Ristori quarter: nuove scadenze fiscali (con e senza calo di fatturato)

Dicembre 2, 2020 | in
decreto ristori quarter

Acconto Irpef, Ires e Irap al 10 dicembre per i titolari di partita Iva, mentre per i soggetti Isa, che nel primo semestre hanno subito una perdita almeno del 33% e per le attività dei due decreti Ristori con sede in zona rossa (se ristoranti anche arancione), il pagamento slitta al 30 aprile 2021. 

 

Sospensione fino al 16 marzo per i versamenti di ritenute, addizionali e IVA del 16 dicembre per le partite Iva con calo di fatturato di novembre 2020 su 2019 di almeno il 33% (o se si tratta di attività operante in zona rossa). 

 

Queste le principali novità, per quanto riguarda le scadenze fiscale, contenute nel decreto Ristori quater.



Ristori quarter: scadenze del 16 dicembre 2020

 

Dopo le prime anticipazioni sulla sospensione di alcuni versamenti da parte delle imprese in difficoltà, con il decreto Ristori quater, abbiamo una visione più chiara dei versamenti da effettuare ora e quelli che sono sospesi e, quindi, rimandati al 2021.

 

Tracciamo ora il calendario di quelle che saranno le principali scadenze che le imprese dovranno affrontare il 16 dicembre 2020, 16 marzo e 30 aprile 2021.

 

Partiamo col dire che il versamento della seconda rata IMU non subisce proroghe, salvo per alcuni soggetti che non sono tenuti a al pagamento. Per saperne di più, leggi anche: Decreto Ristori e Ristori Bis: chi non paga la seconda rata IMU?

 

Slittano a marzo i versamenti delle ritenute, addizionali e IVA, sono state apportate delle modifiche che vedremo ora di seguito.

 

Ristori quarter: scadenze del 16 marzo 2021

 

Innanzitutto iniziamo col dire che, lo slittamento dal 16 dicembre a al 16 marzo 2021 riguarda tutti i soggetti che esercitano attività d’impresa, arte o professione con domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Italia. Per poter usufruire della sospensione sono necessarie 2 condizioni

 

– avere ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019; 

 

– aver subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

 

I versamenti sospesi riguardano:

 

– ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati;

 

– trattenute relative all’addizionale regionale e comunale;

 

– IVA;

 

– contributi Inps.

 

Questa sospensione vale anche per le attività attive a decorrere dal 30 novembre 2019. Non solo, ma anche alle imprese che non rispettano il requisito della riduzione del fatturato ma che:

 

– esercitano le attività economiche sospese dal Dpcm del 3 novembre 2020;

 

– esercitano le attività di ristorazione (che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle zone arancioni o rosse);

 

– esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator (che siano ubicate nelle zone rosse).

 

Come detto, il versamento slitta al 16 marzo 2021 ed viene data la possibilità di essere onorato: in unica soluzione e mediante 4 rate, con il versamento della prima appunto il 16 marzo 2021. 

 

Ristori quarter: scadenze del 30 aprile 2021

 

Slittano al 30 aprile 2021 il versamento del secondo o unico acconto delle imposte sui redditi (Ires e Irpef) e IRAP per i soggetti Isa (obbligati a compilare e inviare il Modello ISA) che:

 

– hanno subito un calo di fatturato del primo semestre 2020, confrontato con il primo semestre 2019, di almeno il 33% (indipendentemente da dove esercitino l’attività);

 

– non hanno subito il calo di fatturato, ma fanno parte di quelle attività elencate nell’Allegato 1 o 2 al decreto Ristori bis (e hanno domicilio fiscale o sede in una regione rossa);

 

– non hanno subito il calo di fatturato ma svolgono attività di ristorazione e hanno domicilio fiscale o sede in una regione arancione.

 

Slittamento al 30 aprile 2021 anche per i soggetti non Isa che:

 

– hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto al primo semestre 2019 (ovunque si trovano e con ricavi o compensi 2019 non superiori a 50 milioni di euro)

 

– indipendente dal calo del fatturato si trovano nelle zone rosse e svolgono attività facente parte dei codici Ateco elencati negli Allegati 1 e 2 del decreto Ristori bis;

 

– indipendente dal calo del fatturato si trovano nelle zone arancioni e svolgono attività di gestiscono ristoranti.

 

Ecco come cambia il calendario fiscale da qui ad aprile. Solo rinvii, ma poche sospensioni, quindi capisci bene che, nonostante tutto vada male, le tasse devono essere sempre pagate.

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