto dipende se ha effettuato o meno la deduzione.

    Rinuncia al TFM società

    Quando a rinunciare al credito è la società, in questo caso il TFM, la somma di denaro viene classificata come sopravvenienza attiva – ovvero componente straordinaria di reddito – e quindi eventualmente soggetta a tassazione. Ad essere tassata, pertanto, è la parte che va oltre il valore fiscale.

    Utilizzarlo con cautela

    Utilizzare il TFM ha un triplice vantaggio:

    Tuttavia, per utilizzarlo correttamente è fondamentale valutare tutti gli aspetti del TFM, non quello riguardante la rinuncia.
    Pertanto, affidarsi a professionisti che maneggiano il TFM quotidianamente, è la soluzione ideale per utilizzarlo in maniera fiscalmente inattaccabile. Contribuendo, così, a creare un tesoretto per l’amministratore alla fine del suo mandato, che di solito sei tu imprenditore, e garantire alla srl un costo aggiuntivo annuale per abbattere la base imponibile.

    Come Soluzione Tasse, grazie al nostro di team di 35 professionisti, di cui 28 commercialisti, 6 avvocati e 1 un ex ufficiale della Guardia di Finanza, possiamo aiutarti a:

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