Sanzione fatturazione elettronica tardiva: come fare

di francesco Di Maso
7 Mag, 2024
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    La tardiva emissione della fattura elettronica comporta delle sanzioni amministrative pecuniarie per le imprese. L’ammontare della sanzione varia in base a due criteri: incidenza o meno sulla liquidazione del tributo. Oltre alle sanzioni, il ritardo della fatturazione elettronica può compromettere la gestione della contabilità e le relazioni con i propri clienti e fornitori. Per evitare tutto ciò, è fondamentale emettere le fatture entro i termini previsti dalla normativa. Vediamo a quanto ammonta la sanzione e com’è possibile evitarla con la giusta emissione della fattura elettronica.

    Sanzione fatturazione elettronica tardiva: quali sono

    L’emissione della fattura elettronica deve essere fatta immediatamente, ovvero quando avviene l’operazione di vendita di un prodotto o l’erogazione di un servizio. 

    Tuttavia, per varie ragioni, a volte non è possibile fare una fattura nel giro di 24 ore. Per tale motivo, il Legislatore, ha previsto un termine aggiuntivo per l’emissione della fattura elettronica

    L’impresa che non rispetta i termini di emissione o registrazione della fattura elettronica è soggetta a sanzioni. Le predette sanzioni variano in base all’incidenza o meno sul calcolo del reddito.

    In generale abbiamo le seguenti sanzioni:

    • violazione senza conseguenze sul calcolo del reddito: in base alla gravità la sanzione può variara da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.000 euro; 
    • violazione con conseguente incidenza del calcolo del reddito: in base all’imposta evasa la sanzione può variare dal 90% al 180%, con un importo minimo di 500 euro. 

    Sanzioni amministrative suddivise per tipologia di violazione

    Le sanzioni amministrative dipendono dal tipo di violazione fatta:

    • violazione registrazione o fatturazione senza conseguenze sul calcolo dell’Iva: da 250 euro a 2.000 euro;
    • fattura elettronica o registrazione omessa, tardiva o errata: dal 90% al 180% dell’imposta (importo minimo di 500 euro);
    • violazione fatturazione e/o registrazione importi esenti, non imponibili, non soggetti ad Iva o reverse charge: dal 5% al 10% dei corrispettivi (importo minimo di 500 euro). Se non ci sono conseguenza sul calcolo del reddito o dell’Iva la sanzione va da un minimo di 250 ad un massimo di 2.000 euro;
    • violazioni solo formali: niente sanzioni.

    Dunque, se violi le norme, sei punibile con una sanzione amministrativa pesante. Conoscendo i termini dell’emissione delle fatture, però, puoi evitare le sanzio.

    Quali sono i termini per la fatturazione elettronica

    I termini previsti dalla normativa cambiano in base alla tipologia di fattura da emettere:

    • fattura immediata;
    • fattura differita.

    Fatture elettronica immediate

    Le fatture immediate devono essere emesse entro 24 ore dalla vendita di un prodotto o dall’erogazione di un servizio. Se l’impresa non riesce a emetterla subito, può farlo entro 12 giorni successivi all’operazione, indicando la data come specificato dall’Agenzia delle Entrate.

    Esemplificando il tutto per una maggiore comprensione.

    Supponiamo che la tua impresa vende un prodotto il 28 novembre 2024, quando devi emettere la fattura?

    La fattura va emessa e inviata allo SdI (Sistema di Interscambio) il 28 novembre 2024, indicando tale data nel documento.

    Se non riesci a fare fattura entro le 24 ore cosa succede?
    La tua impresa può emettere la fattura entro il 12 dicembre 2024 indicando nel documento la data dell’operazione, ovvero 28 novembre 2024.

    La situazione cambia, invece, quando la fattura è differita.

    Fatture elettroniche differita

    La fattura elettronica differita è una tipologia di fattura che permette di riepilogare in un’unica fattura i pagamenti eseguiti in un mese da un dato cliente. È caratterizzata dalla presenza di un altro documento, ovvero il documento di trasporto (DDT) che attesta l’avvenuta cessione del bene.

    L’emissione della fattura differita deve avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di avvenuta operazione. Quindi, supponiamo che la tua azienda effettua 2 operazioni nel mese di dicembre verso un cliente –  2 e il 28 novembre 2024 – entro quando va emessa?

    L’emissione delle fattura deve avvenire entro il 15 dicembre 2024. Nella fattura devono essere indicate le date delle operazioni a cui fa riferimento (2 novembre 2024 e 28 novembre 2024).

    Tuttavia, può succedere che l’impresa non è in grado di rispettare nessuno dei due termini stabiliti per le altrettante tipologie di fatture.

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    Come ridurre le sanzioni con il ravvedimento operoso

    Quando l’impresa invia in ritardo le proprie fatture elettroniche può regolarizzare la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso.

    Il ravvedimento operoso è uno strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione e ridurre la sanzione in oggetto. Il principio su cui si basa il ravvedimento è “prima ti regolarizzi, meno paghi”. 

    Pertanto, è possibile beneficiare di una riduzione di:

    • 1/10 se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dalla violazione (25 euro di sanzione);
    • 1/9 se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla data di omissione o dell’errore (27,78 euro);
    • 1/8 se la regolarizzazione avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione;
    • 1/7 se la regolarizzazione avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione;
    • 1/6 se la regolarizzazione avviene oltre il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione.

    Ma facciamo un esempio!

    Supponiamo che l’impresa Alfa subisce una sanzione pari a 250 euro e decide di avvalersi del ravvedimento operoso:

    • se la sanzione viene viene pagata entro il termine di 30 giorni, paga solo 25 euro;
    • se invece paga oltre i 30 giorni ma prima del termine dei 90 giorni, la sanzioni da versare è pari a 27,78 euro.

    Un ottimo strumento per pagare di meno, nonostante aver commesso una violazione.

    Come ridurre le sanzioni con il cumulo giuridico

    Il secondo strumento per regolarizzare la propria posizione è il cumulo giuridico.

    Il cumulo giuridico è uno strumento che consente di rimodulare la sanzione qualora l’impresa non voglia avvalersi del ravvedimento. In questo caso la sanzione prevista è pari a un minimo di 250 euro, con un aumento che varia dal 25% al 200%. 

    Lo strumento può essere utilizzato quando, ricevuto l’avviso di accertamento, si rinuncia ad impugnare l’avviso. Così facendo, la sanzione può essere ridotta del 33%.

    Contabilità efficiente per evitare sanzioni e tassazione elevata

    Nonostante gli strumenti per alleviare le sanzioni ci siano, evitarle è la soluzione migliore. Pertanto, è fondamentale gestire la contabilità e le finanze in maniera scrupolosa così da non avere un esborso di denaro maggiore. 

    Un esborso di denaro che aumenta se consideriamo anche la tassazione alla quale sono soggette le imprese. Tuttavia, se per evitare sanzioni è sufficiente una gestione oculata della contabilità, per alleviare la tassazione delle imprese esiste un rimedio? 

    La risposta si chiama pianificazione fiscale.

    La pianificazione fiscale non è solo uno strumento per ridurre le tasse, ma un vero e proprio alleato per la crescita dell’impresa. Non si basa su escamotage illegali, bensì sull’utilizzo di strumenti previsti dalla legge per ottimizzare la propria situazione fiscale.

    Una strategia che, se ben condotta, può avere risultati tangibili sulla tassazione della tua azienda.

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