Società di persone e di capitali: differenza e confronto tassazione

Dicembre 9, 2021 | in
Società di persone e di capitali

Nella scelta tra un forma societaria piuttosto che un’altra, oltre al fattore costi di costituzione, è fondamentale valutare la tassazione per evitare di disperdere molta liquidità in imposte. 

 

Società di persone e di capitali: quale conviene di più? Andiamo a fare un confronto e valutare insieme quale sia la migliore sia in termini fiscali che non.

 

Società di persone e di capitali a confronto

 

Avviare o avere un’attività in forma societaria significa possedere un’azienda in cui vi è un’organizzazione di persone e beni economici si impegnano per l’esercizio dell’attività d’impresa.

 

Le forme societarie maggiormente utilizzate nel nostro sistema economico sono:

 

sas, società accomandita semplice;

– snc, società in nome collettivo;

srl, società responsabilità limitata.

 

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Le prime due fanno parte della categoria società di persona, invece la srl rientra nella tipologia di società di capitali. La differenza tra le prime due e la terza non risiede solo nella tassazione societaria, ma anche patrimoniale.

 

Se parliamo di sas e snc, più si produce, più aumenta la tassazione. E questo succede perché non è la società a pagare le imposte, bensì i soci che scontano Irpef (dal 23 al 43% di aliquota) pro quota, ovvero mediante la propria partecipazione all’utile dell’impresa.

 

Nella srl, invece, la tassazione è in capo a lei, che sconta Ires al 24% sul reddito prodotto, più Irap al 3,9%. La srl, essendo società di capitali, gode di ampia autonomia perfetta. 

 

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Ciò vuol dire che, nella srl, c’è una netta distinzione tra imprenditore e aziende, quindi i patrimoni sono separati tra di loro. Cosa che, invece, non esiste nelle prime due, sas e snc, poiché società di persona.

 

Snc, sas, srl: tassazione a confronto 

 

Andando più nei dettagli,  la fiscalità della snc è questa:

 

Irpef in base all’utile della società pro quota (aliquote progressive dal 23 al 43%);

– 3,9% di Irap calcolata sull’utile di impresa a fine anno;

– 24% di Inps artigiani o commercianti a socio in base all’utile della società pro quota;

 

Quindi, una snc con 2 soci ed un utile di 50.000 euro, quanto pagherà ogni anno, o meglio i loro soci visto che l’utile è imputato a loro? Pagheranno complessivamente 26.250 euro.

 

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La fiscalità della sas, pur essendo società di persona, presenta alcune differenze rispetto alla snc. Infatti, l’utile è sempre imputato ai soci che pagheranno Irap e Irpef. L’unica differenza sta nell’Inps, che è sempre del 24%, ma viene pagata solo dai soci accomandatari in base all’utile della società pro quota. 

 

Quindi, una sas con 2 soci ed con un utile di 50.000 euro, quanto pagherà? Il totale da versare a carico dei soci è pari a 20.250 euro.

 

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La tassazione della srl invece è questa qua:

 

– 24% di Ires calcolata sull’utile di impresa a fine anno

– 3,9% di Irap calcolata sull’utile di impresa a fine anno;

– 26% di ritenuta sui dividendi distribuiti ai soci.

 

Supponiamo anche in questo caso che l’utile sia di 50.000 euro e la società sia formata da 2 soci, quanto andrà a pagare la srl? Il totale da versare è pari a 29.323 euro.

 

Quale conviene di più?

 

Alla luce di tutto ciò, quale ti sembra la società più conveniente per fare business? 

 

Guardando i numeri la risposta è facile: la sas. Ma non solo per quanto riguarda il carattere prettamente fiscale, ma anche amministrativo poiché ha adempimenti ridotti al minimo. In più, alcuni soci sono protetti, in termini di patrimonio, come quelli della srl.

 

Ma questa scelta può essere fatta quando l’utile prodotto è relativamente basso. Infatti, la sas in questo caso è molto più conveniente anche della snc, pur essendo l’utile tassato in capo ai soci. Anche perché permette di risparmiare una bella fetta di contributi previdenziali.

 

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La situazione è ben diversa se prendiamo in considerazione la srl. Ovviamente la scelta su questa forma societaria ricade soprattutto quando l’utile è alto, gli investimenti cospicui e il rischio d’impresa elevato. Ma non solo, perché anche con redditi bassi, la  risulta essere la forma giuridica vincente per molti business.

 

In più, la srl, permette di applicare su di essa un’adeguata pianificazione fiscale, cosa che le altre due forme societaria non consentono o, se lo fanno, solo in parte. 

 

Pianificare, se non lo sapessi, significa utilizzare strumenti per ridurre il carico fiscale della srl del 20 al 50% rispetto a quello che è stato calcolato nell’esempio sopra. Un vantaggio da non sottovalutare, se pensiamo che la pressione fiscale italiana è tra le più alte al mondo.

 

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