Ristori, via ai controlli del Fisco contro i furbetti: chi rischia di più?

Dicembre 2, 2020 | in
Ristori, via ai controlli del Fisco contro i furbetti

Alla fine, dopo tante richieste, i ristori a fondo perduto sono arrivati per aiutare imprese messe alle strette dall’emergenza economico sanitaria. E con loro, sono arrivati anche i controlli super serrati del Fisco, con annesse sanzioni, per stanare i furbetti ne approfittano senza avere i requisiti per poterli richiedere.

 

Ristori: via ai controlli dell’Agenzia delle Entrate

 

Come sai, il Governo ha deciso di riconoscere dei contributi a fondo perduto a tutte le imprese costrette a chiudere per via delle restrizioni finalizzare contenimento del contagio da Covid-19. 

 

Si tratta di una serie di bonus di natura economica che garantiscono credito e liquidità a chi non può contare per ora su un’entrata fissa.

 

Se vuoi saperne di più leggi anche: 

 

Decreto ristori: le principali misure per le imprese

 

Decreto Ristori Bis: i principali interventi per imprese

 

Per evitare che i furbetti possano approfittare, accaparrandosi delle somme che non gli toccano, il Fisco ha messo in moto una macchina da guerra. Una serie di controlli mirati, che vanno a verificare che, le imprese che hanno beneficiato, hanno tutti i requisiti richiesti.  

 

Inutile dirlo, l’hai già capito: meglio non presentare alcuna domanda di richiesta dei ristori a fondo perduto. Da quanto si apprende, infatti, oltre al recupero della somma erogata (anche se misera), verranno irrogate sanzioni salate per chi richiede i ristori ma, in realtà, non alcun bisogno, né diritto. 

 

Multa salata se non hai diritto

 

Il principio su cui si fonda il controllo dell’Agenzia delle Entrate, anche se se può sembrare sbagliato è il seguente: ti erogo il contributo a fondo perduto e dopo controllerò se hai o meno i requisiti per poterlo richiedere o hai tentato di fregarmi. 

 

Insomma, effettua il controllo quando ormai la somma è stata accreditata sul conto corrente dell’impresa richiedente. 

 

Oltre alla somma che viene erogato direttamente tramite accredito sul conto corrente dell’impresa, l’Agenzia delle Entrate potrebbe applicare una sanzione minima pari al 100% e massima del 200% delle somme incassate

 

Come se non bastasse, tu contribuente potrai anche anche essere sanzionato con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. 

 

Perché scherzare e rischiare di cadere in un reato del genere? Se hai requisiti chiedi, altrimenti no, le sanzioni sono salate come puoi vedere.. 

 

Nota bene – Il furbo che ha già chiesto il ristoro e sta leggendo questo articolo può presentare una domanda per rinunciare alla somma. In questo caso, restituisce solo la somma ricevuta, regolarizza la propria posizione nei confronti del Fisco ed evita le sanzioni

 

Per evitare che tutto ciò accada, le cose sono cambiate ora, i furbetti verranno stanati primi. Infatti, si faranno  dei controlli preventivi al momento della presentazione della domanda.

 

I dati dell’impresa, verranno incrociati con quelli dell’anagrafe tributaria e, nel caso in cui nota qualcosa di strano, rifiuta in automatico la domanda. Nel caso in cui invece c’è coerenza di informazione, tutto ciò non accadrà ed entro 10 giorni l’impresa troverà la somma sul proprio conto corrente

 

Chi rischia di più?

 

Le imprese che rischiano di più di fronte a questa macchina da guerra di controlli sono tutte quelli che, di fatto, non risultano essere non in possesso dei requisiti richiesti. I ristori a fondo perduto, stabiliti dai vari decreti, spettano infatti:

 

– al titolare di partita Iva attivata prima del 25 ottobre 2020;

 

– alle imprese che esercitano come attività tra quelle contemplate tra i codici Ateco cha danno diritto agli aiuti;

 

– l’impresa che ha dichiarato un fatturato e dei corrispettivi nel mese di aprile 2020 inferiori ai due terzi rispetto al fatturato e dei corrispettivi dello stesso mese ma dell’anno precedente, ovvero il 2019;

 

– alla partita Iva aperta dall’1 gennaio 2019.

 

Attenzione: nel mirino del Fisco ci sono anche tutte le imprese che hanno chiesto il denaro e poi, furbamente, hanno chiuso o chiuderanno la partita Iva, a decorrere dalla data di emissione del mandato oppure della presentazione dell’istanza di richiesta. 

 

Meglio evitare (soprattutto in questo periodo)

 

Alla luce di tutto ciò, hai capito bene che, prima di fare la domanda, ti conviene meglio fare verificare, dettagliatamente, il requisito più importante per ottenere questi ristori a fondo perduto, ovvero la perdita di fatturato.

 

L’Agenzia delle Entrate sa tutto: entrate e uscite di ogni impresa. Inutile fare i furbi per ottenere i ristori a fondo perduto previsti dai vari decreti per le imprese in difficoltà, il Fisco ne verrà sempre a capo. 

 

Soprattutto oggi, meglio evitare, perché già situazione è critica, e rischiare di compromettere ancora di più la situazione è peggio. 

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