Scissione mediante scorporo: cos’è? Perché utilizzarla?

di Soluzione Tasse
13 Dic, 2023
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    La scissione mediante scorporo è un’operazione innovativa attraverso la quale una società può trasferire il proprio patrimonio in un’altra società continuando la propria attività aziendale. Un utile strumento per chi vuole costituire una holding e blindare tutto o una parte del patrimonio aziendale.

    Scissione mediante scorporo: cos’è?

    La scissione mediante scorporo, introdotta dal Decreto Legislativo 19 del 2023, è un’operazione molto appetibile per le aziende che vogliono avviare un’efficiente riorganizzazione societaria finalizzata alla protezione del patrimonio. Uno strumento che si aggiunge alla scissione ordinaria, al conferimento o alla fusione.

    La procedura “scissione scorporo” prevede che una società trasferisce i propri beni in un’azienda di nuova costituzione ricevendo in cambio una partecipazione (che viene iscritta nell’attivo della società scissa, ovvero dell’impresa che ha trasferito il proprio patrimonio). Dunque, le partecipazioni non vengono trasferite ai soci.

    Leggi anche: Scissione societaria: quando la separazione dei beni non è elusiva

    La validità della scissione mediante scorporo, a differenze della ordinaria, riguarda le operazioni avviate successivamente al 3 luglio 2023.

    Il requisito per la validità della scissione scorporo

    Quando parliamo di scissione scorporativa è fondamentale capire cosa il legislatore vuole far intendere con il principio di “continuare la propria attività” (come stabilito dall’articolo 2506.1 del Codice Civile).

    Da qui il dubbio: detenere una partecipazione sia sufficiente per garantire la continuità aziendale? 

    Sul tema, le tesi sono molte, e anche ampiamente dibattute. 

    Alcuni pensano che detenere una partecipazione non sia un elemento valido per garantire la continuità dell’attività. Altri, invece, sostengono che una soluzione potrebbe essere quella di lasciare dentro la società scissa, anche un solo bene, e spostare il 99,99% del patrimonio alla società beneficiaria per garantire il principio.

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    Differenza tra scissione scorporo e ordinaria

    La scissione scorporo si differenzia da quella ordinaria per diversi aspetti.

    Innanzitutto, le quote della società beneficiaria non sono attribuite ai soci (come avviene per la scissione ordinaria) ma alla società scissa.

    Di conseguenza, la società scissa non subisce una riduzione del patrimonio netto.

    In pratica, succede che:

    • la società scissa trasferisce i beni alla società beneficiaria;
    • la società beneficiaria emette quote per i beni ricevuti;
    • le quote non vanno nelle mani dei soci;
    • la società scissa riceve le quote.

    E quindi?

    Si crea un equilibrio, perché i beni che sono stati trasferiti nella beneficiaria, sono sostituiti dalla partecipazioni. Di conseguenza rimane tutto invariato e il patrimonio netto non viene ridotto.

    Leggi anche: Patrimonio e scissione aziendale: 3 motivi per dividere la ricchezza

    L’altra differenza riguarda la società beneficiaria. Se nella scissione ordinaria la beneficiaria può essere un’azienda già preesistente, nel caso della scorporo la società deve essere di nuova costituzione.

    Differenza tra scissione con scorporo e conferimento 

    Le differenze con il conferimento sono limitate. Infatti, il risultato che si ottiene con la scissione scorporo sarebbe quasi identico a quello del conferimento. 

    Potrebbe, però, rappresentare un’alternativa proprio al conferimento. Infatti, il conferimento non beneficia sempre della neutralità fiscale (ovvero avviare un’operazione di riorganizzazione o di cessione aziendale senza aggiunta di oneri fiscali). 

    Il conferimento, infatti, può essere effettuato in regime di neutralità fiscale – senza generare plusvalenze o minusvalenze fiscali – solo se  effettuato in continuità di valori contabili e il costo fiscale della partecipazione conferito coincide con il suo valore contabile.

    Tuttavia, scegliere tra scissione e conferimento nel caso di trasferimento o di ramo d’azienda è indifferente. La situazione, invece, cambia nel momento in cui il trasferimento riguarda una singola attività, allora è preferibile la scorporo, proprio per la possibilità di poter beneficiare del principio di neutralità fiscale. 

    Leggi anche: Protezione patrimoniale: 3 step per scegliere lo strumento giusto

    L’altra differenza riguarda la perizia. Se, ad esempio, il conferimento ha per oggetto una srl che trasferisce un ramo d’azienda in una nuova società, è sempre necessaria la perizia. Situazione che non si verifica nella scissione scorporo.

    Inoltre, con il conferimento, viene riconosciuto il diritto di recesso qualora le partecipazioni vengono assegnate in maniera non proporzionale. Nella scissione scorporo, invece, questo diritto non esiste poiché l’operazione non muta la compagine sociale.

    Perché utilizzare questa operazione?

    L’obiettivo principale della scissione mediante scorporo è quello di tutelare il patrimonio. Infatti, potrebbe essere un valido strumento per separare tutti i beni immobiliari dalla società operativa (ciò che svolge l’attività commerciale, ad esempio) riducendo così ogni possibile rischio imprenditoriale.

    Per tale motivo, viene vista come un’operazione molto valida per creare, ad esempio, una:

    • holding di famiglia, capogruppo che detiene le società operative;
    • sub-holding, società holding che si inserisce tra la holding di famiglia e le società operative. 

    Leggi anche: Come si struttura una holding? Qual è la forma perfetta?

    In entrambi i casi, però, la società scissa (che trasferisce il patrimonio alla beneficiaria) deve mantenere ugualmente una porzione di bene (seppur minima) per rispondere al principio della “continuità dell’attività”.

    Un’arma in più a tutela del patrimonio

    Dunque, un’arma in più per le imprese che decidono di effettuare una riorganizzazione; e una soluzione alternativa per gli imprenditori lungimiranti che hanno come obiettivo, oltre quello generare profitto, anche quello di tutelare il patrimonio aziendale e immobiliare

    La tutela del patrimonio dell’imprenditore, familiare, aziendale e immobiliare, è argomento di estrema attualità. Le incertezze del mercato e gli avvenimenti geopolitici ci dimostrano che nessuna azienda è immune al fallimento.

    Pertanto, è doveroso agire per tempo, prima che tutto svanisca. Anche perché, affinché un percorso di protezione patrimoniale sia efficace, occorre predisporre per tempo un’analisi e valutazione dei beni necessari di tutela.

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