SRL e patrimonio personale: quando rispondono soci e amministratori?

di Redazione Soluzione Tasse
26 Mag, 2022
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    La srl è la forma più performante per fare business e l’unica che protegge il patrimonio del socio e dell’amministratore da attacchi e imprevisti esterni. Tuttavia, vi sono dei casi in cui il patrimonio personale potrebbe essere lo stesso a rischio. 

    Vediamo quali sono questi casi e quali strategie devono essere applicate per evitare di perdere il patrimonio personale.

    SRL e patrimonio personale: chi risponde dei debiti? 

    L’azienda, come organismo inserito in un contesto economico, è esposta a rischi di varia natura (ad esempio, quando non si riesce ad onorare un debito). Senza un’adeguata forma giuridica, a rischiare, non è solo l’impresa stessa, ma anche i titolari. Pensiamo alla snc oppure alla sas, dove a rischiare è anche l’amministratore.

    La srl, invece, è quella forma giuridica che tutela il patrimonio personale dei soci e degli amministratori. Nel momento in cui la srl non è in grado di onorare un obbligo contratto dalla stessa società, è la stessa a rispondere con il proprio patrimonio.

    Leggi anche: S.R.L. Società a Responsabilità Limitata: Definizione e caratteristiche

    Dunque, la srl – che come tutte le altre società di capitali gode di autonomia patrimoniale perfetta – risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente con il proprio patrimonio (articolo 2462 Codice Civile). I creditori sociali, in caso di insolvenza non potranno mai rifarsi sui beni di proprietà personale dei singoli soci, ma solo su quelli della società.

    Non solo: la srl è la forma più performante perché ti permette di poter utilizzare tutti gli strumenti di pianificazione fiscale, presenti nel nostro ordinamento tributario, per ridurre le imposte a debito.

    Leggi anche: Pianificazione fiscale strategica e Evasione: qual è la differenza?

    Risultato? Due vantaggi con un’unica forma giuridica.

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    Soci e amministratori rispondono con il proprio patrimonio? Qualche volta…

    Tuttavia, non sempre la srl mette a riparo il patrimonio personale dei soci e degli amministratori. Vi sono casi in cui la ricchezza personale può essere attaccata. Insomma, si tratta di una disciplina che, purtroppo, non trova applicazione di carattere assoluta.

    E quando si verificano questi casi? Il primo caso potrebbe verificarsi nel momento in cui l’amministratore viene accusato di aver gestito male l’azienda agendo, con colpa o dolo, in violazione dei doveri ad essi imposti. Causando, a sua volta, un danno alla società e ai creditori. 

    Leggi anche: Responsabilità soci: qual è la differenza tra SAS e SRL?

    Il presupposto per cui questa azione possa essere esercitata dai creditori si potrebbe verificare in due condizioni:

    • inosservanza degli obblighi per garantire l’integrità del patrimonio;
    • patrimonio insufficiente per rispondere dei debiti, e quindi al soddisfacimenti dei creditori.

    Pensiamo, ad esempio, al caso in cui l’amministratore presenti dichiarazioni dei redditi infedeli o bilanci societari irregolari.

    Gli amministratori che hanno presentato documenti fiscali per conto della società, non conformi alla normativa, causando accertamenti e rettifiche a carico della stessa, sono responsabili in solido. Dunque, in caso di mancato adempimento della società, sono loro a dover rispondere con il proprio patrimonio personale. E tutto questo fino al pagamento dell’ultima cifra all’Erario. 

    Anche i soci non amministratori risultano responsabili qualora non si siano opposti ad atti dannosi nei confronti della società.  

    SRL e patrimonio personale: come rimediare senza rischiare?

    L’azione escussiva, però, nei confronti del patrimonio degli amministratori andrà valutata caso per caso. È sempre fondamentale provare una condotta dolosa e direttamente finalizzata alla distrazione del patrimonio sociale da parte loro. Insomma, senza prova non è possibile accusare soci e amministratori.

    Cosa significa tutto ciò? Che la srl perde la sua caratteristica relativa alla responsabilità limitata? Ovviamente no!

    Per una gestione ottimale, è “obbligatoria” un’accurata pianificazione fiscale: strumento che ti fa risparmiare tasse (legalmente) e ti garantisce un controllo costante dell’andamento dei numeri perché votato alla crescita aziendale. 

    Applicando un’adeguata pianificazione è possibile mettere al riparo il patrimonio personale degli amministratori e dei soci. E, allo stesso tempo, beneficiare di un’importante riduzione della pressione fiscale della srl.

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