Rivalutazione delle partecipazioni 2024: costo, scadenza e novità

di Redazione Soluzione Tasse
19 Mar, 2024
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    La rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei terreni viene confermata anche per il 2024. Si tratta di un’opportunità significativa per imprese e privati, grazie al persistere della normativa che consente di aggiornare il valore di questi beni nel bilancio. Attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva, specificamente prevista per facilitare questo processo, gli interessati possono non solo beneficiare di vantaggi fiscali considerevoli, ma anche scongiurare le implicazioni di eventuali plusvalenze tassabili. Questa pratica, ormai consolidata nel panorama fiscale italiano, si presenta con nuove scadenze e potenziali novità per l’anno in corso, rendendo essenziale per aziende e titolari di terreni comprendere appieno le dinamiche, i costi e le opportunità offerte dalla rivalutazione 2024. Scopri tutti i dettagli, in questo articolo.

    Rivalutazione partecipazioni nel 2024: cos’è e quanto costa? 

    La rivalutazione di quote e terreni è un’opportunità che nessun imprenditore dovrebbe ignorare, perché consente di aggiornare il valore di mercato di quote societarie e terreni, adeguandolo all’attuale contesto economico.

    In altre parole, se decidi di cedere a titolo oneroso una quota societaria, succede che hai un guadagno rispetto al valore nominale della quota, generando così una plusvalenza tassabile.

    Rivalutando la quota, e quindi rideterminando il costo o il valore d’acquisto delle partecipazioni, invece, non si genera alcuna plusvalenza.

    E quindi? Paghi prima che avvenga la cessione della quota in modo tale da avere un vantaggio fiscale che non avresti con l’applicazione della disciplina fiscale sulle plusvalenze (e vedrai più avanti il reale guadagno).

    Dunque, anche nel 2024, le persone fisiche o le società semplice possono rivalutare il costo o il valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti alla data del 1° gennaio, eliminando la possibilità di generare plusvalenze tassabili. 
    Ma quanto costa la rivalutazione delle partecipazioni? La Legge di Bilancio 2024 ha confermato la possibilità di rivalutare le partecipazioni societarie e i terreni pagando un’aliquota sostitutiva del 16%.

    Rivalutazione partecipazioni: cosa comprende e quando scade?

    La rivalutazione del costo o del valore d’acquisto ha come oggetto:

    • le partecipazione societarie di aziende non quotate;
    • i terreni agricoli o edificabili.

    Per le partecipazioni di società quotate, la rivalutazione viene calcolata in base alla media aritmetica dei prezzi nel mese di dicembre 2023. Per tutti gli altri beni, invece, è necessaria una perizia di stima.

    Il pagamento dell’imposta può avvenire in un’unica soluzione oppure mediante una rateizzazione a cui vanno sommati eventuali interessi.  

    La scadenza per la rivalutazione è fissata al 30 giugno 2024. I dati relativi alla rivalutazione del 2024 vanno indicati nel modello Redditi 2025.

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    I vantaggi della rivalutazioni delle partecipazioni

    La rivalutazione delle partecipazioni ha come obiettivo quello di eliminare le tassazioni di eventuali plusvalenze derivanti dalla cessione delle quote. Infatti, la normativa prevede che il Fisco, dalle cessioni di queste quote, prenda in considerazione il valore della partecipazione rivalutata. È quello il valore che diventa fiscalmente riconosciuto e quindi non soggetto a ulteriore tassazione.

    Lo scopo, dunque, della rivalutazione, è quello di ottenere un risparmio fiscale nel caso in cui hai intenzione di cedere le quote di partecipazione della società. Senza il pagamento di questa imposta, infatti, le plusvalenze sono tassabili secondo l’articolo 67 del Tuir. 

    Il predetto articolo, infatti, stabilisce che le plusvalenze derivanti da cessioni a titolo oneroso di partecipazioni qualificate o non qualificate scontano l’imposta sostitutiva del 26%. Un’aliquota più alta di 10 punti percentuali rispetto a quella prevista se invece rivaluti le partecipazioni prima di effettuare la cessione. 

    Rivalutazione e aliquota ordinaria: tassazione a confronto

    Per stabilire se è conveniente o meno utilizzare la rivalutazione occorre confrontare l’imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazione con quella derivante dalla tassazione ordinaria della plusvalenza. Generalmente, la convenienza si manifesta soprattutto quando il costo storico del bene è molto basso.

    Per rendere tutto più chiaro, facciamo un esempio numerico e confrontiamo la tassazione con aliquota ordinaria e il beneficio che potresti ottenere rivalutando le partecipazioni.

    Supponiamo di:

    • avere una quota di partecipazioni in una srl pari al 50%;
    • un valore nominale di 10.000 euro;
    • un valore attuale di 100.000 euro.

    Se decidi di cedere la quota senza partecipazione, come risultato avresti una plusvalenza imponibile pari a 90.000 euro, che sconta un’imposta sostitutiva del 26%. Ti troveresti quindi a:

    • pagare l’imposta sostitutiva pari a 23.400 euro (95.000×26%);
    • avere un netto pari a 66.600 euro.

    Cedere la quota di partecipazione con la rivalutazione delle partecipazioni ti aprirebbe a scenari totalmente diversi perché:

    • non si genera alcuna plusvalenza;
    • l’imposta viene pagata ancora prima che la cessione venga effettuata.

    Partendo sempre dalla stessa quota di partecipazione, la quota rivalutata, pari a 100.000 andrebbe a scontare l’imposta sostitutiva del 16%, quindi 16.000 euro. 

    Quindi? 7.400 euro di risparmio fiscale che ti consentirebbero di avere un netto pari a 84.000 euro.

    FAQ rivalutazione partecipazioni societarie 2024: le risposte alle tue domande

    • Quando rivalutare una partecipazione?

    La rivalutazione delle partecipazioni viene fatta cambiando il costo originale o il prezzo di acquisto della partecipazione o del terreno con il valore che questa aveva al primo gennaio 2024, basandosi sulla parte di valore della società che la partecipazione rappresenta.

    • Quali partecipazioni possono essere rivalutate?

    Le partecipazioni che possono essere rivalutate nel 2024 includono quelle detenute da persone fisiche in contesti non legati all’attività d’impresa, così come quelle possedute da società semplici, società e enti che sono considerati equivalenti secondo l’articolo 5 del TUIR, e gli enti non commerciali per i beni che non sono utilizzati nell’attività d’impresa. Questo significa che la rivalutazione si applica a partecipazioni e terreni non direttamente impiegati in attività commerciali o imprenditoriali, consentendo di aggiornare il valore di tali beni al loro valore nel patrimonio netto della società al primo gennaio 2024.

    • Chi può fare la perizia per la rivalutazione di quote?

    La valutazione deve essere fatta da persone che sono registrate negli elenchi ufficiali dei commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali, e anche tra i revisori contabili. La persona che fa la valutazione deve prestare giuramento su di essa davanti a un notaio entro il 30 giugno 2024. Se non si sceglie il notaio, il giuramento può essere fatto anche in tribunale.

    • Quando si paga l’imposta di rivalutazione?

    La Legge n. 213/2023, nota come legge di bilancio per il 2024, ha previsto una nuova opportunità per la rivalutazione dei valori delle partecipazioni, applicando un’aliquota per l’imposta sostitutiva del 16%. Per usufruire di questa agevolazione fiscale, è necessario redigere una perizia da soggetti qualificati e procedere al versamento dell’imposta entro il 30 giugno 2024. Questa proroga offre quindi un’ulteriore occasione per aggiornare il valore delle partecipazioni in linea con le disposizioni fiscali agevolate, come delineato dagli articoli di legge pertinenti, garantendo così una gestione ottimale del patrimonio e un risparmio fiscale per coloro che decidono di aderire a questa opportunità entro i termini stabiliti.

    Come risparmiare con la rivalutazione dei beni?

    La fiscalità dell’impresa è un tema molto spinoso in Italia. Tuttavia, le norme e le agevolazioni per pagare meno imposte ci sono, e sono alla portata di tutti gli imprenditori, grandi e piccoli che siano.

    La rivalutazione delle partecipazioni societarie e dei propri beni, infatti, può portare numerosi benefici, tra cui:

    • la riduzione del carico fiscale nel caso in cui decidi di cedere quel bene;
    • una valutazione del patrimonio più accurata.

    La conoscenza della materia fiscale, e soprattutto quella del risparmio fiscale, sono elementi che fanno la differenza. Perché, alla fine, risparmiare denaro in tasse, ti consente di poter investire in azienda e affrontare le prossime sfide proattivamente e serenamente. Due aspetti da non ignorare assolutamente!

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