Società SAS, vantaggi svantaggi: un esempio pratico

Aprile 7, 2022 | in
Società SAS vantaggi svantaggi

Così come ogni forma giuridica, anche la sas ha i suoi vantaggi e svantaggi, assolutamente da considerare nel momento in cui si sceglie la forma giuridica della propria azienda. Ma anche dopo che l’azienda è stata creata e naviga in buone acque.

 

Vantaggi e svantaggi sono tanti, ma quelli di cui oggi ci occuperemo riguardano principalmente la responsabilità dei soci e la tassazione. Cerchiamo di capirne di più.

 

I vantaggi della responsabilità dei soci della SAS

 

La società sas è, come sappiamo, un ibrido. Una via di mezzo tra srl e snc. Questo perché ci sono soci illimitatamente responsabili, come succede nella snc. Dall’altra parte soci limitatamente responsabili come nella srl.

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Parliamo, appunto, dei soci:

 

– gli accomandatari, spetta l’amministrazione e la gestione della società in via esclusiva. Hanno una responsabilità illimitata e solidale per l’adempimento delle obbligazioni sociali (come succede per soci della snc);

– gli accomandanti, non spetta l’amministrazione e rispondo solo limitatamente al capitale investito nella società (salve alcune eccezioni disciplinate dalla legge).

 

Come vedi, i vantaggi si possono vedere fino ad un certo punto. Infatti, solo una categoria di soci beneficia della responsabilità limitata, mentre gli accomandatari sono pienamente responsabili delle sorti della sas. 

 

Rispondere con il proprio patrimonio è un rischio elevato al quale bisogna sottrarsi prima che sia troppo tardi.

 

Se è possibile limitare la responsabilità dei soci con altre forme giuridiche, ad esempio la srl, perché non approfittarne subito? Perché come sai, anche se hai una sas, puoi trasformarla in srl senza che vi sia alcuna interruzione dell’attività aziendale.

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Gli svantaggi della tassazione della SAS

 

Ora passiamo agli svantaggi della sas, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto prettamente fiscale

 

La tassazione sui soci in caso di utili elevati cresce. Infatti, i soci sono tenuti a versare l’Irpef che, come sappiamo, non ha un’aliquota fissa ma progressiva. In altre parole, cresce all’aumentare dei guadagni. 

 

Dunque, nel caso in cui i guadagni dovessero risultare particolarmente elevati, di conseguenza anche anche la tassazione sui soci sarà alta. D’altra parte, se gli utili sono bassi, anche la tassazione sarà minore. 

 

Praticamente due facce della stessa medaglia. 

 

Tant’è che molti imprenditori decidono di fatturato di meno proprio per questo. Ma è una teoria corretta? Ovvio che no! Perché, in base agli utili, e alle esigenze aziendali, deve essere modellata la struttura giuridica dell’attività.

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Un esempio pratico SAS

 

La sas è una delle forme giuridiche prediletta dalle aziende a conduzione familiare. Tuttavia, il socio accomandante dovrebbe valutare attentamente l’adesione o meno alla società. Deve avere piena consepevolezza della responsabilità alla quale verrà sottoposto.

 

Facciamo un esempio.

 

Mario da sempre aspirante imprenditore, decide di avviare una propria attività ma che necessita di un bel po’ di investimenti. I suoi fratelli, alla notizia, si propongono a Mario, decidendo di entrare nell’attività apportando il denaro sufficiente. Poiché hanno sempre sentito parlare di sas (con pochi soldi e molto velocemente la apri) decidono di costituirne una per questa nuova attività imprenditoriale. 

 

Mario, l’ideatore del business, è colui che vuole gestire l’azienda e, in qualità di socio accomandatario, apporta denaro per 40.000 euro. I due fratelli, in qualità di soli investitori, assumono la carica di soci accomandanti e apportano denaro per una quota di 10.000 euro a testa (e risulteranno responsabili solo di quella cifra di denaro).

 

L’azienda viene avviata, incomincia a penetrare i mercati di riferimento, l’azienda va bene e la distribuzione degli utili è ottima. Tuttavia, cominciano a notare i primi difetti della sas, poiché subiscono una tassazione notevolmente elevata.

 

Un paio di anni dopo, gli affari iniziano a calare e Mario diventa insolvente con banche e creditori per una cifra intorno a 90.000 euro. Conseguentemente, il capitale versato, 50.000 euro, non è in grado di coprire il debito contratto.

 

Quindi cosa succede?

I due fratelli rispondono per 10.000 euro ciascuno, ovvero il capitale versato. Sono soci accomandanti della società e il loro patrimonio privato rimane intatto. 

 

Mario, invece, deve pagare il reddito residuo. Ma i soldi non bastano, per cui, per estinguere il debito deve rispondere con il proprio patrimonio personale (casa? Auto?) Qualsiasi cosa risulta essere di sua proprietà poiché, in qualità di socio accomandatario deve rispondere illimitatamente dei debiti.

 

Conviene o meno la SAS?

 

Nel caso di specie, la scelta della sas è una decisione rischiosa. Infatti, il socio accomandatario, Mario, nonostante la società sia ormai sciolta, deve adempiere agli obblighi dell’azienda con il proprio patrimonio personale. 

 

Essere socio accomandatario è altamente rischio, chiunque dovrebbe esserne consapevole della responsabilità assunta prima di prendere una decisione del genere. Infatti, Mario, se solo sapesse dell’esistenza di altre forme giuridiche, evitando di essere mal consigliato amichevolmente, avrebbe evitato che i creditori mettessero mani sopra il suo patrimonio personale.

 

Infatti, come detto prima, ora ti chiediamo, se ci fosse una forma giuridica che ti permetterebbe di limitare la responsabilità patrimoniale, salvaguardando la tua ricchezza personale, saresti disposto a prenderla in considerazione?

 

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– applicare un’adeguata pianificazione fiscale per rispondere alle tue esigenze e a quelle dell’impresa;

– proteggere il patrimonio nei confronti dei terzi.

 

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