Spese di pubblicità: tutto ciò che serve sapere

di Redazione Soluzione Tasse
18 Apr, 2024
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    Le spese di pubblicità sono considerate investimenti finalizzati a incrementare le vendite future. Queste includono tutte le spese sostenute per promuovere le caratteristiche dei prodotti o servizi tra i consumatori, con l’obiettivo di espandere il mercato e aumentare le vendite, e di conseguenza i ricavi. 

    Le spese pubblicitarie sono deducibili? 

    In Italia, il nostro sistema tributario non prevede una definizione dettagliata di ciò che sono le spese di pubblicità. Ciò che invece viene richiamato dal Tuir è solo la disciplina relativa alla deducibilità di queste spese.

    Le aziende possono detrarre l’intero importo delle spese di pubblicità dal loro reddito imponibile, riducendo l’ammontare delle tasse da pagare. Non è possibile ammortizzare le spese di pubblicità in quote costanti su più anni. La possibilità di ripartire su più anni la deducibilità del costo viene data solo se, dal contratto, la spesa ha natura pluriennale ed è dimostrabile.

    La deducibilità totale, però, non è per tutti. Per poter beneficiare è necessario rispettare determinati requisiti:

    • competenza: le spese devono essere imputate all’esercizio in cui sono stati sostenuti;
    • certezza: i costi devono dimostrabili attraverso una fattura o un altro documento per provare la spesa;
    • inerenza: le spese devono essere collegate al fatturato ottenuto o ottenibile.

    Un elemento importante da sottolineare è che le spese possono essere dedotte totalmente indipendentemente dall’importo delle stesse e dal volume dei ricavi aziendali.

    Tuttavia, per evitare problemi con il Fisco è necessario documentare accuratamente tutte le spese con fatture. Inoltre, è consigliabile anche conservare le ricevute e annotarle per data, luogo, motivo e partecipanti a eventi di rappresentanza.

    Si può detrarre l’IVA sulle spese pubblicitarie

    Se le spese vengono dedotte completamente, lo stesso non si può dire dell’Iva.

    L’Iva sulle spese di pubblicità è detraibile al 50%. Ciò significa che, le aziende, possono recuperare metà dell’imposta versata sulle spese di pubblicità, a condizione che:

    • siano inerenti all’attività svolta;
    • documentate con scontrino fiscale o fattura; 
    • l’Iva sia regolarmente versata all’Erario.

    Esemplificando il tutto, supponiamo che un’azienda sostiene una spesa di 100 euro più Iva (22 euro) per una campagna pubblicitaria su Facebook. L’azienda può detrarre 11 euro (il 50% di 22 euro) dall’Iva a debito nel suo modello F24.

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    Deducibilità delle spese di sponsorizzazione

    Le spese di sponsorizzazione, come ogni costo aziendale, per essere “scaricabili” devono rispettare i principi generali di inerenza e congruità. 

    Dal punto di vista operativo, invece, è necessario comprovare queste spese attraverso:

    • il contratto di sponsorizzazione con data certa;
    • la dimostrazione dell’effettiva esecuzione del contratto (fotografie, materiale pubblicitario, articoli di giornale, ecc);
    • la tracciabilità dei pagamenti.

    Ma non è tutto!

    Secondo la Cassazione, la sponsorizzazione deve:

    • essere un’attività di tipo promozionale;
    • rispettare il limite di spesa, pari a 200.000 euro;
    • essere fatta nei confronti di un’associazione sportiva dilettantistica.

    Sotto la cifra pari a 200.000 euro, questi costi sono interamente deducibili dal reddito d’impresa.

    Sulla natura delle spese pubblicitarie possono nascere alcuni dubbi. Infatti, se mancano alcune delle condizioni dette, il Fisco potrebbe ricondurre le sponsorizzazioni a spese di rappresentanza la cui deducibilità è ridotta (che vedrai nel prosieguo).

    Spese pubblicitarie e spese di rappresentanza: quali sono le differenze

    I costi di pubblicità non devono essere confusi con le spese di rappresentanza: sono totalmente differenti tra loro.

    Le spese di pubblicità sono costi sostenuti dall’azienda per promuovere prodotti, servizi o l’immagine aziendale. L’obiettivo è quello di avere un beneficio immediato, ovvero aumento delle vendite.

    Esempio di spese di pubblicità:

    • inserzioni su giornali, TV, radio, web;
    • campagne pubblicitarie sui social media;
    • brochures, volantini, cataloghi.

    I costi pubblicitari deve essere contrattualizzati.

    Le spese di rappresentanza sono quei costi sostenuti dall’azienda per sviluppare pubbliche relazioni con potenziali clienti e stringere relazioni commerciali. L’obiettivo non è quello di aumentare immediatamente le vendite, ma avere un beneficio nel lungo periodo.

    Esempio di spese di rappresentanza:

    • regali aziendali di modico valore (es. penne, calendari);
    • pasti in ristoranti con clienti o potenziali clienti;
    • partecipazione a fiere o congressi;
    • eventi promozionali e di networking;
    • abbonamenti a club o associazioni.

    Tuttavia, la corretta qualificazione della spesa dipende degli obiettivi perseguiti.

    Supponiamo che un’azienda organizza un evento per presentare il suo nuovo prodotto. Le spese per la location, il catering e il materiale informativo sono considerate spese di pubblicità. Le spese per il noleggio di un’auto di lusso per il trasporto dei clienti sono considerate spese di rappresentanza.

    Spese di pubblicità e spese di rappresentanza: trattazione fiscale

    La differenza tra spese di pubblicità e di rappresentanza, non risiede solo concettualmente ma anche fiscalmente. Infatti, è molto importante capire il trattamento fiscale dei due costi ed evitare di avere problemi con l’Agenzia delle Entrate

    Dunque, le spese di pubblicità sono interamente deducibili, mentre le spese di rappresentanza di no. 

    Le spese di rappresentanza, infatti, sono deducibili in percentuali in base ai ricavi conseguiti. Nello specifico: 

    • 1,5% fino a 10 milioni di euro di ricavi;
    • 0,6% da € 10.000.001 fino a € 50.000.000 di ricavi;
    • 0,4% per ricavi superiori.

    Un’azienda che ha conseguito ricavi per un ammontare pari a 60.000.000 di euro, ha un plafond di deducibilità delle spese di rappresentanza relativo al medesimo esercizio pari a 430.000 euro.

    Il plafond è da dalla somma tra:

    • 1,5% x 10.000.000 = 150.000 euro;
    • 0,6 x 40.000.000 (50.000.000 – 10.000.000) = 240.000 euro;
    • 0,4 x 10.000.000 (60.000.000 – 50.000.000) = 40.000 euro.

    Sono deducibili al 100% del reddito di impresa, invece, solo le spese di valore unitario inferiore a 50 euro.

    Meno utile, più valore, meno tasse

    Dunque, le spese pubblicitarie possono dare un doppio vantaggio all’impresa:

    • far conoscere il prodotto (attraverso campagne mirate);
    • abbattere l’imponibile fiscale (con la completa deducibilità di tutti i costi sostenuti).

    Ma esistono solo i costi di pubblicità per abbassare l’imponibile fiscale della tua azienda e ridurre la tassazione?

    Ovviamente no!

    Le soluzioni per pagare meno imposte, sono tante, ognuna diversa dall’altra e ognuna con un proprio impatto fiscale. Ma non è sufficiente conoscerli, è necessario saperle utilizzare per evitare conflitti con il Fisco.

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